|
Eccoci di fronte ad un nuovo film
d’animazione, il primo di una lunga lista che ci accompagnerà per tutto il
periodo natalizio.
La Gang del bosco, made in DreamWorks, racconta la simpatica storia di un
gruppo piuttosto eterogeneo di animaletti (un procione truffaldino, una
saggia tartaruga, uno scoiattolo iperattivo, una puzzola femme fatale, due
opossum attori drammatici e una famigliola tipo di ricci) alle prese con dei
nuovi “vicini”: degli umani il cui quartiere è stato costruito nel giro di
un inverno, mentre i nostri eroi erano in letargo.
Il vero protagonista del cartone, RJ il procione, è un furfantello di bassa
lega che si caccia in un mare di guai quando tenta di derubare l’orso
Vincent delle sue provviste, finendo per farle distruggere da un camion di
passaggio…Sotto la minaccia degli artigli del plantigrade, RJ si impegna a
recuperare il tutto e, imbattutosi negli altri animaletti, decide di
sfruttarli per velocizzare il lavoro. Sulla base di questa semplice storia
si innestano i temi principali trattati dal film, che oltre i consueti buoni
sentimenti, occhini dolci, altruismo e tanto amore, si soffermano su una
spassosa descrizione/critica dell’inarrestabilità del progresso, della
riduzione delle aree incontaminate e dell’imporsi dell’american way of life,
o forse ormai bisognerebbe dire “western” way of life, visto con gli
occhioni vitrei dei nostri pelosi amici di cui sopra.
La qualità tecnica del film è buona, sebbene il sottoscritto da questo punto
di vista aspetti con più interesse “Happy Feet”, ma quello che davvero lo
rende piacevole, come spesso succede in questi casi, è la serie di gag e i
dialoghi che lo caratterizzano, spesso basati su clichet canonici come la
quasi “radioattività” della puzzola. In più di un occasione in effetti le
risate saranno difficilmente trattenibili, in particolare quando lo
scoiattolo iperattivo berrà l’equivalente di una red bull…
Non siamo comunque ai livelli dei due Shrek, la pellicola è sicuramente per
tutti, ma saranno i bambini quelli che più la apprezzeranno. Con quest’ultimo
commento però non voglio assolutamente dissuadervi dall’andare a vederlo: se
vi dovesse capitare sarebbe un’ora e mezza spesa in modo spensierato!
|