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Il grido “Spartani!” e’ il leit-motiv di questo
sorprendente film. Il re guerriero Leonida lo ripete continuamente per
sostenere, incitare, sferzare gli animi dei trecento uomini liberi che si
trovano al passo delle Termopili, per sbarrare il cammino alla sterminata
orda persiana e cercare così la morte gloriosa che ognuno di loro sogna.
Il film è perfettamente riuscito: è incentrato
completamente sulla furiosa battaglia, che si svolge epica al di là
dell’immaginabile, ma allo stesso tempo con toni di fiaba: con un irrealismo
che è consentito dal essere spin-off di un fumetto e quindi liberato dalle
velleitarie briglie di ricostruzione storica.
Ha detto Gerard Butler-Leonida, riprendendo le parole
di Henry Miller, che il film, più che il racconto di una battaglia nel suo
svolgersi, è il sogno di una battaglia già vissuta. E questo è dovuto allo
straordinario impianto visivo (costruito, come in Sin City, interamente in
modo digitale: c’è da credere che nei prossimi anni saranno sempre più i
film girati in questo modo), con i colori polverosi, le illuminazioni
bibliche, la “camera” libera di muoversi senza gravità; ed anche al genio di
Miller che reinterpreta la battaglia come lo scontro tra l’uomo ed un orda
di mostri (le ondate di attacchi persiani, con mezzi sempre più stravaganti
ed inverosimili sono un vero momento di goduria cinematografica…).
Certamente chi ha familiarità con Dario, Serse, Leonida, la battaglia
campale di Platea, potrà maggiormente godere del film e coglierne appieno
tutti i riferimenti, dare così una forma spettacolare e fumettosa alle fitte
righe studiate sui libri ma apprezzarlo è cosa alla portata di tutti.
Infine, altro punto a favore di “300” è il sistematico
evitare i sassolini che avrebbero potuto rovinare l’ingranaggio. Così la
scelta degli attori si è orientata, piuttosto che sui tipici volti
effeminati hollywoodiani (sì Brad Pitt è bravissimo, ma come può ESSERE
Achille???) a favore di figure più virili e con volti più credibili (più “da
greci”); l’azione parallela alla furiosa battaglia delle Termopili, che si
svolge a Sparta, è trattata in modo rapido ed ha un ruolo chiaramente
secondario, evitando così la piaga propria per esempio del “signore degli
Anelli” che chiedeva dazio allo spettatore affliggendolo con le noiosissime
avventure di Frodo e con un montaggio orribile. Last but not least, il film,
terminata la battaglia, volge rapidamente al termine: niente finali melensi,
niente scene strappalacrime, niente bruschi cali di ritmo, ma finalmente la
possibilità di uscire dal cinema con negli occhi le fresche immagini dei
trecento Spartani e degli infiniti Persiani.
Un’ultima nota, a margine: molti hanno ravvisato, tra
la casta guerriera degli uomini di Sparta, che selezionava solo i più forti,
uccideva gli storpi e considerava la propria stirpe al di là del bene e del
male, un parallelo con le pagine della propria storia recente di cui più il
genere umano si è dovuto vergognare. Ma i tempi erano altri, i Greci si sa
erano anche pedofili, sporchi, corrotti, razzisti, ma che senso ha dirlo
guardandoli attraverso il filtro della nostra “civiltà”? Fregatevene, ed
andate al cinema a godervi lo Spettacolo.
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