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Il film più discusso del recente passato,
frutto dell'adattamento di uno dei più grandi fenomeni editoriali moderni,
alla luce dei fatti si rivela come un thriller tutt'altro che eclatante, un
film che difficilmente resterà, non dico nella storia del cinema, ma anche
solo nella memoria degli spettatori.
Intendiamoci, non stiamo parlando di un film "brutto" in assoluto, ma
certamente di un opera che non presenta alcun tipo di specificità tale da
farla brillare fra proposte molto più interessanti.
Volendo iniziare dalla storia, questa è ovviamente tratta dal romanzo di Dan
Brown e adattata per il grande schermo in maniera molto fedele, salvo forse
il tentativo di limare un poco le caustiche osservazioni sulla Chiesa
Cattolica e, in particolare, sull'Opus Dei. Proprio questa aderenza alla
trama del libro si rivela paradossalmente un boomerang per il godimento
dell'opera: chi ha già letto il libro rischia fortemente di annoiarsi per
buona parte del film, chi il libro non l'ha letto potrebbe invece non
afferrare pienamente tutti i passaggi.
Riguardo la trama preferisco non dilungarmi, un po' perché la do per
acquisita, un po' perché sono sempre restio a dare anticipazioni quando si
tratta di thriller.
Ad ogni modo, sempre riguardo il rapporto fra libro e pellicola, ancora
qualche breve considerazione: al di là del contenuto "eretico" e
dissacrante, il libro si caratterizza per una costruzione narrativa
piacevole e soprattutto, agli occhi del sottoscritto, per le interessanti
digressioni sulla storia dell'arte e la descrizione di alcune delle maggiori
opere di Leonardo Da Vinci, godibilissime a prescindere dal livello di
credibilità che ad esse si voglia attribuire. Nel film gran parte di questo
si perde, lo spazio lasciato alla descrizione è risicato e la stessa
spiegazione della teoria del complotto della Chiesa a danno del Priorato di
Sion e della Verità da questo detenuta è superficiale e banalizzata
all'eccesso. Si presume che il clamore (a mio modo di vedere assolutamente
ingiustificato) suscitato dalle tesi riportate nel libro sia legato alla
"credibile" costruzione delle spiegazioni che il testo fornisce: i tempi e i
modi del film impediscono tale "profondità" di lettura e conseguentemente si
perde molto del pathos e del fascino della storia.
Paradossalmente dunque, proprio il tentativo di rimanere molto aderenti alla
trama del libro diventa un impedimento per la buona riuscita della
trasposizione.
Poste tali premesse, bisogna riconoscere a Ron Howard la pregevole fattura
del film, abbastanza ricco di inserti, di trovate tecniche interessanti, con
l'inserimento di pregevoli effetti speciali che si armonizzano bene con il
contesto, una regia che, accettata la tara della sceneggiatura, opera
correttamente nella maggior parte delle situazioni. Nota davvero positiva,
scusate il gioco di parole, è l'accompagnamento musicale, particolarmente
nelle scene finali del film.
Andando a considerare il cast, i nomi presenti in tabellone sono di tutto
rispetto: Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany, Jean Reno,
Alfred Molina… Fra questi i migliori interpreti sono sicuramente Bettany,
nella parte del monaco/sicario albino Silas, e McKellen, noto al grande
pubblico per ruoli quali Gandalf e Magneto (rispettivamente nella trilogia
de "Il Signore degli anelli" e la saga degli "X-man"), che interpreta
l'eccentrico e storpio Sir Leigh Teabing.
Deludono un po' gli altri: Tom Hanks non convince pienamente nei panni di
Robert Langdon, Audrey Tautou, complice probabilmente il pessimo doppiaggio,
è quasi irriconoscibile e a Jean Reno è affidata una parte marginale, per di
più da fesso, che non gli da modo di mettersi particolarmente in mostra.
Ho parlato del doppiaggio della Tautou… A riguardo, oltre allo scempio che è
stato perpetrato particolarmente a suo danno, c'è da fare un discorso
generale per tutti i personaggi che nel film sono francesi: ma perché
diamine devono parlare con quello stupidissimo accento?! Dico, i personaggi
inglesi sono doppiati senza cadenze particolari, il film è ambientato in
larga parte in Francia, è OVVIO che buona parte dei personaggi siano
francesi, non c'è bisogno di sottolinearlo in maniera tanto ridicola…!
Scusate lo sfogo ma, sommato al fatto che il doppiaggio per questi
personaggi è fatto anche male, davvero la cosa mi ha irritato…
A conti fatti insomma un film canonico, un thriller di buona fattura con un
solo, enorme merito: quello di aver dimostrato che una campagna di marketing
ben studiata può davvero fare la differenza, a prescindere dalla qualità
effettiva del prodotto venduto.
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