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Un capolavoro di animazione. E’ l’unico modo
per definire quest’ ultima fatica della Warner Bros., un film il cui
comparto tecnico è ineccepibile, talmente bello da far impallidire “Cars”
della Pixar.
I colori, la fluidità delle animazioni, il fotorealismo di animali e
paesaggi (le foche e le orche oltre ai pinguini e soprattutto fate caso a
ghiaccio e acqua…Sbalorditivi!), tutto è talmente ben realizzato da lasciare
stupiti non solo all’inizio, ma durante tutto il film, al punto che io
stesso mi sono sorpreso di essere a volte più interessato alla resa grafica
che alla storia! Sarebbe però stata una profonda delusione se la qualità di
questo prodotto si fossero fermate all’estetica, quindi vediamo come alla
Warner hanno provato a raccontare una storia all’altezza dei mezzi messi in
gioco. Una comunità di pinguini imperatori vive in una sperduta landa fra i
ghiacci dell’Antartide e conduce la propria vita secondo le sue antiche
tradizioni, fra le quali quelle del corteggiamento affidato al canto.
Dall’unione di due pinguini molto dotati, Memphis e Norma Jean (questi nomi
vi sembrano riferimenti a qualcuno? Chissà che non abbiate ragione…!), nasce
Mambo, un pinguino molto…particolare… Infatti il pulcino manifesta subito
una forte personalità e una spiccata propensione a muovere a ritmo le zampe,
lanciandosi in sfrenati tip-tap che lasciano perplessi gli altri membri
della comunità…A questo si aggiunga che le capacità canore di Mambo sono
paragonabili a quelle della sirena dei pompieri: ne viene fuori un quadro
preoccupante per le possibilità di integrazione del povero pulcino dagli
occhini azzurri…Come se non bastasse il pinguino crescendo si innamora di
Gloria, la migliore giovane cantante della colonia, ma come fare a
conquistarla non essendo in grado di trovare la propria “canzone del cuore”?
L’aiuto di alcuni nuovi amici conosciuti in una comunità di pinguini di una
razza diversa lo aiuta a sopportare la situazione e a tirare avanti ma, dato
che nevica sempre sul ghiaccio, il povero Mambo e le sue pratiche “devianti”
vengono accusati di essere la causa della carestia che sta portando alla
fame la comunità… Costretto ad abbandonare il suo mondo, Mambo decide di
scoprire cosa davvero sia successo, convinto che “gli alieni” abbiano una
parte nella situazione che si è venuta a creare…E cosa c’entrano gli alieni?
Se vi immaginate omini verdi con le antenne in effetti nulla, ma agli occhi
dei poveri abitanti dell’Antartide “alieni” sono “quella specie di grandi
pinguini rosa e senza piume con gli occhi in posizione frontale” con i quali
alcuni hanno avuto occasione di entrare in contatto…
Questo a grandi linee è il filo conduttore della pellicola, sul quale si
intrecciano tutte le situazioni che Mambo vivrà, alcune spassose (su tutte
in assoluto, quella del canto in playback con l’aiuto del pinguino
Ramon…Fantastico!), alcune commoventi, altre “spaventose”, tutte
caratterizzate da una cura straordinaria. A tal riguardo è interessante
anche l’utilizzo di attori in carne ed ossa per il ruolo degli umani, un po’
come succedeva in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, ma con risultati consoni
ai tempi moderni. La storia è tutto sommato semplice, anche se tocca temi
molto attuali: lo scontro generazionale, il rapporto tradizione/modernità,
la discriminazione del diverso, l’ecologia, il ruolo messianico e il
riscatto della “personalità deviante”, l’importanza dei rapporti sociali
(figli/genitori, maschio/femmina, l’amicizia), la capacità di mobilitazione,
il coraggio delle proprie idee. In alcuni momenti in verità i passaggi da
una situazione all’altra non sono chiarissimi e il deus ex machina finale è
un po’ ingenuo, ma si tratta di una favola e, lasciatemelo ripetere ancora,
questa fa davvero sognare!
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