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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


  SPECIALE PLURALISMO  
"Laurea Specialistica: il problema sono gli stages"
Andrea Isoldo, 1° Anno Scienze Politiche, candidato al Consiglio di Facoltà
 
di Alessandro Marrone
a.marrone@liberamenteonline.org
LiberaMente N° VI Maggio 2005
 
Quali sono i problemi di logistica della sede di via Yser della Laurea Magistrale? Cosa è possibile cambiare? Innanzitutto le aule sono inadeguate (troppo piccole, si vede poco) per il corso di Relazioni Internazionali e ci sono poche aule studio. Problematico è il collegamento con la mensa e la biblioteca, che va intensificato, raddoppiando le navette ed i percorsi. Inoltre ci sono margini per intensificare il sistema di prenotazione (elettronica, tramite i badge) dei libri e il ritiro direttamente nella nostra sede.

Ci sembra che l’importanza delle lingue straniere sia sottovalutata in questa Laurea Specialistica, considerando l’esiguo numero di ore di lezione per la prima e la seconda lingua straniera. Cosa chiedi al riguardo? Vexata quaestio, quella delle lingue. C’è da dire però che, in questo semestre, l’insegnamento di inglese è stato sviluppato molto più seriamente del triennio. Io sono per l’autonomia: ogni semestre un esame della lingua seguita e la possibilità di studiare le altre due (o l’altra) facoltativamente, con moduli e tempi adeguati alle diverse competenze ed obiettivi.

Come giudichi l’assistenza fornita dai tutors? Non ti sembra un servizio per gli studenti sotto-utilizzato dall’università rispetto alle sue potenzialità? I tutors vanno assistiti dagli studenti, e viceversa; solo così possono rendere al meglio nel loro lavoro e dare l’impressione di ascoltare i nostri interessi prima di tutto. Il collegamento con il rappresentante potrebbe essere la soluzione più efficace per evitare confusioni.

Credi che in questo primo semestre di lezioni la didattica sia stata impostata in modo seminariale come promesso? Come si può migliorare? Assolutamente no, ed è questo il maggior motivo di scontento. Molta responsabilità sta nell’immobilismo del corpo docente, troppo legato ai metodi classici. Anche qui, come è capitato spesso, sta a noi suggerire i percorsi, senza lasciarsi intimidire dalle oggettive difficoltà delle materie. Approfondimento e semplificazione non sono in antitesi.

Solo alcuni corsi hanno organizzato esoneri scritti e altre forme di valutazione per permettere agli studenti di affrontare meglio sessioni composte di 6-7 esami. Cosa pensi al riguardo? La prova scritta, specie se facoltativa, è un’opportunità. È incoerente chiedere più appelli e storcere il naso davanti agli scritti. Ma i professori devono considerarli davvero come esoneri...

Ti sembra razionale ed utile per noi studenti l’attuale organizzazione degli appelli d’esame? Quali modifiche proponi? Il lavoro dei tutor nell’organizzare la scansione degli appelli è stato soddisfacente; certo, un appello in più a settembre, specie per chi ha scelto più esami facoltativi, sarebbe stato utile.

Come si sta muovendo l’università per l’attivazione dei tirocini legati alla tesi? Cosa chiedi in merito? Quello dei tirocini è il mio cruccio, la vera ragione alla base del mio impegno per questa facoltà. L’università naviga a vista e questo non possiamo permetterlo. Ne va del nostro futuro e dei
sacrifici economici dei nostri genitori. La mia proposta è quella di un'assegnazione trasparente e meritocratica dei tirocini, sulla base delle preferenze individuali. L'iter ideale prevede che i docenti comunichino pubblicamente agli studenti le possibilità di tirocinio, dopo aver verificato le disponibilità
nei vari settori, di concerto con l’università. Gli studenti interessati sono tenuti a presentare al docente un progetto su di un tema concordato. In caso di sovrannumero, il docente valuterà le domande con criteri prestabiliti (media, crediti residui). La discussione finale verterà così sulla relazione del tirocinio (project – work). Bisogna che l’università illustri tutte le possibilità: ricerca in collaborazione con un docente, stages presso un organismo pubblico, anche internazionale, progetto di lavoro presso un’impresa.

Infine, cosa pensi del nostro appello per il pluralismo dell’informazione nella Luiss e quindi per un sostegno economico equo e proporzionale a tutti i periodici studenteschi realmente attivi nell’ultimo anno? Sono assolutamente d’accordo e non mancherò di far sentire la mia voce in questo senso.

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