LiberaMente come Home Page    -    Il banner di LiberaMente    -    Aggiungi ai preferiti
Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - TRA LE RIGHE  
Jane Eyre
Un romanzo d’amore che può essere vissuto in ogni tempo
 
 di Severina Pascale
s.pascale@liberamenteonline.org
29 Gennaio 2008
 

Tra gli anni 1816 e 1855 si sviluppa la vita della scrittrice inglese Charlotte Bronte. Figlia di un pastore di origine irlandese, terza di cinque figli, è allevata da piccola da una zia a causa della morte prematura della madre. La vita di Charlotte fu ben povera di gioie o fortune, esperienze che spesso ha fatto rivivere ai personaggi dei suoi romanzi che sono, quindi, almeno in parte autobiografici. E’ questo il caso anche di “Jane Eyre”.

Pubblicato nel 1847 con lo pseudonimo di Currer Bell è questo, forse, il romanzo più conosciuto delle sorelle Bronte. Jane Eyre è orfana di entrambi i genitori e, per questo, viene allevata da una zia vedova con tre pestiferi figli che come la madre non provano nessuna simpatia per Jane. In età adolescenziale la ragazza viene mandata nel collegio Lowood School, frustrante esperienza parallela a quella che l’autrice visse nella Daughter’s School of Cowan Bridge. Quando il suo collegio viene chiuso Jane decide di mettere un annuncio presentandosi come istitutrice e fu così che venne chiamata ed assunta a Thornfield, una delle residenze del ricco e burbero signor Rochester.

Da questo momento il romanzo sembra assumere sempre più i caratteri di una storia d’amore, ma a contraddistinguerla da ogni altro racconto è la capacità della scrittrice di descrivere nei minimi dettagli i personaggi, la loro psicologia e le ambientazioni in funzione dei sentimenti e delle percezioni della sua protagonista. Con la sua scrittura, infatti, Charlotte Bronte riesce a distaccare il suo romanzo dalla collocazione spazio-temporale della storia: i pensieri di Jane, le sue emozioni potrebbero descrivere quelle di una ragazza innamorata dei nostri tempi come di ogni altro. Ma oltre che per lo stile della scrittrice, il lettore è portato a leggere il romanzo pagina dopo pagina per i vari ed inaspettati “colpi di scena” che Charlotte ha saputo creare senza, però, banalizzare la storia.

Tuttavia, essendo un romanzo in parte autobiografico, Charlotte ha inserito nella sua storia anche la sua stessa ideologia religiosa: “La coerenza è il primo dovere di un cristiano”. Leggendo la sua citazione si capirà, quindi, la credenza di Jane nell’esistenza di un Dio che, almeno inizialmente, non le permetterà di vivere l’Amore che il suo amato le offrirà, almeno non finché egli non avrà fisicamente pagato per gli errori del suo passato. Jane, infatti, si caratterizza per un forte sentimento religioso che, lei spesso ripete, ha radici profonde nella sua educazione sin dall’infanzia e, anche se soffrendo, più volte si troverà costretta a rifiutare la sua stessa gioia per rispettare tali insegnamenti religiosi. In relazione a questa presa di posizione di Jane/Charlotte, però, sta al singolo lettore rimanerne affascinato o addirittura infastidito.
 

Stampa questo articolo  

 

 
  Privacy  -  Disclaimer  -  WebSiteInfo