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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
Cars: Motori Ruggenti
 
 
di Roberto Semprebene
 
22 agosto 2006
 

Eccoci di fronte ad un nuovo capolavoro sfornato dal binomio Disney-Pixar.
Cars è un lungometraggio animato di qualità mostruosamente elevata, lo si capisce fin dalle primissime scene, quando vediamo il protagonista, Saetta McQueen, scendere dal suo motor home e godersi i flash dei reporter, e lo si continua a percepire per tutta la durata del film, quando ci si rende conto che non c'è una sbavatura, un rallentamento, una minima distrazione rispetto al più piccolo particolare: bello, bello, bello!
Al di là della valutazione puramente estetica, è anche un bel film?
La storia è piuttosto semplice e rimanda ai classici del genere racing, particolarmente evidenti sono i riferimenti a "Giorni di Tuono", con l'inserimento di una storia d'amore tipicamente disneyana e di tutta quella serie di situazioni comico-demenziali che in un film come questo ci devono essere…
Procedendo con ordine: Saetta McQueen è il fenomeno esordiente, diciamo l'Alonso, delle gare automobilistiche stile NASCAR, che nel mondo di Cars sono ovviamente lo sport nazionale. Nell'ultima gara della stagione si verifica un fatto più unico che raro: tre contendenti arrivano primi a pari merito e si decide dunque di procedere con una sfida decisiva fra i campioni, che si terrà da lì a 3 settimane in California.
Saetta parte con il fido camion Mack intenzionato ad arrivare per primo e avere quindi il tempo di lavorarsi lo sponsor principale, ma una serie di eventi lo costringeranno a fermarsi per un lungo periodo a Radiator Springs, ex ridente cittadina della contea di Carburator, ora paesino quasi fantasma abitata dagli ultimi, irriducibili cittadini-commercianti, tutti quanto meno "originali".
A Radiator Springs Saetta sarà costretto dal giudice locale a riasfaltare la strada principale, da lui stesso accidentalmente devastata, e durante la permanenza i rapporti con i vari personaggi, particolarmente con la Porsche Sally e con il carro attrezzi Cricchetto, lo faranno maturare da arrogante auto da corsa innamorata solo di sé stessa e della velocità ad auto più matura e sensibile nei confronti del prossimo.
Ma l'incontro più importante per la sua maturazione è probabilmente quello con Hudson Hornet, medico della cittadina e indimenticata leggenda delle corse, vincitore di ben 3 Piston Cup.
Intuibile immaginare l'evolversi degli eventi, che giungeranno al tipico lieto fine in stile Disney.
Un tema che si accosta a quello delle corse e della maturazione personale del protagonista detti sopra, è quello dell'abbandono delle campagne, del nuovo che avanza distruggendo le piccole cose importanti e di come sia in fondo possibile cercare un modus vivendi che le preservi senza rinnegare il progresso.
Insomma la storia non è mostruosamente originale, ma si segue piacevolmente ed è ben inframmezzata da gag e dialoghi ispirati…!
Al di là della già citata cura nella realizzazione tecnica, altro plauso va fatto alla realizzazione dei tanti personaggi e alla loro caratterizzazione: ogni personaggio rimanda perfettamente nel suo aspetto e nel comportamento al suo riferimento ideal-tipico, abbiamo quindi, oltre ai protagonisti, il messicano con le sospensioni idrauliche e la carrozzeria cromata, la vecchia auto della polizia che ama farsi un cicchetto, gli spassosi jeep ex-sergente e van VolksWagen hippie, i teppisti modello Fast and Furious, l'antagonista spaccone e baro e, soprattutto, i grandissimi Luigi e Guido, rispettivamente la 500 rivenditrice di pneumatici e il fido addetto ai pit-stop… Non c'è un momento in cui, soprattutto questi due, non strappino fior di risate!
Spettacolari anche i particolari più minuti, come gli insetti a forma di Maggiolino VolksWagen o i cameo di "personaggi" famosi, come la Ferrari vista anche nei trailer e doppiata niente popò di meno che da…
Insomma a chi adora i film d'animazione è inutile consigliare questo, agli altri non dico di andare assolutamente a vederlo, ma se ve lo propongono accettate senza tanti complimenti, ne vale la pena!





 



 

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