Come tutti voi ben sapete, nella tre giorni di Sorrento c'è stata cultura,
politica, sport e spettacolo. Ma quest'articolo vi vuole illustrare tutto
quello che è successo dietro le quinte. L'avventura ha inizio la mattina di
venerdì 11 novembre in quel di Piazza Bologna. Lì era l'appuntamento
specificando: "Mi raccomando puntuali che partiamo alle 9e30". Quando si
ascolta questa frase si comprende che l'interlocutore è o un pazzo oppure
uno dei pochi sognatori rimasti sulla faccia della terra. Infatti la
partenza è avvenuta circa un'ora dopo perché c'era qualcuno che
evidentemente, a distanza di due settimane, doveva ancora passare all'ora
solare.
Tralasciando il viaggio d'andata che è trascorso dormendo poiché per stare a
Piazza Bologna alle 9e30 la gente si era svegliata alle 4, arriviamo in quel
di Sorrento. Riceviamo la gentile concessione da parte degli organizzatori
di andare in camera per darci una sciacquata, prima di raggiungere il centro
congressi. Mentre ero nella mia stanza, odo accidentalmente un giovane
pulzello LUISS nella camera limitrofa chiedere informazioni al suo compagno
di stanza su una ragazza: è iniziato il periodo di caccia, adesso il macho
luissino mostrerà le sue più avanzate tecniche d'abbordaggio della
"letterina". Inizio a vedere i primi tentativi del maschio nostrano durante
l'attesa dell'inizio dei lavori. Ma il top lo si raggiunge a cena. C'erano
oltre 2500 persone a mangiare: nei tavoli da 10 si mangiava in 15, si è
pensato di mettere dei coperti sotto i tavoli ma la protezione civile è
intervenuta sostenendo la non praticabilità di questa soluzione. In
quest'atmosfera ho scoperto degli aspetti sconcertanti di alcuni miei cari
colleghi di redazione. Innanzitutto una redattrice ha conquistato un numero
incredibile di maschietti: in primis il regista che gestiva le telecamere al
centro congressi, stava più lei sui maxi-schermi che i relatori. Stiamo
organizzando per l'anno prossimo un calendario da allegare a LiberaMente di
codesta figliola (sempre che la buoncostume non c'arresti). Abbiamo poi
avuto prova delle capacità mescitrici e bevitorie di alcuni individui della
redazione (e in particolare della direzione), che durante il pranzo dopo due
litri di vino bianco si sono scolati 4 bottiglie di rosso dei Colli
Sorrentini senza accusare il colpo...
E, rullo di tamburi, arriviamo al dopo cena. E' qui che con
l'accompagnamento di un gruppo di musica latino americana ho visto il peggio
del peggio. Una serie d'individui contorcersi in pista con le cravatte
legate in testa. Evidentemente i loro cervelli avevano già tentato la fuga
dalle rispettive scatole craniche, quindi l'unica soluzione era imbracare
l'involucro. Ma arriviamo al giorno dopo. La navetta albergo-centro
congressi parte con un'ora di ritardo, causa la non reperibilità di un
nostro collega ciociaro dentro ma milanese fuori. Non presentatosi
all'appuntamento si era temuto il suo rapimento da parte di qualche femmina
locale. Alla fine il cummenda è comparso stanco e assonnato ma sempre con il
suo stile impeccabile. Fonti ufficiose adducono come causa del suo ritardo
la non reperibilità dei suoi boxer firmati. Nell'attesa si è potuto
constatare come il macho luissino avesse conquistato le grazie delle
letterine, e viceversa: molte ragazze erano partite con le stesse bellicose
intenzioni, e molte più chance di successo! La giornata di domenica
prometteva tanti spunti. Approfittando di alcuni momenti liberi si è avuta
la possibilità di visitare Sorrento e i suoi fantastici vicoli. Si è
assaggiato del buonissimo limoncello e sperimentata la gentilezza tipica
della gente di quelle parti. E a tavola, dove tutti son più allegri, si
conoscevano meglio i propri commensali e si scoprivano aneddoti curiosi. Ad
esempio le notevoli doti di orientamento di un condirettore che per arrivare
in macchina da Roma a Sorrento si era perso due volte, e che avendo
scambiato Napoli per Capri per tornare a Roma sarebbe arrivato a
Pantelleria. Oppure l'ordine perfetto di un altro condirettore che aveva le
camicie incellofanate e ordinate per gradazione di colore.
Giunta l'ora del ritorno saliamo sul pullman guidato dal figlio napoletano
di Schumacher, e mentre questi tentava d'inventare nuove traiettorie nelle
curve mi addormentavo vedendo l'ultimo, disperato, tentativo di un ragazzo
dei due mari con una simil-valchiria scandinava... |