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Il più grande Scorsese dai tempi di “Quei
Bravi Ragazzi” firma un capolavoro destinato a raggiungere l’olimpo della
cinematografia hollywoodiana: “The Departed”. Ispirato all’ “Infernal
Affairs” campione di incassi (stesso sceneggiatore), è un film in cui cruda
ironia, finzione, colpi di scena, impronta pseudocattolica (i morti vengono
più volte definiti “faithful departed”) e spietata amoralità si fondono in
un mix esplosivo.
Boston (Massachusetts), il dipartimento di polizia locale, impegnato nella
lotta alla malavita organizzata, decide di incastrare definitivamente il
boss della zona, Frank Costello. Billy Costigan, giovane recluta cresciuta
nei quartieri più degradati della città, ha l’ordine di infiltrarsi nella
banda del potente malavitoso per guadagnare la sua fiducia. Colin Sullivan ,
ambizioso poliziotto in affari col potente criminale, intanto entra
paradossalmente a far parte della squadra speciale investigativa a cui è
affidato il compito di scovare Costello.
Un superbo Jack Nicholson (nei panni di un Costello tanto spietato da non
aver paura di affermare -è morta un sacco di gente perché diventassi quello
che sono-) viene affiancato da un Leonardo Di Caprio (l’agitato Costigan)
che riscopre un’innata virilità, totalmente diverso dal ragazzino del
Titanic, e da un Matt Demon (il corrotto Sullivan) perfettamente all’altezza
della situazione. Un cast eccezionale dunque popola una spettacolare
sceneggiatura firmata da William Monahan, muovendosi tra riprese ed
inquadrature che magistralmente sembrano trasportare lo stesso pubblico
direttamente tra i quartieri della south Boston in preda alla criminalità.
“Il bene e il male”, questo il titolo italiano del film, mette in scena
personaggi complessi caratterizzati dal forte contrasto tra ciò che
veramente sono e ciò che appaiono.
-Io non voglio essere il prodotto del mio ambiente, voglio che l’ambiente
sia un mio prodotto-: questa la spiazzante frase di apertura affidata ad una
voce fuori campo in un film in cui, a detta dello stesso Scorsese, i
personaggi sembrano essere al contrario “marionette plasmate dalle forze che
le circondano”.
Uno dei migliori registi del panorama della cinematografia, autore di
indiscussi capolavori, con “The Departed” si ripropone ai suoi fan nelle
vesti di un tempo. 140 minuti di pellicola conducono, con un travolgente
alternarsi di spari, citazioni erudite, parole forti, spietata freddezza
,crisi e decisioni risolute, ad un finale in cui l’unica soluzione sembra
essere l’assassinio, la morte.
Ritmo, souspance e colpi di scena, conditi da un’ottima colonna sonora, che
si fa avanti tra le note del rock made in Howard Shore (fedelissimo di
Scorsese), diventano ingredienti indispensabili per un film che sa
coinvolgere e sorprendere, mettendo in tavola tutte le carte giuste per
candidarsi a capolavoro.
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