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Eccoci, tutti pronti alla partenza dell’edizione 2008
degli Europei di calcio, che questa volta trovano la loro residenza in
Austria e Svizzera. Il 2004 ci aveva lasciato con la sorpresa della Grecia,
non bella, non travolgente, ma solida, compatta, che sicuramente ci ha
emozionati per le imprese compiute dai suoi Charisteas e compagni,
quest’anno ci ritroviamo un Europeo che si presenta sicuramente molto
aperto, dove fare pronostici non è facile, può anzi risultare estremamente
difficile, specie in gironi di ferro, come quello capitato all’Italia. Un
Europeo che certamente ci riserverà delle sorprese, anche se difficilmente
si potrà ripetere quanto accaduto quattro anni fa con la compagine ellenica,
almeno questo è il primo dei pronostici che ci sentiamo di fare.
Ma cominciamo con ordine, più precisamente con ordine alfabetico, ad
analizzare i gironi e le squadre, che daranno vita a questi 22 giorni di
grande calcio.
GRUPPO A: Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo, Turchia
Gruppo sicuramente aperto ad ogni possibile risultato, abbastanza
equilibrato, ma che vede la presenza subito della squadra, a nostro
giudizio, favorita per la vittoria finale del torneo: il Portogallo. La
formazione lusitana è tradizionalmente abituata a fare bene nei tornei (è
arrivata in finale nel 2004 e in semifinale ai Mondiali del 2006), ha un
tecnico, Luiz Felipe Scolari, estremamente abituato a questo tipo di
competizioni, dato che, oltre ai risultati ottenuti alla guida dei
portoghesi, ha vinto il Mondiale nel 2002, alla guida della nazionale
brasiliana. Un allenatore di grandissima caratura internazionale dunque, uno
di quegli allenatori che sanno far fare il salto di qualità alle proprie
squadre. La formazione tipo dovrebbe essere il 4-2-3-1, con Ricardo (ottimo
pararigori) tra i pali, difesa composta da Miguel, Carvalho, Pepe e Paulo
Ferreira (questo l’unico dubbio, dato che Ferreira gioca abitualmente a
destra, d’altro canto, alternative non ce ne sono), a centrocampo due
mediani belli tosti come Petit e uno tra Miguel Veloso e Raul Meireles,
sulla trequarti il terzetto composto da Simao, Deco e sua maestà Cristiano
Ronaldo, dietro l’unica punta che dovrebbe essere Nuno Gomes. La stella
della squadra, inutile dirlo è il numero 7 del Manchester United, fresco
campione d’Inghilterra e d’Europa, capace di segnare oltre 40 gol nella
stagione appena concluso, vincendo tutto quello che si poteva vincere (e a
breve il Pallone d’Oro). Ronaldo è migliorato tantissimo negli anni,
passando da inconcludente giocoliere a fenomeno acclamato, capace di giocare
in ogni ruolo (probabile infatti che finisca per essere lui la punta
centrale, con Nani o Quaresma al fianco di Deco e Simao), se reggerà la
tensione, sarà lui la vera star dell’Europeo. Dietro il Portogallo, a nostro
giudizio, troviamo in questo girone la Svizzera, non solo perché è la
squadra ospite, cosa che comunque ha il suo bel peso. Gli elvetici sono una
squadra solida, capace di giocare un bel calcio, forti soprattutto nella
linea mediana, ma con terminali offensivi di alto livello. Formazione tipo
4-4-2: Benaglio in porta, Degen, Muller, Senderos e Magnin difensori,
Behrami, Inler, Cabanas, Vonlathen centrocampisti, punte Frei e Streller.
Stella: Alexander Frei, punta di grande livello, abilissimo nei calci
piazzati, ma in generale molto completo, da anni nell’orbita del calcio
tedesco.
In lotta per la qualificazione ci saranno però anche Turchia e Repubblica
Ceca, con i primi più forti, almeno sulla carta dei ceki. Guidati da Fatih
Terim, vecchia conoscenza del nostro calcio, i turchi si presentano come una
delle possibili rivelazioni del torneo, dopo essersi affermati a livello
mondiale sin dal 2002 (quando raggiunsero le semifinali del Mondiale
nippocoreano), ma capaci di esprimere un ottimo calcio anche a livello di
club. Formazione tipo per Terim: 4-4-2 con Volkan tra i pali, in difesa
Servet, Hakan, Gokhan e Mehmete Topal, a centrocampo Altintop, Mehmet
Aurelio, Sabri, Arda Turan, in attacco Tuncay e Nihat. Stella: Nihat, reduce
da una spettacolare stagione al Villareal secondo nella Liga, attaccante
duttile e molto forte fisicamente, promette fuoco e fiamme.
Da ultima, anche se sicuramente dotata di grandi potenzialità, va menzionata
la Repubblica Ceca: strepitosa sul finire degli anni 90 e agli inizi del
nuovo millennio, anche grazie a talenti come Berger, Poborski, Smicer,
Koller e soprattutto Pavel Nedved, la squadra ceca si presenta a questa
competizione con quotazioni un po’ in ribasso: il ritiro di Nedved aveva già
dato un brutto colpo al ct Bruckner, l’infortunio occorso all’erede
designato Tomas Rosicky, non può che aver peggiorato le cose al buon Karel:
formazione tipo 4-4-2, con Cech portiere, difesa Grygera, Ujfalusi, Radoslav
Kovac e Jankulovski, Sionko, Polak, Galasek, Skacel a centrocampo, Baros e
Koller punte. Stella:
Petr Cech, portiere fenomeno del Chelsea, secondo solo a Buffon nel panorama
mondiale, è senza ombra di dubbio l’arma in più della Repubblica Ceca, un
baluardo imbattibile.
Pronostico: passano Portogallo e, dopo un’ardua battaglia, la Svizzera.
GRUPPO B: Austria, Croazia, Germania, Polonia
Premettiamo che questo sembra forse il gruppo meno equilibrato della
competizione, con la Germania che ha il passaggio ai quarti praticamente in
tasca, ma che è un gruppo molto particolare anche dal punto di vista
geografico e storico (pensiamo che le quattro nazioni coinvolte facevano
tutte parte dell’Impero Austroungarico), quindi molto affascinante, almeno
da questo punto di vista.
Abbiamo in pratica già assegnato la palma di favorita alla Germania: squadra
negli ultimi tempi non molto emozionante sotto il profilo del gioco (ma con
buoni risultati, come la finale mondiale del 2002), ha visto di recente la
successione del vice Joachim Low al criticato e non molto vincente Jurgen
Klinsmann, i teutonici si presentano a questo torneo con molte aspettative e
alcuni grandi nomi, ma anche grossi dubbi, ad esempio in porta, dove
giocherà Lehman, panchinaro di Almunia (nessuna presenza per la Spagna in
carriera) all’Arsenal. Formazione tipo 4-4-2: Lehman in porta, difesa
composta da Lahm, Mertesacker, Metzelder e uno tra Jansen e Fritz, a
centrocampo Schweinsteiger, Ballack, Frings e Hitzplsperger, in attacco
Klose e Podolski (ma non sottovalutiamo Gomez e Kuranyi). Squadra ambiziosa,
con molte possibilità, ma forse un po’ fragile in difesa. Stella della
squadra, senza molto pensarci, Michael Ballack, ma attenzione a
Schweinsteiger e Klose.
Dopo la Germania, che dovrebbe passare senza problemi, abbiamo la dura lotta
tra Croazia, Polonia e Austria. I croati si presentano forti del passaggio
in un girone qualificatorio tostissimo e della clamorosa vittoria a Wembley
sull’Inghilterra, che è valsa l’eliminazione alla squadra d’Albione. D’altro
canto, però, il gravissimo infortunio di Eduardo da Silva, vera star della
squadra, non può non avere un contraccolpo sulla squadra, anche a livello
psicologico. Formazione tipo per il ct Bilic:
4-4-2 con Pletikosa tra i pali, in difesa Corluka, Simic, Robert Kovac e
Simunic, sulla mediana Kranjcar, Modric, Niko Kovac e Srna, in attacco ci
dovrebbero essere Olic e Klasnic, con possibile ingresso di Budan. Bella
squadra, vivace, giovane e divertente, attira le simpatie di molti. Stella,
a nostro giudizio, Luka Modric, centrocampista di gran classe, stupirà
molti.
Passando alla Polonia, dobbiamo dire che giunge all’Europeo dopo aver vinto
il proprio girone, superando addirittura il Portogallo, con una squadra
compatta e anche abbastanza giovane. Formazione tipo per Beenhakker il
classico 4-4-2 con Boruc tra i pali, difesa affidata a Wawrzyniak, Bak, Jop,
Walisewski, centrocampo Blaszczykowski, Dudka, Lewandoski, Krzynowek,
attacco con Smolarek e Zurawski. Stella: Boruc, portiere in forza al Celtic,
tra i migliori d’Europa a parer nostro, interessa al Milan
Chiudendo il gruppo, dobbiamo non sottovalutare l’Austria, squadra poco
quotata, ma che ha dalla sua il fattore campo, non è poco. Formazione tipo
per Hickersberger: 4-4-2 con Manninger in porta, Garics, Stranzl, Pogatetz,
Gercaliu, a centrocampo Ivanschitz, Aufhauser, Leitgeb, Korkmaz, in attacco
Hoffer e Linz. Stella: Linz, attaccante di peso, potrebbe essere un fastidio
per molte difese.
Pronostico: avanti Germania e Croazia.
GRUPPO C: Olanda, Italia, Romania, Francia
Arriviamo finalmente al gruppo più atteso, non solo per la presenza
dell’Italia, ma anche perché è obiettivamente il vero girone di ferro
dell’Europeo. Partiamo, per tutta una serie di motivi, non ultimo il cuore,
dalla formazione Campione del Mondo, l’Italia. Partiamo dicendo che di
quella squadra non molto è rimasto: è cambiato il ct, sono cambiati molti
giocatori, diciamo che buona parte del gruppo è rimasto. Sicuramente
l’infortunio di Fabio Cannavaro, Pallone d’oro 2006, sostituito da Gamberini,
è stato un durissimo colpo, sotto qualsiasi punto di vista. La difesa perde
un baluardo insormontabile, la squadra un gran capitano. Oltretutto, questo
rimescola molto i dubbi a Donadoni, che si trova ora abbastanza impacciato
nelle scelte in difesa. Formazione tipo per lui: 4-3-3 con il neocapitano
Buffon in porta, difesa con Panucci, Barzagli, Materazzi (o Chiellini),
Zambrotta, centrocampo con Pirlo, Gattuso e De Rossi, in attacco Camoranesi
e Di Natale larghi a supporto di Toni. Formazione che però presenta grossi
dubbi: in difesa Panucci potrebbe andare a fare il centrale, con Zambrotta a
destra e Grosso o Chiellini a sinistra, a centrocampo Ambrosiani, Aquilani e
Perrotta scalpitano, in attacco è difficile lasciare fuori Alessandro Del
Piero e Antonio Cassano. Stella della formazione: Gianluigi Buffon, il
miglior portiere al mondo (forse il migliore i sempre), meritava il Pallone
d’Oro nel 2006, è una sicurezza. Non tralasciamo però Luca Toni, uno dei
migliori bomber continentali, capocannoniere della Coppa Uefa in
coabitazione col russo Pogrebnyak.
Dopo l’Italia, tocca ai cugini odiati (e con i quali sembra ormai una lotta
infinita), i francesi. Sul loro palmares, dal 1998 ad oggi, ci sono
veramente pochi commenti da fare: Campioni del Mondo nel 98, d’Europa nel
2000, vanno in calo nel 2002 e nel 2004, risorgono nel 2006, arrivando
secondi ai Mondiali, come tutti sappiamo. La squadra di Domenech ha a nostro
giudizio una sola grande pecca: Domenech. Scelte discutibili (convocati
Boumsong e Gomis, per lasciare a casa il miglior difensore ed il miglior
attaccante in rosa, Mexes e Trezeguet), Domenech è personaggio molto
impopolare qui da noi, fa scelte difficili, ma per ora i risultati non gli
danno torto. Formazione tipo per lui: 4-4-2, in porta Coupet, poi Sagnol,
Gallas, Thuram e Abidal, a centrocampo Ribery, Makelele, Vieira, Malouda, in
attacco la devastante coppia Henry-Benzema. Stella della squadra: sarebbe
facile dire Thierry Henry, uno degli attaccanti più forti al mondo, anche se
reduce da una brutta stagione, oppure Franck Ribery, autoproclamatosi erede
di Zinedine Zidane, ma preferiamo Karim Benzema, franco-algerino come Zizou,
fortissimo fisicamente, ma anche tecnicamente, gran goleador al Lione,
oggetto del desiderio di molte grandi squadre europee.
Ancora, in questo girone difficilissimo, dobbiamo analizzare l’Olanda di
Marco Van Basten. Il Cigno di Utrecht, da molti criticato per la gestione
della squadra, a dirla tutta non si trova nel momento migliore della storia
degli oranges. Van Persie sta recuperando dall’infortunio, Sneijder si è
fatto male l’altro giorno, la difesa non sembra imperforabile. Formazione
tipo per lui: 4-2-3-1 con Van der Saar portiere, Heitinga, Bouma, Mathijsen
e Van Broncckhorst in difesa, De Zeeuw e Engelaar mediani, Robben, Van der
Vaart e Sneijder sulla trequarti, Van Nistelrooy unica punta. Molti gli
esclusi in questa formazione, il problema è che la squadra olandese sembra
avere troppe mezze punte, ma è troppo fragile dalla cintola in giù. Stella
(se gioca): Robin Van Persie, per il giocatore dell’Arsenal un brutto
infortunio prima dell’Europeo, sembra stia recuperando, può essere l’arma in
più di Van Basten.
Ultima, ma molto forte, la Romania. A nostro giudizio la squadra di Bucarest
si qualificherebbe facilmente in qualsiasi altro gruppo, in questo rischia
di finire ultima addirittura, assurdità del sorteggio. La “generazione
perduta” (come la definì Hagi), sembrava aver ritrovato sé stessa sotto la
guida di Piturca e, nonostante la sfortuna nel sorteggio, siamo convinti che
venderà cara la pelle. Formazione tipo: 4-4-2 con Lobont tra i pali, Contra,
Goian, Radu e Rat in difesa, a centrocampo Petre, Radoi, Codrea, Chivu,
davanti Mutu e Marica. Stella: ovviamente Mutu, attaccante ormai
consacratosi con la maglia della Fiorentina, veloce, tecnico, con un gran
tiro e pericoloso in area, toccherà a Barzagli & co evitare che faccia del
male.
Pronostico: non ci costringete a farlo. Una squadra la diciamo: Francia. Per
l’altra lasciateci la scaramanzia.
GRUPPO D: Grecia, Svezia, Spagna, Russia
Da ultimo vediamo il girone dei campioni d’Europa in carica, la Grecia, che
però rischia di non ripetere per niente le prestazioni del 2004.
Partendo come al solito da quelli che riteniamo essere i favoriti, vediamo
la Spagna di Aragones, storico selezionatore iberico. Se il Portogallo è da
considerarsi il favorito soprattutto per la presenza del giocatore più forte
del mondo, Cristiano Ronaldo, di un gran ct, sommati ad alcune individualità
di grande spessore, la Spagna si presenta come un collettivo fortissimo,
sulla carta quasi imbattibile, dotata anche di singoli giocatori di livello
mondiale. Unici nei: un ct forse non all’altezza della squadra, una
tradizione che parla di rose sempre fortissime, ma quasi mai in grado di
vincere a questi livelli. Formazione tipo: 4-1-4-1, Casillas tra i pali,
Sergio Ramos, Marchena, Puyol, Capdevila, Senna davanti alla difesa, a
centrocampo Iniesta, Xavi, Fabregas e Silva, unica punta Fernando Torres.
Possibile però anche l’utilizzo di 2 punte, con Villa ad affiancare Torres.
Ricordando che la Spagna ha in panchina gente come Xabi Alonso, Guiza e lo
stesso Villa, la stella: Fernando Torres, esploso definitivamente quest’anno
con la maglia del Liverpool, sembra pronto alla consacrazione definitiva in
questa competizione, sperando che l’emozione non lo travolga. Ci sentiamo
però di ripetere il nome di David Villa, a nostro giudizio una delle punte
più forti del mondo, relegato in panchina più dal modulo che dalle capacità.
Dopo la Spagna, menzione d’obbligo per la Grecia. In verità, difficilmente
passerà il girone, ma l’essere campioni in carica ci obbliga a trattarli
prima di Svezia e Russia. Nel 2004 gli ellenici fecero un vero miracolo, nel
2008 il ct è rimasto lo stesso, Otto Rehhagel, gli uomini sono più o meno
gli stessi, la mentalità, coriacea e difensiva, anche. Formazione tipo:
4-3-3 con Nikopolidis tra i pali, Seitaridis, Dellas, Kyrgiakos e Torosidis
in difesa, a centrocampo Basina, Karagounis e Katsouranis, davanti
Amanatidis, Samaras e Charisteas. Stella: diciamo Karagounis, un passato
nell’Inter e nel Benfica, centrocampista tecnico e dotato di un gran tiro,
all’occorrenza molto duttile
Analizzando la Svezia, anticipiamo che dipende praticamente tutto da Zlatan
Ibrahimovic: se il centravanti dell’Inter sarà in condizione e non mancherà
l’appuntamento, potrebbe portare la sua squadra anche parecchio in avanti
nel torneo, altrimenti, la Svezia non sembra squadra in grado di esprimere
un gran calcio. Il ct Lagerback opterà quindi per la seguente formazione
tipo: 3-4-1-2, Isaksson portiere, in difesa Granqvist, Mellberg e Hansson, a
centrocampo Wilhelmsson, Linderoth, Kallstrom, Alexandersson, Ljungberg
dietro Ibrahimovic e Allback. Stella: Zlatan Ibrahimovic, fenomeno dell’Inter,
arriva a questo Europeo con qualche grana fisica, se riuscirà ad esprimere
il suo talento, la Svezia andrà avanti.
Ultima è la Russia di Guus Hiddink, allenatore giramondo, annoverato tra i
più grandi geni del calcio a livello mondiale, capace di portare il PSV alla
vittoria della Champions nel 1988 o la Corea del Sud alle semifinali
mondiali nel 2002 (tanto per citare due tra i risultati più sorprendenti
della sua carriera). Russia che, non dimentichiamolo, nella recente edizione
della Coppa Uefa, ha messo in mostra una grande squadra come lo Zenit di San
Pietroburgo, capace di vincere la coppa, dopo aver travolto 4-0 il Bayern di
Toni, Klose e Ribery. Formazione tipo: 4-4-2, in difesa i gemelli Berezutski,
assieme a Anyukov e Shirokov, a centrocampo Semak, Zyrianov, Zhirkov e
Bilyatednidov, davanti Pogrebnyak e Sychev (Arshavin). Stella: Arshavin,
grande talento del calcio russo, sarà fuori per le prime due partite per
un’espulsione nell’ultima partita delle qualificazioni, espulsione che
potrebbe costare molto caro ai russi. In alternativa, c’è molta attesa per
Pogrebnyak.
Pronostico: passano Spagna e Svezia.
In conclusione, non possiamo che augurare a tutti i tifosi un buon Europeo,
state tranquilli che non vi lasceremo soli.
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