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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


SPECIALE SORRENTO  
Sorrento: tre giorni in cui tutti sono diversi da se stessi
 
 
di Giuseppe Semeraro
g.semeraro@liberamenteonline.org

& Giuseppe Lo Papa
LiberaMente N° II Dicembre 2005
Come tutti voi ben sapete, nella tre giorni di Sorrento c'è stata cultura, politica, sport e spettacolo. Ma quest'articolo vi vuole illustrare tutto quello che è successo dietro le quinte. L'avventura ha inizio la mattina di venerdì 11 novembre in quel di Piazza Bologna. Lì era l'appuntamento specificando: "Mi raccomando puntuali che partiamo alle 9e30". Quando si ascolta questa frase si comprende che l'interlocutore è o un pazzo oppure uno dei pochi sognatori rimasti sulla faccia della terra. Infatti la partenza è avvenuta circa un'ora dopo perché c'era qualcuno che evidentemente, a distanza di due settimane, doveva ancora passare all'ora solare.
Tralasciando il viaggio d'andata che è trascorso dormendo poiché per stare a Piazza Bologna alle 9e30 la gente si era svegliata alle 4, arriviamo in quel di Sorrento. Riceviamo la gentile concessione da parte degli organizzatori di andare in camera per darci una sciacquata, prima di raggiungere il centro congressi. Mentre ero nella mia stanza, odo accidentalmente un giovane pulzello LUISS nella camera limitrofa chiedere informazioni al suo compagno di stanza su una ragazza: è iniziato il periodo di caccia, adesso il macho luissino mostrerà le sue più avanzate tecniche d'abbordaggio della "letterina". Inizio a vedere i primi tentativi del maschio nostrano durante l'attesa dell'inizio dei lavori. Ma il top lo si raggiunge a cena. C'erano oltre 2500 persone a mangiare: nei tavoli da 10 si mangiava in 15, si è pensato di mettere dei coperti sotto i tavoli ma la protezione civile è intervenuta sostenendo la non praticabilità di questa soluzione. In quest'atmosfera ho scoperto degli aspetti sconcertanti di alcuni miei cari colleghi di redazione. Innanzitutto una redattrice ha conquistato un numero incredibile di maschietti: in primis il regista che gestiva le telecamere al centro congressi, stava più lei sui maxi-schermi che i relatori. Stiamo organizzando per l'anno prossimo un calendario da allegare a LiberaMente di codesta figliola (sempre che la buoncostume non c'arresti). Abbiamo poi avuto prova delle capacità mescitrici e bevitorie di alcuni individui della redazione (e in particolare della direzione), che durante il pranzo dopo due litri di vino bianco si sono scolati 4 bottiglie di rosso dei Colli Sorrentini senza accusare il colpo...
E, rullo di tamburi, arriviamo al dopo cena. E' qui che con l'accompagnamento di un gruppo di musica latino americana ho visto il peggio del peggio. Una serie d'individui contorcersi in pista con le cravatte legate in testa. Evidentemente i loro cervelli avevano già tentato la fuga dalle rispettive scatole craniche, quindi l'unica soluzione era imbracare l'involucro. Ma arriviamo al giorno dopo. La navetta albergo-centro congressi parte con un'ora di ritardo, causa la non reperibilità di un nostro collega ciociaro dentro ma milanese fuori. Non presentatosi all'appuntamento si era temuto il suo rapimento da parte di qualche femmina locale. Alla fine il cummenda è comparso stanco e assonnato ma sempre con il suo stile impeccabile. Fonti ufficiose adducono come causa del suo ritardo la non reperibilità dei suoi boxer firmati. Nell'attesa si è potuto constatare come il macho luissino avesse conquistato le grazie delle letterine, e viceversa: molte ragazze erano partite con le stesse bellicose intenzioni, e molte più chance di successo! La giornata di domenica prometteva tanti spunti. Approfittando di alcuni momenti liberi si è avuta la possibilità di visitare Sorrento e i suoi fantastici vicoli. Si è assaggiato del buonissimo limoncello e sperimentata la gentilezza tipica della gente di quelle parti. E a tavola, dove tutti son più allegri, si conoscevano meglio i propri commensali e si scoprivano aneddoti curiosi. Ad esempio le notevoli doti di orientamento di un condirettore che per arrivare in macchina da Roma a Sorrento si era perso due volte, e che avendo scambiato Napoli per Capri per tornare a Roma sarebbe arrivato a Pantelleria. Oppure l'ordine perfetto di un altro condirettore che aveva le camicie incellofanate e ordinate per gradazione di colore.
Giunta l'ora del ritorno saliamo sul pullman guidato dal figlio napoletano di Schumacher, e mentre questi tentava d'inventare nuove traiettorie nelle curve mi addormentavo vedendo l'ultimo, disperato, tentativo di un ragazzo dei due mari con una simil-valchiria scandinava...
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