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Periodico dell'Associazione Culturale


ATTUALITA' - TEMPO LIBERO  

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

 
 
 di Ivan Cardia
i.cardia@liberamenteonline.org
17 Giugno 2008
 

Martedì 17 Giugno alle 20:45 in quel di Zurigo, l’arbitro Lubos Michel darà il via all’ennesima sfida Italia-Francia. Sui campi da calcio è la trentaseiesima volta che le due nazioni si affrontano, anche questa volta, come molto spesso nei tempi recenti, sarà un aut aut, una fuori una dentra (e forse nemmeno questo). Da Cesare che invade la Gallia a Napoleone che si proclama Re d’Italia, passando per gli Angiò a Napoli e per la Gioconda, rubata o donata a seconda della tesi che si preferisce sostenere, Italia e Francia sono due nazioni abituate a confrontarsi, sui più svariati campi possibili ed immaginabili, da quelli di battaglia, a quelli calcistici appunto. Una sfida che si rinnova nel tempo, senza per questo perdere il suo fascino e, perché no, anche la sua bella dose di mal di pancia e nervosismi nei tifosi di entrambe le parti. La trentaseiesima volta, dicevamo. La prima, ebbe luogo a Milano nel 1910, prima partita ufficiale della nazionale italiana, partita stravinta per 6-2 sugli odiati cugini. L’ultima, nel Settembre del 2007, guarda caso ancora a Milano, finita con uno 0-0 che accontentava un po’ tutti. In totale, finora 35 sfide, con l’Italia vincitrice per ben 18 volte, la Francia per 9 volte, con le restanti 8 partite pareggiate (ma bisogna stare attenti, perché in queste otto partite, figurano anche la finale dei Mondiali 2006, poi vinta dall’Italia ai rigori, ed i quarti dei Mondiali 1998, quando fu la Francia a spuntarla dal dischetto). Un bilancio che farebbe ben sperare, viene da dire, non fosse che ci sono altri numeri che fanno sperare un po’ meno: è infatti dai Mondiali del 1978 che l’Italia non batte la Francia. Trent’anni insomma. Trent’anni di sconfitte e pareggi insomma. Trent’anni interrotti, ma non per le statistiche ufficiali, da quella coppa alzata al cielo berlinese da capitan Cannavaro, il grande assente di questa ennesima Italia-Francia. Ancora all’Europeo, questa volta molto prima della finale, come invece accadde all’Europeo 2000, quando finì 2-1 per i galletti, con gol di Wiltord a tempo quasi scaduto e poi di Trezeguet nei supplementari. Partita decisiva, ancora una volta. O forse no. Perché, come anticipavamo, potrebbe non esser affatto così. Francia ed Italia vengono entrambe da due partite al limite del disastroso, per entrambe una cocente sconfitta con la corazzata olandese (3-0 noi, 4-1 loro) ed un deludente pareggio contro l’outsider Romania (1-1 noi, 0-0 loro). In più, entrambe non hanno fatto sfoggio, nonostante i tanti campioni convocati, di un gran bel calcio in questa rassegna continentale, mostrando un gioco ai limiti del soporifero, molto spesso estremamente prevedibile, sempre ben poco produttivo. Tutto ciò ha portato ad una classifica molto particolare, con l’Olanda già qualificata a 6 punti, la Romania seconda a 2, Italia e Francia (stessa differenza reti e numero di gol fatti) a chiudere con 1 punto a testa. Ne deriva che l’Olanda potrebbe tranquillamente perdere contro la Romania, essendo certa del primato, lasciando a casa Francia ed Italia. Il pensiero di molti è corso a quattro anni fa, quando Svezia e Danimarca, giocando contro l’ultima partita del girone, si sarebbero qualificate entrambe con un risultato di 2-2. E 2-2 fu. Questa volta ci sentiamo però di dire che siamo di fronte ad un caso diverso: a parte il fatto che Italia e Francia partivano come favorite e quindi non possono che fare mea culpa per i pessimi risultati sin qui conseguiti, senza accusare alcuno dei propri sbagli, in questo caso ci troviamo di fronte ad una squadra, l’Olanda, già qualificata e certa del primato, che dovrebbe impegnarsi solo per onorare il torneo (al di là dei 6 milioni di euro che ottiene una nazionale che vince tutte e tre le partite del girone). Praticamente gli uomini di Van Basten non avranno alcuna motivazione, per di più il Cigno di Utrecht potrebbe legittimamente decidere di far riposare molti titolari (come ha fatto il Portogallo con la Svizzera, come faranno la Croazia con la Polonia e la Spagna con la Grecia, senza che nessuno gridi allo scandalo), quindi potrebbe benissimo pronosticarsi una vittoria rumena, senza che per questo si debba invocare l’opera di chissà quale panificio o biscottificio.

Tornando alla partita in sé, per quanto riguarda l’Italia, Donadoni si trova in una situazione molto difficile: dopo aver toppato la prima partita (sbagliando, a detta di molti, la formazione), ha cambiato 5 uomini su 11 nella seconda, senza per questo cavare molti più ragni dal buco, se non un netto miglioramento nella fase difensiva, dove agli svagati Barzagli e Materazzi sono stati preferiti i ben più produttivi Chiellini e Grosso. Il selezionatore azzurro potrebbe quindi optare per un nuovo cambio di uomini, alla disperata ricerca di forze fresche e motivazioni. Fuori quindi, rispetto alla partita con la Romania, Pirlo, Perrotta, Camoranesi e Del Piero, dentro Ambrosini, Gattuso, Di Natale e Cassano. Ci sentiamo qui di aprire una piccola parentesi: Donadoni è un buon allenatore, ha mostrato, sia col Livorno che nelle qualificazioni, di poter giocare un bel calcio, però difetta di esperienza in maniera clamorosa. L’Italia è infatti arrivata a questa competizione senza una fisionomia definita, giocando come un insieme di calciatori e non come una squadra. Il nostro, modestissimo, parere è che non si possa cambiare così spesso la formazione: i giocatori hanno bisogno di trovare gli automatismi, hanno bisogno di trovare un’intesa per creare un gioco, se gli interpreti di questo gioco cambiano sempre, come possiamo aspettarci grandi prestazioni? Detto questo e sperando di essere smentiti, questa la probabile formazione: (4-3-3) Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; De Rossi, Ambrosini, Gattuso; Di Natale, Toni, Cassano. Una formazione poco manovriera a centrocampo, dove sinceramente vedremmo bene l’inserimento di Camoranesi per Ambrosini, una formazione che per forza di cose dovrà vivere degli spunti dei due Antonio offensivi, Di Natale e Cassano, oltre che sperare in un Toni più ispirato (e anche meglio valutato dai guardialinee).

Per quanto riguarda la Francia, anche Domenech, personaggio molto discutibile, ma sicuramente discreto allenatore, si trova anch’egli parecchie gatte da pelare. Peraltro per lui le cose sono ancora più difficili che per Donadoni: in primis, pesa su di lui la scelta di aver lasciato a casa Mexes e Trezeguet, giocatori che sicuramente avrebbero fatto molto comodo alla Francia, inoltre per la Francia la qualificazione è ancora più difficile che per l’Italia, perché se arrivano a parimerito Francia, Italia e Romania, entrerebbe in gioco la classifica avulsa, che premierebbe la Romania (se subisce meno di 3 gol dall’Olanda) o l’Italia, per il coefficiente Uefa più alto. In ogni caso questa la probabile formazione francese: (4-4-2) Coupet; Sagnol, Squillaci, Thuram, Evra; Ribery, Vieira, Makelele, Malouda; Henry, Benzema.
In conclusione, speriamo in un bel match, speriamo in un’Olanda ispirata, speriamo in un’Italia che ribalta quanto mostrato finora, lasciamo i calcoli a chi ha voglia di impazzire nelle astrusità Uefa e ci sentiamo di dire soltanto: CORAGGIO RAGAZZI!

 

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