| Quali
sono i problemi di logistica della sede di via Yser della Laurea Magistrale?
Cosa è possibile cambiare? Innanzitutto le aule sono inadeguate (troppo
piccole, si vede poco) per il corso di Relazioni Internazionali e ci sono
poche aule studio. Problematico è il collegamento con la mensa e la
biblioteca, che va intensificato, raddoppiando le navette ed i percorsi.
Inoltre ci sono margini per intensificare il sistema di prenotazione
(elettronica, tramite i badge) dei libri e il ritiro direttamente nella
nostra sede. Ci sembra che l’importanza delle lingue straniere sia
sottovalutata in questa Laurea Specialistica, considerando l’esiguo numero
di ore di lezione per la prima e la seconda lingua straniera. Cosa chiedi al
riguardo? Vexata quaestio, quella delle lingue. C’è da dire però che, in
questo semestre, l’insegnamento di inglese è stato sviluppato molto più
seriamente del triennio. Io sono per l’autonomia: ogni semestre un esame
della lingua seguita e la possibilità di studiare le altre due (o l’altra)
facoltativamente, con moduli e tempi adeguati alle diverse competenze ed
obiettivi.
Come giudichi l’assistenza fornita dai tutors? Non ti sembra un
servizio per gli studenti sotto-utilizzato dall’università rispetto alle sue
potenzialità? I tutors vanno assistiti dagli studenti, e viceversa; solo
così possono rendere al meglio nel loro lavoro e dare l’impressione di
ascoltare i nostri interessi prima di tutto. Il collegamento con il
rappresentante potrebbe essere la soluzione più efficace per evitare
confusioni.
Credi che in questo primo semestre di lezioni la didattica sia stata
impostata in modo seminariale come promesso? Come si può migliorare?
Assolutamente no, ed è questo il maggior motivo di scontento. Molta
responsabilità sta nell’immobilismo del corpo docente, troppo legato ai
metodi classici. Anche qui, come è capitato spesso, sta a noi suggerire i
percorsi, senza lasciarsi intimidire dalle oggettive difficoltà delle
materie. Approfondimento e semplificazione non sono in antitesi.
Solo alcuni corsi hanno organizzato esoneri scritti e altre forme di
valutazione per permettere agli studenti di affrontare meglio sessioni
composte di 6-7 esami. Cosa pensi al riguardo? La prova scritta, specie
se facoltativa, è un’opportunità. È incoerente chiedere più appelli e
storcere il naso davanti agli scritti. Ma i professori devono considerarli
davvero come esoneri...
Ti sembra razionale ed utile per noi studenti l’attuale organizzazione
degli appelli d’esame? Quali modifiche proponi? Il lavoro dei tutor
nell’organizzare la scansione degli appelli è stato soddisfacente; certo, un
appello in più a settembre, specie per chi ha scelto più esami facoltativi,
sarebbe stato utile.
Come si sta muovendo l’università per l’attivazione dei tirocini
legati alla tesi? Cosa chiedi in merito? Quello dei tirocini è il mio
cruccio, la vera ragione alla base del mio impegno per questa facoltà.
L’università naviga a vista e questo non possiamo permetterlo. Ne va del
nostro futuro e dei
sacrifici economici dei nostri genitori. La mia proposta è quella di
un'assegnazione trasparente e meritocratica dei tirocini, sulla base delle
preferenze individuali. L'iter ideale prevede che i docenti comunichino
pubblicamente agli studenti le possibilità di tirocinio, dopo aver
verificato le disponibilità
nei vari settori, di concerto con l’università. Gli studenti interessati
sono tenuti a presentare al docente un progetto su di un tema concordato. In
caso di sovrannumero, il docente valuterà le domande con criteri
prestabiliti (media, crediti residui). La discussione finale verterà così
sulla relazione del tirocinio (project – work). Bisogna che l’università
illustri tutte le possibilità: ricerca in collaborazione con un docente,
stages presso un organismo pubblico, anche internazionale, progetto di
lavoro presso un’impresa.
Infine, cosa pensi del nostro appello per il pluralismo
dell’informazione nella Luiss e quindi per un sostegno economico equo e
proporzionale a tutti i periodici studenteschi realmente attivi nell’ultimo
anno? Sono assolutamente d’accordo e non mancherò di far sentire la mia
voce in questo senso. |