|
Autunno 1972, Nantucket.
Nathan, 8 anni, figlio della domestica di casa Wexler, rischia di morire per
salvare la vita della loro figlia Mallory Wexler, caduta in un lago
ghiacciato per essersi sporta troppo cercando di accarezzare un cigno.
New York, giorni nostri.
“Non lo sa che i cigni sono presagio di morte?”. Con queste parole il dottor
Garrett Goodrich si presenta a Nathan, ora importante e ricco avvocato
newyorchese.
Da quel salvataggio nel
lago sono passati forse trenta anni, anni in cui Nathan e Mallory si sono
amati, sposati, hanno avuto Bonnie – il cui nome è stato scelto per
richiamare nell’aria Bontà al solo suono del suo nome. Negli stessi anni
hanno continuato ad amarsi, hanno avuto un altro figlio, Sean, morto però
dopo pochi mesi dalla nascita. E da lì il declino del loro matrimonio, la
separazione e poi il divorzio. Il loro Amore, però, lo sapevano entrambi,
non smetteva di tenerli uniti.
Ma chi è il dottor Goodrich,
che spiega la sua presenza nella vita di un Nathan divorziato e tristemente
solo,cercando continuamente di dimostrargli la sua capacità di vedere
un’aureola di luce che illumina il volto di coloro che inevitabilmente
andranno presto in contro alla morte. E certo non suonano come un sollievo
le sue parole:“Signor Nathan, penso che lei abbia bisogno di me”.
Tra continui aneddoti,
riflessioni e paure sulla morte, sulla comune domanda “esiste un posto dove
andremo tutti?” che ricordano scene di film come “City of angels” o “Vi
presento Joe Black”, si sviluppa una trama ricca di mistero, tensione, ma
soprattutto Amore. Un’ Amore che l’autore Guillaume Musso,grazie anche ad
una scrittura talmente visiva da essere vicina alla sceneggiatura, riesce
così magicamente a descrivere ed a far vivere al lettore suscitando in lui
commozione, dolcezza, ma soprattutto risvegliando quel tenero bisogno di
provare almeno per una volta nella vita la gioia di amare per sempre.
* citazione di Christian
Bobin
|