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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
Deja Vu
 
 
di Roberto Semprebene
r.semprebene@liberamenteonline.org
17 Dicembre 2006
 

Dopo “Man on fire”, Tony Scott e Denzel Washington tornano a lavorare insieme in un film che potrebbe rientrare nella categoria dei “fanta-thriller-action-movie”, prospettando fantascientifiche opzioni per la lotta al terrorismo e in generale alla prevenzione di crimini e sciagure varie.
La trama è quanto meno complessa, seppur da un certo punto in poi ampiamente prevedibile nel suo sviluppo. Senza rovinare eccessivamente la sorpresa a chi vorrà andare a vederlo, basti sapere che il tutto ha a che fare con la possibilità di guardare indietro nel tempo e dunque intervenire sul passato stesso, con tutte le conseguenze che da questo intervento derivano o potrebbero derivare…
Il film prende le mosse dall’intreccio delle indagini su due casi apparentemente slegati fra loro: l’esplosione di un traghetto a New Orleans a causa di un attentato e la morte di una (gran bella) ragazza apparentemente possibile passeggera dello stesso traghetto.
L’agente Doug Carlin (Washington), avendo fatto una buona impressione ad un agente di grado superiore (interpretato da un irriconoscibilmente ingrassato Val Kilmer), viene coinvolto nell’indagine, che prevede l’utilizzo di una nuova sorprendente tecnologia, che il governo americano sta sperimentando per la lotta al terrorismo.
L’evoluzione degli eventi imporrà una serrata corsa contro il tempo e NEL tempo per sventare l’attentato terroristico e salvare le vite degli oltre 300 passeggeri in esso coinvolti, senza contare la bella Claire (Paula Patton) e ovviamente bloccare il terrorista/maniaco (Jim Caviezel).
Bella l’ambientazione, una New Orleans post uragano Katrina, del cui passaggio i segni sono ancora evidenti e al quale si fa ampio riferimento per battute di stile patriottico di gusto molto USA.
Le scene d’azione, come le corse a bordo di una Hummer praticamente indistruttibile (è noto a tutti che dopo un frontale con un TIR,basta re-ingranare la prima e via, no?!), le sparatorie e le esplosioni, si sprecano. A chi ha meno pretese quanto descritto basterà a gradire un film che, partendo da premesse tutto sommato interessanti, si perde un po’ nel suo corso, divenendo da una parte ampiamente prevedibile, dall’altro incongruente rispetto alle proprie premesse e alle pseudo-spiegazioni scientifiche che vengono fornite persino in eccesso.
L’uso di tanta tecnologia, l’impostazione molto strutturata del modo in cui ciò che avverrà viene “spiegato”, pongono dei limiti a quello che il protagonista avrebbe potuto fare o non fare, il che in teoria avrebbe potuto rappresentare un’interessante caratteristica di un film che sarebbe potuto essere davvero originale. Ma di fatto, il caro Scott sembra scordarsi quanto ci ha detto per metà del film e, nella ricerca dell’epico scontro fra il bene e il male e dell’immancabile happy ending, costruisce una storia che perde qualsiasi credibilità e si traduce nell’ennesimo film d’azione dalla profondità decisamente limitata.
Davvero un peccato, perché tanto il cast quanto la realizzazione non sono certo da buttare e le premesse per qualcosa di nuovo, come detto, sembravano esserci.

 

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