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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
Profumo - Storia di un assassino
 
 
di Roberto Semprebene
 
29 settembre 2006
 

Tom Tykwer dirige la trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Patrick Süskind, "Il Profumo", trasformandolo in un thriller sui generis, con un protagonista decisamente originale. Tale protagonista è Jean Baptiste Grenouille, povero garzone di conceria cui la natura ha fatto dono di un olfatto straordinario, che diventerà il suo lasciapassare per il mondo dei profumieri, ma anche la sua condanna alla solitudine, alla ricerca di un'identità che non sente di avere e del profumo dell'amore assoluto…
Ambientato nella Francia del XVIII secolo, questo film rende benissimo le caratteristiche di un mondo contraddittorio e ricco di chiaro scuri, nel quale i più disgustosi odori si mescolano alle più sublimi essenze, in cui la povertà ha come contraltare ricchezze spropositate, in cui l'orrore per i misfatti di un assassino si trasforma in macabra euforia nel momento in cui il colpevole è condannato al patibolo…Una Parigi cupa, grigia, sporca dà i natali al nostro protagonista e ne vedrà anche gli ultimi giorni, mentre una ridente cittadina provenzale farà da sfondo a buona parte delle vicende che ci verranno raccontate. Salta subito all'occhio a tal riguardo, soprattutto grazie ad una buona fotografia, la bellezza dei paesaggi delle campagne francesi, ricchi di colori, di luci e di atmosfere.
La parte del protagonista è affidata al semi sconosciuto Ben Wishaw, che interpreta con grande intensità un ruolo non semplice, riuscendo molto credibile. Fra gli altri attori spiccano i nomi di Dustin Hoffman e Alan Rickman, le cui parti sono però del tutto marginali essendo questo film completamente incentrato sul personaggio di Grenouille.
La storia, a chi ha letto il romanzo, risulterà un po' modificata e maggiormente centrata sulla deriva omicida del protagonista, piuttosto che sul mondo di percezioni olfattive che lo caratterizza: è facile intuire le difficoltà che una più fedele trasposizione avrebbe creato, ma mi ha comunque stupito la violenza e il cinismo di alcuni passaggi, che non ricordavo così duri nel libro.
A introdurci la storia e guidarci sul suo percorso è una voce narrante che sembra raccontare una favola, la cui presenza può essere effettivamente utile ad esplicitare alcuni passaggi e concetti che potrebbero non risultare immediati a chi non avesse già conoscenza delle vicende raccontate, e non risulta fastidiosa neanche per chi ha maggior dimestichezza con la trama.
Chi decidesse di farsi tentare da questo titolo si prepari: è un film dai ritmi piuttosto lenti, con un modo di procedere che, anche per cercare di trasmettere visivamente sensazioni che sono legate al senso dell'olfatto, procede a volte in maniera un po' macchinosa e ripetitiva. Non è un brutto film, ma è molto particolare e proprio per questo non è detto che tutti lo possano apprezzare…







 



 

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