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A distanza di due anni dal suo
“La rabbia e l’orgoglio”, Oriana Fallaci decise di aggiungere un
Post-scriptum, un’appendice alla trentesima edizione del libro intitolandola
“Due anni dopo”. Ma appena ebbe finito di scrivere, Mastra Cecca si rese
conto di aver dato vita ad un nuovo libro. Mastra Cecca, così si presenta
lei stessa in queste pagine, in riferimento a Mastro Cecco, uomo storico che
nel 1328 venne arso vivo dall’Inquisizione a causa di un libro che aveva
scritto. Perché, dopo la pubblicazione de “La rabbia e l’orgoglio” Oriana
Fallaci è stata oggetto di derisione, minacce di morte in quanto “cagna
infedele” da alcuni esponenti del popolo musulmano, e di incivili insulti da
parte di politici, comici, giornalisti italiani che, carenti di umanità e
civiltà, hanno creato slogan contro la Giornalista festeggiando il cancro di
cui allora soffriva e che a breve ne ha causato la morte.
Ma nonostante tutto ciò o, forse, spronata da ciò Oriana Fallaci è tornata
per parlare dell’Incendio di Troia ossia di un’Europa che è diventata, è
stata resa un’Eurabia, colonia dell’Islam. Sviluppa tale analisi in chiave
storica, filosofica, culturale, politica e morale. E, nuovamente, il lettore
incontrerà date, riferimenti biografici, citazioni, descrizioni, notizie che
esistevano anche prima che la Fallaci le riportasse nel suo libro, ma che
evidentemente nessuno voleva né vuole trattare perché ha paura, perché ne è
fin troppo coinvolto, perché ha letteralmente perso l’uso della Ragione.
Perché oltre al regalare la possibilità al lettore di accrescere la sua
cultura, oltre il tentativo di scuotere nuovamente le anime, Oriana Fallaci
intraprende sin dalle prime pagine del testo un percorso ben preciso:
rimettere in moto quel muscolo che si chiama cervello così da creare propri
idee ragionamenti e considerazioni, così da capire quello che L’Islam o chi
ne è o ne diventa “compare” cerca di inserirgli nella testa. Ricorrere
quindi all’uso della Ragione. Quello presente in questo libro è il pensiero
di una Oriana Fallaci più matura che non si appella più a passioni quali la
Rabbia e l’Orgoglio, bensì alla Forza della Ragione, la sola forse che può
portare un uomo a fermarsi almeno un attimo e chiedersi cosa stia succedendo
intorno a lui, chi lo stia facendo succedere e, soprattutto, capire tutto
ciò che c’è di sbagliato e pericoloso nell’attuale “processo di
colonizzazione islamica” che comporterà la distruzione di tutto ciò che
l’Europa e l’Occidente sono stati fino ad ora, che la cultura dell’Italia
rappresenta e quello che ognuno di noi singolarmente è e rappresenta.
E se già Francesco Bacone ripeteva che “sapere è potere”, forse occorre
ricordare che il sapere è anche frutto del pensare e non si possono
formulare Pensieri personali, liberi, se non si ricorre alla forza della
propria Ragione. “Quindi ascoltami bene, te ne prego. Ascoltami bene perché
io scrivo per dovere...E per dovere questa tragedia l’ho guardata bene, l’ho
studiata bene. E mi piacerebbe morire pensando che tanto sacrificio è
servito a qualcosa”.
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