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Eccoci di fronte ad un nuovo capolavoro
sfornato dal binomio Disney-Pixar.
Cars è un lungometraggio animato di qualità mostruosamente elevata, lo si
capisce fin dalle primissime scene, quando vediamo il protagonista, Saetta
McQueen, scendere dal suo motor home e godersi i flash dei reporter, e lo si
continua a percepire per tutta la durata del film, quando ci si rende conto
che non c'è una sbavatura, un rallentamento, una minima distrazione rispetto
al più piccolo particolare: bello, bello, bello!
Al di là della valutazione puramente estetica, è anche un bel film?
La storia è piuttosto semplice e rimanda ai classici del genere racing,
particolarmente evidenti sono i riferimenti a "Giorni di Tuono", con
l'inserimento di una storia d'amore tipicamente disneyana e di tutta quella
serie di situazioni comico-demenziali che in un film come questo ci devono
essere…
Procedendo con ordine: Saetta McQueen è il fenomeno esordiente, diciamo l'Alonso,
delle gare automobilistiche stile NASCAR, che nel mondo di Cars sono
ovviamente lo sport nazionale. Nell'ultima gara della stagione si verifica
un fatto più unico che raro: tre contendenti arrivano primi a pari merito e
si decide dunque di procedere con una sfida decisiva fra i campioni, che si
terrà da lì a 3 settimane in California.
Saetta parte con il fido camion Mack intenzionato ad arrivare per primo e
avere quindi il tempo di lavorarsi lo sponsor principale, ma una serie di
eventi lo costringeranno a fermarsi per un lungo periodo a Radiator Springs,
ex ridente cittadina della contea di Carburator, ora paesino quasi fantasma
abitata dagli ultimi, irriducibili cittadini-commercianti, tutti quanto meno
"originali".
A Radiator Springs Saetta sarà costretto dal giudice locale a riasfaltare la
strada principale, da lui stesso accidentalmente devastata, e durante la
permanenza i rapporti con i vari personaggi, particolarmente con la Porsche
Sally e con il carro attrezzi Cricchetto, lo faranno maturare da arrogante
auto da corsa innamorata solo di sé stessa e della velocità ad auto più
matura e sensibile nei confronti del prossimo.
Ma l'incontro più importante per la sua maturazione è probabilmente quello
con Hudson Hornet, medico della cittadina e indimenticata leggenda delle
corse, vincitore di ben 3 Piston Cup.
Intuibile immaginare l'evolversi degli eventi, che giungeranno al tipico
lieto fine in stile Disney.
Un tema che si accosta a quello delle corse e della maturazione personale
del protagonista detti sopra, è quello dell'abbandono delle campagne, del
nuovo che avanza distruggendo le piccole cose importanti e di come sia in
fondo possibile cercare un modus vivendi che le preservi senza rinnegare il
progresso.
Insomma la storia non è mostruosamente originale, ma si segue piacevolmente
ed è ben inframmezzata da gag e dialoghi ispirati…!
Al di là della già citata cura nella realizzazione tecnica, altro plauso va
fatto alla realizzazione dei tanti personaggi e alla loro caratterizzazione:
ogni personaggio rimanda perfettamente nel suo aspetto e nel comportamento
al suo riferimento ideal-tipico, abbiamo quindi, oltre ai protagonisti, il
messicano con le sospensioni idrauliche e la carrozzeria cromata, la vecchia
auto della polizia che ama farsi un cicchetto, gli spassosi jeep ex-sergente
e van VolksWagen hippie, i teppisti modello Fast and Furious, l'antagonista
spaccone e baro e, soprattutto, i grandissimi Luigi e Guido, rispettivamente
la 500 rivenditrice di pneumatici e il fido addetto ai pit-stop… Non c'è un
momento in cui, soprattutto questi due, non strappino fior di risate!
Spettacolari anche i particolari più minuti, come gli insetti a forma di
Maggiolino VolksWagen o i cameo di "personaggi" famosi, come la Ferrari
vista anche nei trailer e doppiata niente popò di meno che da…
Insomma a chi adora i film d'animazione è inutile consigliare questo, agli
altri non dico di andare assolutamente a vederlo, ma se ve lo propongono
accettate senza tanti complimenti, ne vale la pena!
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