| Un anno
fa è iniziata l'avventura di "LiberaMente", e da un anno i "Sassolini dalla
scarpa" sono diventati, mi permetto di dirlo, un appuntamento fisso e
riconosciuto dai lettori del nostro giornale. In quest'anno abbiamo cercato
di portare allo coperto e rendere più evidenti alcune contraddizioni della
nostra università. Già. Una strana università,la Luiss. Un'università che
per migliorare il servizio offerto, per organizzarlo meglio, effettua i test
di selezione delle matricole fin dal mese di aprile, e poi lascia i propri
laureandi del nuovo ordinamento in un limbo fatto solo di incertezze, di
notizie ufficiose dette a metà e di smentite ufficiali comunicate per
intero; un'università che chiede ai propri iscritti 5.700€ all'anno, che ha
i propri uffici amministrativi in una villa di fine ottocento ex residenza
di Galeazzo Ciano, che possiede un'altra villa storica (Villa Blanc),
inutilizzabile perché sottoposta a vincolo ambientale, e che, proprio per la
mancanza di strutture adeguate, costringe gli studenti a seguire le proprie
lezioni due piani sottoterra. Un'università che continua a sostenere con
forza (e con tanti soldi) una squadra di basket che ogni anno viene
retrocessa, ed elimina le esenzioni dal pagamento del contributo unico per
gli studenti con i redditi più bassi; che spende soldi per realizzare un
inutile impianto di videosorveglianza, che manda in giro una "navetta"
perennemente vuota e che intanto continua ad essere un orribile coacervo di
barriere architettoniche impossibili da evitare per un disabile. Ma la Luiss
è anche, se vogliamo, un'università che ci permette di realizzare qualche
sogno. Un'università in cui un gruppo di studenti un po' matti, con una
passione per il teatro, può salire nientedimenoché sul palco del Teatro
Valle. In cui ogni lunedì c'è uno spazio per gli amanti del cinema. In cui
un paio di studentesse con l'hobby della fotografia possono ideare una
mostra-concorso per studenti ed essere aiutate a realizzarla. In cui degli
aspiranti scrittori e degli aspiranti coristi possono dar libero sfogo al
loro estro. E in cui anche gli aspiranti giornalisti trovano il loro spazio.
Ma solo a patto di accettare di scrivere per "il giornale unico", o di
trovare un numero sufficiente di sponsor disposti a finanziare il loro
periodico. Perché da qualche anno a questa parte mamma Luiss ha deciso che,
contrariamente a quel che sarebbe logico pensare osservando la nostra realtà
e contando il numero di testate che vengono pubblicate, (a proposito: auguri
di buon lavoro ai colleghi del "neonato" Mercurio!), a noi studenti deve
andar bene e deve bastare uno ed un solo giornale, a cui vengono destinati
tutti i fondi. Ebbene, da queste pagine noi chiediamo ai rappresentanti in
Co.di.s.u. di prendere in braccio il nostro sogno, di farlo proprio,
affinché la Luiss lo realizzi: non è un sogno di materialisti che chiedono
vile denaro, ma di utopisti, che vogliono pluralismo e libertà
d'informazione, sempre, e soprattutto in una strana LIBERA università… |