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Periodico dell'Associazione Culturale


ATTUALITA' - TEMPO LIBERO  
Imagine, tra melodia e utopia
 
 
di Valerio Ferri
22 Gennaio 2008
 
Scrivere una buona canzone in meno di ventiquattro ore:un’impresa di per sé già titanica e che pochi artisti sono riusciti a compiere nel corso della storia della musica. Un uomo è andato oltre questo limite,scrivendo non solo una canzone di pregevole fattura,ma componendo il “pezzo” più ascoltato del XX secolo.

Un brano che coniuga semplicità,concretezza e musicalità e che sembra riprendere in buona parte il testo e la melodia di "Blowing In The Wind",”pezzo” storico di Bob Dylan. Nonostante le numerose analogie presenti tra i due brani (entrambi caratterizzati da testi fortemente critici verso la guerra e portatori di un messaggio di pace;entrambi costruiti su una melodia relativamente semplice),già dopo un’analisi macroscopica di essi,possiamo notare facilmente come "Imagine" abbia compiuto un netto passo in avanti rispetto al brano del poeta e cantautore americano.
Un’evoluzione che è palese non tanto in relazione alla melodia e al testo in un contesto diacronico,quanto al messaggio che i due artisti volevano comunicare dietro ad uno sfondo storico insanguinato dalle numerose guerre(non ultima quella del Vietnam)e in profondo mutamento politico e sociale.

Il brano di Dylan sembra essere indirizzato a un élite poiché caratterizzato da un testo palesemente poetico e soprattutto non sembra avere insita in sè quella concretezza che costituisce uno dei tre cardini fondamentali di "Imagine". John Lennon,l’ “intellettuale” del gruppo,come veniva soprannominato dagli altri membri dei Beatles,scrive questo brano dopo lo scioglimento della storica band di Liverpool(1970)e sebbene la sua canzone sia decisamente meno poetica rispetto al brano del collega americano,il suo messaggio pare potersi diffondere a macchia d’olio all’interno della società contemporanea e vuole trascendere il campo metafisico e idealistico in cui Dylan ambienta la maggior parte delle sue creazioni. Un tentativo di portare il mondo alla pace perenne,quello di Lennon,che sembra avere come destinataria l’intera popolazione mondiale,seppur mascherata da interlocutore immaginario non specificato("Imagine","Immagina Tu"),quasi a voler sottolineare che tutta la massa e tutte le varie stratificazioni sociali debbano fare la loro parte nella lotta contro la guerra;un messaggio accompagnato da una melodia in DO maggiore,da sempre la tonalità più facilmente comprensibile e individuabile dall’orecchio umano,anche da chi non è particolarmente legato alla musica. Il messaggio di Dylan è invece espresso da un testo palesemente più astratto e pare volersi sottomettere maggiormente alla bellezza estetica dei versi;delle parole più “ragionate” che non riescono ad avere la stessa immediatezza e il medesimo potenziale comunicativo in confronto a quelle caratterizzanti "Imagine".

Passando invece ad un’analisi più approfondita del testo di Lennon,il primo elemento che salta all’occhio è indubbiamente la semplicità stilistica e semantica scelta dall’autore:parole di facile comprensione,appartenenti alla vita quotidiana,ma solo apparentemente scontate visto il panorama storico in cui nasce il brano;versi brevi che sottolineano ancor di più lo scopo dell’autore,quello di rendere comprensibile a chiunque il testo e il messaggio del brano,dai più grandi intellettuali agli analfabeti;insomma un testo universale che mira alla conciliazione tra I popoli("And The World Will Live As One)e che ha nella pace il suo pilastro portante. Significativo risulta il fatto che nel testo non compaia direttamente la parola “pace” come se Lennon volesse soltanto suggerire,sussurrare quel termine che,seppure non sia visibile all’interno del testo,circonda il bravo di un’aura protettiva facilmente percepibile. Per raggiungere quella pace quasi utopica l’autore indica un percorso che si snoda attraverso le due parti che precedono i due ritornelli. Il percorso che costruisce Lennon parte dall’allontanamento da quegli elementi metafisici e non sperimentabili che costituiscono le diverse religioni presenti nel mondo(“Imagine there’s no heaven…No hell below us”)a favore di azioni materiali e tangibili che possano garantire realmente la pace universale.

La critica contro la religione come ostacolo principale per il conseguimento della conciliazione tra i popoli continua nei versi seguenti e viene indicata ora esplicitamente come la causa principale della diversità fra I popoli(“Imagine there’s no countries. And no religion too”). Tuttavia la religione non sembra essere l’unico ostacolo e Lennon riscontra anche delle cause legate all’interrelazione sociale tra gli individui. Nella seconda parte del testo viene infatti sottolineato l’arduo compito assegnato all’umanità:la necessità di combattere contro l’avidità(“Imagine no possessions… No need for greed or hunger”)e la consapevolezza di dover rinunciare a qualcosa di importante per raggiungere l’unità universale. Questa possibilità viene sottolineata attraverso la rima presente nel secondo e nel quarto verso della terza strofa(“can… man”),tesa a sottolineare la reale opportunità di arrivare alla fine del percorso immaginario indicato dall’autore. La rima fondamentale che si traduce in una vera e propria ripetizione del termine è presente nel secondo e nel quarto verso,sia all’interno della seconda che della quarta(ultima)strofa. La parola”one” viene infatti ripetuta per quattro volte e mette in luce per l’ennesima volta l’obiettivo di universalità e coesione nel mondo.
Lennon è però consapevole della difficoltà di raggiungere quest’ultimo scopo e il mondo da lui descritto nel brano sembra quasi un sogno;possiamo rendercene conto attraverso l’anafora del titolo del brano che intercorre durante la canzone.

Sembra quindi essere confermata la tesi che sostiene il carattere tipicamente utopistico del brano e che in realtà la pace e l’unione degli individui in “un’unica entità” siano irraggiungibili. Tuttavia il ragazzo di Liverpool lascia aperta la porta della speranza(“It’s Easy If You Try”)e afferma di non essere il solo a indicare questo percorso di pacificazione(“You may say I’m a dreamer,but I’m not the only one”). Il brano di conseguenza sembra essere ambientato in una sorta di limbo senza paradiso nè inferno,tra il sogno di un mondo senza guerre e unito e la realtà attuale di un ambiente disastrato,colpito dalla guerra e dalle profonde diversità etniche,ma caratterizzato da una speranza indistruttibile ed eterna.
 

Testo della canzone (lingua originale)

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one



 

Testo della canzone (traduzione italiana)

Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...
 
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