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Dopo “Man on fire”, Tony Scott e Denzel
Washington tornano a lavorare insieme in un film che potrebbe rientrare
nella categoria dei “fanta-thriller-action-movie”, prospettando
fantascientifiche opzioni per la lotta al terrorismo e in generale alla
prevenzione di crimini e sciagure varie.
La trama è quanto meno complessa, seppur da un certo punto in poi ampiamente
prevedibile nel suo sviluppo. Senza rovinare eccessivamente la sorpresa a
chi vorrà andare a vederlo, basti sapere che il tutto ha a che fare con la
possibilità di guardare indietro nel tempo e dunque intervenire sul passato
stesso, con tutte le conseguenze che da questo intervento derivano o
potrebbero derivare…
Il film prende le mosse dall’intreccio delle indagini su due casi
apparentemente slegati fra loro: l’esplosione di un traghetto a New Orleans
a causa di un attentato e la morte di una (gran bella) ragazza
apparentemente possibile passeggera dello stesso traghetto.
L’agente Doug Carlin (Washington), avendo fatto una buona impressione ad un
agente di grado superiore (interpretato da un irriconoscibilmente ingrassato
Val Kilmer), viene coinvolto nell’indagine, che prevede l’utilizzo di una
nuova sorprendente tecnologia, che il governo americano sta sperimentando
per la lotta al terrorismo.
L’evoluzione degli eventi imporrà una serrata corsa contro il tempo e NEL
tempo per sventare l’attentato terroristico e salvare le vite degli oltre
300 passeggeri in esso coinvolti, senza contare la bella Claire (Paula
Patton) e ovviamente bloccare il terrorista/maniaco (Jim Caviezel).
Bella l’ambientazione, una New Orleans post uragano Katrina, del cui
passaggio i segni sono ancora evidenti e al quale si fa ampio riferimento
per battute di stile patriottico di gusto molto USA.
Le scene d’azione, come le corse a bordo di una Hummer praticamente
indistruttibile (è noto a tutti che dopo un frontale con un TIR,basta
re-ingranare la prima e via, no?!), le sparatorie e le esplosioni, si
sprecano. A chi ha meno pretese quanto descritto basterà a gradire un film
che, partendo da premesse tutto sommato interessanti, si perde un po’ nel
suo corso, divenendo da una parte ampiamente prevedibile, dall’altro
incongruente rispetto alle proprie premesse e alle pseudo-spiegazioni
scientifiche che vengono fornite persino in eccesso.
L’uso di tanta tecnologia, l’impostazione molto strutturata del modo in cui
ciò che avverrà viene “spiegato”, pongono dei limiti a quello che il
protagonista avrebbe potuto fare o non fare, il che in teoria avrebbe potuto
rappresentare un’interessante caratteristica di un film che sarebbe potuto
essere davvero originale. Ma di fatto, il caro Scott sembra scordarsi quanto
ci ha detto per metà del film e, nella ricerca dell’epico scontro fra il
bene e il male e dell’immancabile happy ending, costruisce una storia che
perde qualsiasi credibilità e si traduce nell’ennesimo film d’azione dalla
profondità decisamente limitata.
Davvero un peccato, perché tanto il cast quanto la realizzazione non sono
certo da buttare e le premesse per qualcosa di nuovo, come detto, sembravano
esserci.
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