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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
V per Vendetta
 
 
di Roberto Semprebene
r.semprebene@liberamenteonline.org
21 marzo 2006
 

Un gran film. I fratelli Wachowski tornano ad alti livelli con la sceneggiatura di questa pellicola, basata sulla graphic novel di Alan Moore e affidata all’esordiente James McTeigue per quel che riguarda la regia.
La storia è ambientata in un futuro molto prossimo, in una Gran Bretagna dove, a causa di gravissime minacce all’incolumità della nazione (guerre ed epidemie in particolare), si è imposto e domina un regime autoritario e repressivo. Fra le strade di Londra si aggira il nostro “eroe”, un uomo il cui volto è perennemente coperto da una maschera da Guy Fawkes (un cospiratore inglese di religione cattolica che, nella notte del 5 Novembre del 1605, tentò di far esplodere il Parlamento inglese e con esso il re protestante Giacomo I), un uomo intenzionato a liberare il paese dalla dittatura e a ottenere vendetta per quanto ha dovuto soffrire a causa di esso.
“V”, questo è il nome con cui si fa chiamare, è dotato di straordinarie capacità fisiche, una grande abilità con coltelli ed esplosivi e una vasta cultura, che lo porta ad apprezzare enormemente l’arte in ogni sua forma, particolarmente le opere di Shakespeare. A dar vita a questo carismatico personaggio è Hugo Weaving, noto al grande pubblico come Elrond ne “Il Signore degli Anelli” e, ovviamente, come Agente Smith in “Matrix”. Complice anche un ottimo doppiaggio, Weaving riesce nel compito di dare grande profondità e spessore ad un ruolo scomodo, che gli impone di esprimersi solo con la voce e il linguaggio corporeo.
L’altro personaggio principale del film è Evey, interpretata dalla splendida Natalie Portman. Evey è una ragazza con un passato doloroso, che ha deciso di uniformarsi alla situazione del suo paese, almeno fino a quando l’incontro con V non la induce a seguire la propria volontà, a sconfiggere la paura e ad opporsi al regime. La dialettica che si sviluppa fra i due personaggi è interessante e articolata, si crea per di più un parallelo con le vicende dell’ “eroe preferito” di V, il Conte di Montecristo, del quale V guarda le gesta in dvd nel tempo libero fra un’azione terroristica e un omicidio mirato…
Il film è uno spettacolo per gli occhi e le orecchie: ricostruzioni credibili delle ambientazioni, effetti speciali “pirotecnici” ed eleganti (vedi ad esempio le scie disegnate nell’aria dai pugnali di V), uno splendido uso di luci ed ombre, che disegnano vere espressioni sulla fissità della maschera di V, dialoghi e monologhi ispirati, un grande ritmo, scene di pathos, azione e riflessione, grande accompagnamento sonoro.
Sul piano dell’interpretazione dei contenuti, non avendo purtroppo ancora letto il fumetto, non so quanto questa trasposizione cinematografica sia fedele al pensiero di Moore, sta di fatto che “V per Vendetta” è un film che fa riflettere, che discute sull’uso della violenza, sul concetto di “giustizia”, che per alcuni versi potrebbe apparire sovversivo o a favore di una visione anarchica della gestione del potere, ma che a me è sembrato soprattutto una forte denuncia dei regimi dittatoriali e un’esortazione a credere negli ideali universali, a viverli nel rispetto reciproco, ad accettare che a volte per essi è necessario combattere.

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