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Lo so, questa situazione e questi personaggi
non vi risultano nuovi, c’è una forte sensazione di déjà-vu… Chi ha detto
Madagascar?!
In realtà sembra che la realizzazione di questo nuovo film targato Disney
sia iniziata prima di quella del film Dreamworks e sinceramente la visione
della pellicola rende credibile questa versione, perché da un punto di vista
strettamente tecnico non c’è quasi paragone fra i due prodotti: “Uno zoo in
fuga” è, in alcuni passaggi, davvero stupefacente! Le scene iniziali ad
esempio sono molto originali e fondono diversi tipi di animazione, la
criniera di Samson sembra vera, così come le spire dell’anaconda o la coda
dello scoiattolo, c’è nel complesso l’impressione di un lavoro molto curato,
salvo per i movimenti dei due leoni, che in alcuni frangenti contrastano in
credibilità con quanto detto fin ora.
Se sul piano tecnico questo film si merita grandi complimenti, per il resto
invece, a meno che non siate bambini nel senso stretto del termine, non ve
ne consiglio la visione: la storia sembra un adattamento frettoloso di “Alla
ricerca di Nemo”, capita spesso di pensare che, per la smania di mettere
troppa carne al fuoco, i realizzatori abbiano sorvolato sull’attenzione alla
sceneggiatura, vengono introdotti innumerevoli personaggi potenzialmente
interessanti senza poi sfruttarli davvero, i dialoghi sono simpatici ma non
fanno sbellicare, occasionalmente ci si annoia.
Insomma si poteva fare di più.
Per chi comunque volesse sapere qualcosa di più della trama, questa ha
inizio nello zoo di New York, dove Ryan, un giovane leone, tenta senza
successo di ruggire e di essere all’altezza del padre, eroe di tutti e vera
star, con un passato di re della savana che farebbe impallidire il cugino
Simba.
Il cucciolo si convince allora che diventerà un vero leone solo se potrà
andare anch’egli in Africa e una serie di eventi fanno sì che questo avvenga
e che, conseguentemente, sia necessario organizzare una spedizione di
recupero che vedrà coinvolti il padre, uno scoiattolo, una giraffa,
un’anaconda e un koala. Nel corso del viaggio succederanno svariate cose,
verremo a conoscenza di nuovi fatti e incontreremo molti personaggi
secondari. Rispetto a quest’ultimo punto, una menzione d’onore è d’obbligo
per i camaleonti, che se sfruttati meglio sarebbero potuti essere quasi
all’altezza dei pinguini di Madagascar e che in ogni caso regalano almeno
uno dei momenti più divertenti del film.
Ovviamente, da buon film Disney, tutto è all’insegna del politically correct
e preannunciare un lieto fine non è certo rovinare la sorpresa ad alcuno…
Un ultimo consiglio: non restate ad aspettare la fine dei (lunghissimi!)
titoli di coda, non ci sarà nessuna scenetta aggiunta a premiarvi…!
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