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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


SPECIALE SORRENTO  
Giovani, dalla Formazione alla Partecipazione
 
 
di Anna Maria Mazza
am.mazza@liberamenteonline.org
LiberaMente N° II Novembre 2004
 

Il tema del 2° Convegno nazionale del Circolo Giovani sono stati appunto i giovani, dalla Formazione alla Partecipazione. A riguardo sono intervenuti ospiti illustri tra cui i ministri Prestigiacomo, Gasparri, Giovanardi, Marzano, giovani imprenditori, e moderatori d'eccellenza quali i giornalisti Attilio Romita e Francesco Pionati, Irene Pivetti e il prof. Gaetano Quagliariello. Ad aprire il convegno Marcello Dell'Utri, presidente del Circolo, il quale ha esordito affermando che il nostro Paese può cambiare e migliorare se c'è ricambio e formazione della futura classe dirigente: sì, perché una classe dirigente nuova non s'inventa! È da questa consapevolezza che deriva la necessità di seguire percorsi di formazione di qualità, specifici e mirati: per andare avanti c'è bisogno di competenze, professionalità, ideali. Formazione e Partecipazione non devono essere viste come delle possibilità, ma come un diritto che deve esserci garantito; sarebbe troppo comodo essere pessimisti, perché l'ottimismo costa fatica e sacrificio! Noi tutti abbiamo diritto ad essere insoddisfatti, ma è proprio dall'insoddisfazione che scaturisce la spinta per una realizzazione futura. Purtroppo la velocità del cambiamento che caratterizza la nostra società fa paura, ma per affrontare le sfide è necessario aiutare i giovani con una guida e con risorse perché la loro presenza consentirebbe al sistema di essere più competitivo e moderno. I giovani sono una leva preziosa, possono migliorare il mondo in cui viviamo in senso concreto e non utopistico! Per far sì che ciò avvenga bisogna scegliere liberamente ed impegnarsi, non basta solo l'aspirazione! Può capitare di dover fare delle rinunce o scendere a compromessi, senza però mai rinunciare ai propri valori, come ha sottolineato Davide Jarach, amministratore delegato della Banca Arner.
La politica può essere un buon aiuto per la formazione dei giovani: il partito può essere "palestra di selezione" per creare una nuova classe dirigente, la partecipazione alla vita politica permette la condivisione dei valori liberali alla base della nostra società. Anche il volontariato nel servizio civile, suggerisce il ministro Giovanardi, rappresenta una esperienza altamente formativa nonché un anno d'impegno e gratificazione per quei giovani che decidono di operare per la solidarietà e per il bene comune. Il governo liberal-liberista scommette sull'impresa, afferma il ministro Marzano, perciò la nuova generazione deve essere dotata di saggezza gestionale e di fermezza, deve saper contare sulle proprie qualità ed idee. Chi l'avrebbe detto che dall'ideazione di un semplice marchio, quale può essere una margheritina, sarebbe nata una linea d'impresa innovativa che avrebbe portato in poco tempo un imprenditore ventisettenne a raggiungere un fatturato di 120 milioni di euro? Sto parlando di Matteo Cambi, fondatore del marchio Guru, fermatosi a cena con noi dopo il convegno, ma di esempi di giovani che hanno lavorato e "vinto" ce ne sono davvero tanti altri. E nell'auspicare che i sogni di tutti si realizzino, concludo riportandovi le tre regole essenziali suggeriteci dall'avvocato trentottenne Giulia Buongiorno, difensore di Andreotti:
1) "evitare fregature, specie all'inizio della carriera!"
2) "cercare di essere preparatissimi per beccare le occasioni al volo!"
3) "coltivare passioni vere e scegliere la professione che più piace"
Non ci resta che chiederci, basterà? In bocca al lupo a tutti!
 

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