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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
Mission Impossible III
 
 
di Roberto Semprebene
r.semprebene@liberamenteonline.org
13 maggio 2006
 

Si riaccende la miccia, il tempo scorre implacabile e una nota colonna sonora ci rimanda ad immagini di esplosioni, sparatorie, inganni e doppi giochi… insomma, ci troviamo di fronte ad una nuova missione impossibile!
Il terzo capitolo della saga, che vede J.J. Abrams alla regia, ci presenta un Ethan Hunt deciso a rinunciare alle operazioni sul campo in favore del più tranquillo addestramento e soprattutto di una bellissima ragazza di nome Julia. Ovviamente i suoi sogni di pace e amore non saranno destinati a durare a lungo: la cattura di un'agente che lui stesso aveva addestrato impone una missione di recupero dalla quale il nostro eroe non saprà tirarsi indietro. L'evoluzione della storia seguirà un tortuoso cammino, le situazioni si complicheranno oltre ogni dire, le poste in gioco si alzeranno, arrivando a coinvolgere, oltre al solito destino del mondo, quello della fidanzata di Ethan, in un crescendo d'azione tutto sommato ben congeniato, che avvicina questo terzo capitolo al primo, più che al forse "troppo agitato"secondo.
La stessa narrazione degli eventi è appunto più matura e "credibile" rispetto al secondo episodio, l'azione c'è (e in grandi quantità), ma è ben raccordata alle scene "tranquille", dedicate principalmente ai dialoghi, alcuni dei quali molto carini e con battute che strapperanno anche qualche risata, e alla pianificazione. Altro punto che accomuna il primo e il terzo episodio è l'impossibilità di stabilire in maniera definitiva di chi fidarsi o meno, fra gli alleati di Ethan, che non sempre sono realmente quello che sembrano.
Interessante anche la costruzione del film, che comincia da una situazione prossima al finale, per raccontare come ci si sia arrivati e dunque proseguire, con un ritmo in crescendo, lento finché viene descritto il rapporto fra Ethan e Julia e via via più frenetico man mano che si procede. Nel complesso darei un buon voto alla storia, ma è necessario riconoscere che sul finale perde un po' in mordente, la chiusura mi ha dato una sensazione di "frettolosità" e avvengono cose fin troppo impossibili, soprattutto rispetto al ruolo di Julia, anche se si volesse seguire l'adagio per il quale "l'amore può tutto".
Sul piano della recitazione il cast è di tutto rispetto, comprendendo, oltre all'immancabile Cruise, il grandioso Philip Seymour Hoffman nel ruolo del cattivane di turno e poi Laurence Fishburne, Johnathan Rhys Meyers, Micelle Monaghan, Maggie Q…
La palma del miglior attore del film va sicuramente a Hoffman, che si dimostra una volta di più un interprete di qualità superiore. Il buon vecchio Tom Cruise fa il suo dovere, con qualche perla, qualche svarione (in un paio d'occasioni il suo stato d'animo si capisce solo dal contesto…) e tanto coraggio nel girare in prima persona anche le scene più rischiose.
Belle anche le location, che spaziano dagli USA, a Roma e Vaticano, per arrivare fino in Cina. Nota di colore riguardo la rappresentazione della nostra capitale: il traffico romano è reso benissimo, così come l'indole dei romani. Si intuisce poi che nella versione in lingua originale Cruise e Rhys Meyers recitino un dialogo nella nostra lingua, con tanto di ricorso alla gestualità che ci rende famosi nel mondo…!
Inutile dire che effetti speciali, esplosioni, uso di tecnologie supersofisticate, inseguimenti e quant'altro sono di ottimo livello, ma era il minimo che ci si potesse aspettare da una serie che sembra sempre più mirare a sostituirsi a quella di 007 nell'immaginario collettivo.
Insomma, nel complesso e nel suo genere è un gran bel film, che sicuramente piacerà a quanti amano andare in giro con fare circospetto…o fischiettando un noto motivetto…




 



 

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