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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
Uno zoo in fuga
 
 
di Roberto Semprebene
r.semprebene@liberamenteonline.org
16 aprile 2006
 

Lo so, questa situazione e questi personaggi non vi risultano nuovi, c’è una forte sensazione di déjà-vu… Chi ha detto Madagascar?!
In realtà sembra che la realizzazione di questo nuovo film targato Disney sia iniziata prima di quella del film Dreamworks e sinceramente la visione della pellicola rende credibile questa versione, perché da un punto di vista strettamente tecnico non c’è quasi paragone fra i due prodotti: “Uno zoo in fuga” è, in alcuni passaggi, davvero stupefacente! Le scene iniziali ad esempio sono molto originali e fondono diversi tipi di animazione, la criniera di Samson sembra vera, così come le spire dell’anaconda o la coda dello scoiattolo, c’è nel complesso l’impressione di un lavoro molto curato, salvo per i movimenti dei due leoni, che in alcuni frangenti contrastano in credibilità con quanto detto fin ora.
Se sul piano tecnico questo film si merita grandi complimenti, per il resto invece, a meno che non siate bambini nel senso stretto del termine, non ve ne consiglio la visione: la storia sembra un adattamento frettoloso di “Alla ricerca di Nemo”, capita spesso di pensare che, per la smania di mettere troppa carne al fuoco, i realizzatori abbiano sorvolato sull’attenzione alla sceneggiatura, vengono introdotti innumerevoli personaggi potenzialmente interessanti senza poi sfruttarli davvero, i dialoghi sono simpatici ma non fanno sbellicare, occasionalmente ci si annoia.
Insomma si poteva fare di più.
Per chi comunque volesse sapere qualcosa di più della trama, questa ha inizio nello zoo di New York, dove Ryan, un giovane leone, tenta senza successo di ruggire e di essere all’altezza del padre, eroe di tutti e vera star, con un passato di re della savana che farebbe impallidire il cugino Simba.
Il cucciolo si convince allora che diventerà un vero leone solo se potrà andare anch’egli in Africa e una serie di eventi fanno sì che questo avvenga e che, conseguentemente, sia necessario organizzare una spedizione di recupero che vedrà coinvolti il padre, uno scoiattolo, una giraffa, un’anaconda e un koala. Nel corso del viaggio succederanno svariate cose, verremo a conoscenza di nuovi fatti e incontreremo molti personaggi secondari. Rispetto a quest’ultimo punto, una menzione d’onore è d’obbligo per i camaleonti, che se sfruttati meglio sarebbero potuti essere quasi all’altezza dei pinguini di Madagascar e che in ogni caso regalano almeno uno dei momenti più divertenti del film.
Ovviamente, da buon film Disney, tutto è all’insegna del politically correct e preannunciare un lieto fine non è certo rovinare la sorpresa ad alcuno…
Un ultimo consiglio: non restate ad aspettare la fine dei (lunghissimi!) titoli di coda, non ci sarà nessuna scenetta aggiunta a premiarvi…!


 

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