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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


 
RUBRICHE - TRA LE RIGHE  
La Forza della Ragione
Repetita juvant
 
 di Severina Pascale
s.pascale@liberamenteonline.org
19 marzo 2008
 

A distanza di due anni dal suo “La rabbia e l’orgoglio”, Oriana Fallaci decise di aggiungere un Post-scriptum, un’appendice alla trentesima edizione del libro intitolandola “Due anni dopo”. Ma appena ebbe finito di scrivere, Mastra Cecca si rese conto di aver dato vita ad un nuovo libro. Mastra Cecca, così si presenta lei stessa in queste pagine, in riferimento a Mastro Cecco, uomo storico che nel 1328 venne arso vivo dall’Inquisizione a causa di un libro che aveva scritto. Perché, dopo la pubblicazione de “La rabbia e l’orgoglio” Oriana Fallaci è stata oggetto di derisione, minacce di morte in quanto “cagna infedele” da alcuni esponenti del popolo musulmano, e di incivili insulti da parte di politici, comici, giornalisti italiani che, carenti di umanità e civiltà, hanno creato slogan contro la Giornalista festeggiando il cancro di cui allora soffriva e che a breve ne ha causato la morte.

Ma nonostante tutto ciò o, forse, spronata da ciò Oriana Fallaci è tornata per parlare dell’Incendio di Troia ossia di un’Europa che è diventata, è stata resa un’Eurabia, colonia dell’Islam. Sviluppa tale analisi in chiave storica, filosofica, culturale, politica e morale. E, nuovamente, il lettore incontrerà date, riferimenti biografici, citazioni, descrizioni, notizie che esistevano anche prima che la Fallaci le riportasse nel suo libro, ma che evidentemente nessuno voleva né vuole trattare perché ha paura, perché ne è fin troppo coinvolto, perché ha letteralmente perso l’uso della Ragione.

Perché oltre al regalare la possibilità al lettore di accrescere la sua cultura, oltre il tentativo di scuotere nuovamente le anime, Oriana Fallaci intraprende sin dalle prime pagine del testo un percorso ben preciso: rimettere in moto quel muscolo che si chiama cervello così da creare propri idee ragionamenti e considerazioni, così da capire quello che L’Islam o chi ne è o ne diventa “compare” cerca di inserirgli nella testa. Ricorrere quindi all’uso della Ragione. Quello presente in questo libro è il pensiero di una Oriana Fallaci più matura che non si appella più a passioni quali la Rabbia e l’Orgoglio, bensì alla Forza della Ragione, la sola forse che può portare un uomo a fermarsi almeno un attimo e chiedersi cosa stia succedendo intorno a lui, chi lo stia facendo succedere e, soprattutto, capire tutto ciò che c’è di sbagliato e pericoloso nell’attuale “processo di colonizzazione islamica” che comporterà la distruzione di tutto ciò che l’Europa e l’Occidente sono stati fino ad ora, che la cultura dell’Italia rappresenta e quello che ognuno di noi singolarmente è e rappresenta.

E se già Francesco Bacone ripeteva che “sapere è potere”, forse occorre ricordare che il sapere è anche frutto del pensare e non si possono formulare Pensieri personali, liberi, se non si ricorre alla forza della propria Ragione. “Quindi ascoltami bene, te ne prego. Ascoltami bene perché io scrivo per dovere...E per dovere questa tragedia l’ho guardata bene, l’ho studiata bene. E mi piacerebbe morire pensando che tanto sacrificio è servito a qualcosa”.

 

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