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Tom Tykwer dirige la trasposizione
cinematografica del celebre romanzo di Patrick Süskind, "Il Profumo",
trasformandolo in un thriller sui generis, con un protagonista decisamente
originale. Tale protagonista è Jean Baptiste Grenouille, povero garzone di
conceria cui la natura ha fatto dono di un olfatto straordinario, che
diventerà il suo lasciapassare per il mondo dei profumieri, ma anche la sua
condanna alla solitudine, alla ricerca di un'identità che non sente di avere
e del profumo dell'amore assoluto…
Ambientato nella Francia del XVIII secolo, questo film rende benissimo le
caratteristiche di un mondo contraddittorio e ricco di chiaro scuri, nel
quale i più disgustosi odori si mescolano alle più sublimi essenze, in cui
la povertà ha come contraltare ricchezze spropositate, in cui l'orrore per i
misfatti di un assassino si trasforma in macabra euforia nel momento in cui
il colpevole è condannato al patibolo…Una Parigi cupa, grigia, sporca dà i
natali al nostro protagonista e ne vedrà anche gli ultimi giorni, mentre una
ridente cittadina provenzale farà da sfondo a buona parte delle vicende che
ci verranno raccontate. Salta subito all'occhio a tal riguardo, soprattutto
grazie ad una buona fotografia, la bellezza dei paesaggi delle campagne
francesi, ricchi di colori, di luci e di atmosfere.
La parte del protagonista è affidata al semi sconosciuto Ben Wishaw, che
interpreta con grande intensità un ruolo non semplice, riuscendo molto
credibile. Fra gli altri attori spiccano i nomi di Dustin Hoffman e Alan
Rickman, le cui parti sono però del tutto marginali essendo questo film
completamente incentrato sul personaggio di Grenouille.
La storia, a chi ha letto il romanzo, risulterà un po' modificata e
maggiormente centrata sulla deriva omicida del protagonista, piuttosto che
sul mondo di percezioni olfattive che lo caratterizza: è facile intuire le
difficoltà che una più fedele trasposizione avrebbe creato, ma mi ha
comunque stupito la violenza e il cinismo di alcuni passaggi, che non
ricordavo così duri nel libro.
A introdurci la storia e guidarci sul suo percorso è una voce narrante che
sembra raccontare una favola, la cui presenza può essere effettivamente
utile ad esplicitare alcuni passaggi e concetti che potrebbero non risultare
immediati a chi non avesse già conoscenza delle vicende raccontate, e non
risulta fastidiosa neanche per chi ha maggior dimestichezza con la trama.
Chi decidesse di farsi tentare da questo titolo si prepari: è un film dai
ritmi piuttosto lenti, con un modo di procedere che, anche per cercare di
trasmettere visivamente sensazioni che sono legate al senso dell'olfatto,
procede a volte in maniera un po' macchinosa e ripetitiva. Non è un brutto
film, ma è molto particolare e proprio per questo non è detto che tutti lo
possano apprezzare…
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