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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - SILENZIO IN SALA  
The departed
Scorsere torna a fare il bravo ragazzo
 
di Fortuna Simonelli
 
9 Novembre 2006
 

Il più grande Scorsese dai tempi di “Quei Bravi Ragazzi” firma un capolavoro destinato a raggiungere l’olimpo della cinematografia hollywoodiana: “The Departed”. Ispirato all’ “Infernal Affairs” campione di incassi (stesso sceneggiatore), è un film in cui cruda ironia, finzione, colpi di scena, impronta pseudocattolica (i morti vengono più volte definiti “faithful departed”) e spietata amoralità si fondono in un mix esplosivo.
Boston (Massachusetts), il dipartimento di polizia locale, impegnato nella lotta alla malavita organizzata, decide di incastrare definitivamente il boss della zona, Frank Costello. Billy Costigan, giovane recluta cresciuta nei quartieri più degradati della città, ha l’ordine di infiltrarsi nella banda del potente malavitoso per guadagnare la sua fiducia. Colin Sullivan , ambizioso poliziotto in affari col potente criminale, intanto entra paradossalmente a far parte della squadra speciale investigativa a cui è affidato il compito di scovare Costello.
Un superbo Jack Nicholson (nei panni di un Costello tanto spietato da non aver paura di affermare -è morta un sacco di gente perché diventassi quello che sono-) viene affiancato da un Leonardo Di Caprio (l’agitato Costigan) che riscopre un’innata virilità, totalmente diverso dal ragazzino del Titanic, e da un Matt Demon (il corrotto Sullivan) perfettamente all’altezza della situazione. Un cast eccezionale dunque popola una spettacolare sceneggiatura firmata da William Monahan, muovendosi tra riprese ed inquadrature che magistralmente sembrano trasportare lo stesso pubblico direttamente tra i quartieri della south Boston in preda alla criminalità.
“Il bene e il male”, questo il titolo italiano del film, mette in scena personaggi complessi caratterizzati dal forte contrasto tra ciò che veramente sono e ciò che appaiono.
-Io non voglio essere il prodotto del mio ambiente, voglio che l’ambiente sia un mio prodotto-: questa la spiazzante frase di apertura affidata ad una voce fuori campo in un film in cui, a detta dello stesso Scorsese, i personaggi sembrano essere al contrario “marionette plasmate dalle forze che le circondano”.
Uno dei migliori registi del panorama della cinematografia, autore di indiscussi capolavori, con “The Departed” si ripropone ai suoi fan nelle vesti di un tempo. 140 minuti di pellicola conducono, con un travolgente alternarsi di spari, citazioni erudite, parole forti, spietata freddezza ,crisi e decisioni risolute, ad un finale in cui l’unica soluzione sembra essere l’assassinio, la morte.
Ritmo, souspance e colpi di scena, conditi da un’ottima colonna sonora, che si fa avanti tra le note del rock made in Howard Shore (fedelissimo di Scorsese), diventano ingredienti indispensabili per un film che sa coinvolgere e sorprendere, mettendo in tavola tutte le carte giuste per candidarsi a capolavoro.
 

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