LiberaMente come Home Page    -    Il banner di LiberaMente    -    Aggiungi ai preferiti
Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - TRA LE RIGHE  
L’uomo che credeva di non avere più tempo
“E’ per amore che soffriamo, anche quando crediamo di non soffrire per niente” *
 
 di Severina Pascale
s.pascale@liberamenteonline.org
5 Ottobre 2007
 

Autunno 1972, Nantucket. Nathan, 8 anni, figlio della domestica di casa Wexler, rischia di morire per salvare la vita della loro figlia Mallory Wexler, caduta in un lago ghiacciato per essersi sporta troppo cercando di accarezzare un cigno.

New York, giorni nostri. “Non lo sa che i cigni sono presagio di morte?”. Con queste parole il dottor Garrett Goodrich si presenta a Nathan, ora importante e ricco avvocato newyorchese.

Da quel salvataggio nel lago sono passati forse trenta anni, anni in cui Nathan e Mallory si sono amati, sposati, hanno avuto Bonnie – il cui nome è stato scelto per richiamare nell’aria Bontà al solo suono del suo nome. Negli stessi anni hanno continuato ad amarsi, hanno avuto un altro figlio, Sean, morto però dopo pochi mesi dalla nascita. E da lì il declino del loro matrimonio, la separazione e poi il divorzio. Il loro Amore, però, lo sapevano entrambi, non smetteva di tenerli uniti.

Ma chi è il dottor Goodrich, che spiega la sua presenza nella vita di un Nathan divorziato e tristemente solo,cercando continuamente di dimostrargli la sua capacità di vedere un’aureola di luce che illumina il volto di coloro che inevitabilmente andranno presto in contro alla morte. E certo non suonano come un sollievo le sue parole:“Signor Nathan, penso che lei abbia bisogno di me”.

Tra continui aneddoti, riflessioni e paure sulla morte, sulla comune domanda “esiste un posto dove andremo tutti?” che ricordano scene di film come “City of angels” o “Vi presento Joe Black”, si sviluppa una trama ricca di mistero, tensione, ma soprattutto Amore. Un’ Amore che l’autore Guillaume Musso,grazie anche ad una scrittura talmente visiva da essere vicina alla sceneggiatura, riesce così magicamente a descrivere ed a far vivere al lettore suscitando in lui commozione, dolcezza, ma soprattutto risvegliando quel tenero bisogno di provare almeno per una volta nella vita la gioia di amare per sempre.

* citazione di Christian Bobin
 

Stampa questo articolo  

 

 
  Privacy  -  Disclaimer  -  WebSiteInfo