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DALLA GENESI... L'heavy metal (letteralmente metallo pesante) è una
forma di musica rock caratterizzata da ritmi fortemente aggressivi, da un
suono potente e da una marcata amplificazione/distorsione delle chitarre; i
temi esplorati nei testi dell'heavy metal sono spesso definiti dal grande
pubblico come oscuri, malinconici o furiosi. Il metal trae le proprie
origini dalle band di hard rock che, nel periodo 1967- 1974, fusero insieme
il blues e il rock dando vita ad un ibrido dotato di un suono molto
"pesante", basato principalmente su chitarra e batteria.
Non è facile stabilire in quale momento storico l'hard rock si sia
trasformato in heavy metal; quest'ultima espressione, tuttavia, entrò
nell'uso solo nei tardi anni Settanta, con la cosiddetta "new wave of
British heavy metal" a cui appartengono, per esempio gli Iron Maiden.
Le origini dell'heavy metal, come di tutti i generi di rock, vanno fatte
risalire al blues, specialmente americano, che ebbe una grandissima
influenza sui primi rocker britannici; band come i Rolling Stones o gli
Yardbirds hanno dimostrato la loro reverenza verso questo genere "originale"
proponendo spesso riedizioni di classici blues; proprio da queste cover, e
dal modo in cui trasformano i brani che ripropongono, si possono trarre
alcune informazioni immediate sul rapporto fra rock e blues: la scala
dominante rimane la pentatonica; il tempo viene accelerato; le chitarre da
acustiche diventano elettriche; mentre la batteria del blues era spesso
costituita da pochi elementi, quella rock tende a essere più ricca e dotata
di elementi più voluminosi, in grado di tenere il passo con l'aumentata
potenza della chitarra; al tempo stesso, i batteristi utilizzano tecniche
che pongono maggiore enfasi sull'aggressività e incisività dei suoni e dei
ritmi. Persino i cantanti rock, affidandosi all'amplificazione, possono
esplorare numerose nuove possibilità, dal sussurro alla distorsione
artificiale della voce, diventando spesso più stilizzati e drammatici dei
loro predecessori nel blues.
L’heavy metal appare concettualmente alla fine di questo percorso di
potenziamento tecnico e tecnologico del suono; le sue origini si devono
sicuramente cercare nel Regno Unito (forse nei dintorni di Birmingham) verso
la fine degli anni '60, quando gruppi come i Led Zeppelin e i Black Sabbath
trasformarono il blues in una forma di rock molto "duro". In genere questi
gruppi vengono definiti "hard rock", sebbene alcuni critici classifichino
già queste storiche band degli anni '60/'70 come “proto - heavy metal”.
Questi gruppi erano certamente influenzati anche dal rock psichedelico e da
artisti come Jimi Hendrix, pioniere e grande sperimentatore, padre della
chitarra elettrica moderna così come essa viene concepita nel rock in
genere. Altre infuenze comprendono il "pop psichedelico" dei Vanilla Fudge,
o i primi rocker britannici - come The Who e i Kinks - che spianarono la
strada al futuro stile con l'introduzione dei power chords e di percussioni
più aggressive. Un altra band fondamentale è quella dei Cream, che
lanciarono il power trio, un modello di formazione della band che ebbe in
seguito molti emuli nell'hard rock e nell'heavy metal; alcuni sostengono che
anche i Beatles abbiano avuto una certa influenza, utilizzando distorsione e
arrangiamenti sempre più heavy già nel 1967 con l'album Sgt. Pepper's Lonely
Hearts Club Band, e saltuariamente negli album successivi (il brano Helter
Skelter - disordinatamente, alla rinfusa, precipitosamente- dall'album
“bianco” è decisamente molto vicino al genere heavy metal da tutti i punti
di vista).
Il primo brano chiaramente identificabile come prototipo dell'heavy metal è
You Really Got Me dei The Kinks, pubblicata nel 1965. Il brano era
chiaramente l’espressione maxima dei tempi: già alla fine del 1968 le
sonorità di tutta la scena rock si erano "indurite" rispetto alla prima metà
del decennio. Diversi brani di quest'anno, per molti versi cruciale, vengono
etichettati dai critici come "il primo vero pezzo heavy metal"; fra gli
esempi si possono citare Summertime Blues di Eddie Cochran riproposto come
cover dai Blue Cheer, la già menzionata Helter Skelter dei Beatles, o la
reinterpretazione, da parte dei Love Sculpture di Dave Edmunds, della “Danza
delle Spade” di Khachaturian; come album, si possono citare Truth di Jeff
Beck, e, solo l'anno dopo, il primo album dei Led Zeppelin. Da un punto di
vista terminologico, vale la pena notare che molti definiscono la musica di
band come i Led Zeppelin, gli Uriah Heep, gli UFO e i Black Sabbath "hard
rock", mentre altri le classificano già con il termine "heavy metal".
L'origine dell'espressione heavy metal è incerta. Un primo uso del termine
risale allo scrittore della controcultura William S. Burroughs. Nel suo
racconto del 1962 La macchina morbida (nell'originale Soft Machine, nome
adottato anche da una band di rock progressivo inglese), Burroughs
introdusse il personaggio di "Uranian Willy, the Heavy Metal Kid". Nel suo
successivo romanzo del 1964 Nova Express, che sviluppa maggiormente lo
stesso tema, heavy metal è la metafora delle sostanze stupefacenti. Un altro
aspetto di questi romanzi è l'uso di suoni registrati per liberarsi da una
vita programmata e dall'alienazione causati da un mondo sempre più
meccanico.
"With their diseases and orgasm drugs and their sexless parasite life forms
- Heavy Metal People of Uranus wrapped in cool blue mist of vaporized bank
notes - And the Insect People of Minraud with metal music"
Ma, vista la data di pubblicazione di questi lavori, è improbabile che
Burroughs avesse intenzione di correlare il termine alla musica rock;
d’altro canto, Sandy Pearlman, l'originale produttore, manager e compositore
dei Blue Öyster Cult, sostiene invece di essere stato il primo ad applicare
il termine "heavy metal" alla musica rock nel 1970. Il brano che
ufficializzò il termine “heavy metal” fu Painkiller dei Judas Priest, con i
versi"the drums sound like heavy metal objects are banging" ("i tamburi
suonano come pesanti oggetti metallici che sbattono"). Ma anche nella
canzone Born to Be Wild degli Steppenwolf (1968) compaiono le parole "heavy
metal thunder"
La parola heavy (con il significato di serio o profondo) era entrata nel
gergo beat qualche tempo prima, e il riferimento alla "heavy music" (una
versione più lenta ed amplificata della musica pop) era già comune. L'album
di debutto degli Iron Butterfly (1968) era intitolato Heavy.
È possibile che l'espressione heavy metal, agli inizi, fosse usata in senso
dispregiativo o irrisorio, ma fu accolta volentieri dai musicisti di questo
nuovo genere.
La storia dell'heavy metal durante gli anni '70 è tuttora molto dibattuta
tra gli storici della musica. Alcuni chiamerebbero quel periodo un'era della
"svendita", nella quale band come i Blue Öyster Cult raggiunsero un moderato
successo e l'hair metal di Los Angeles iniziò a raccogliere un pubblico
proveniente dal pop, soprattutto negli anni '80. Altri ignorano o
sottostimano l'importanza di queste band, concentrando l'attenzione invece
sull'arrivo di influenze classiche, presenti nel lavoro di Eddie Van Halen e
Randy Rhoads, o simili. Altri ancora sottolineano le influenze reciproche
che, verso la fine degli anni '70, si scambiarono l'heavy metal e il giovane
punk rock (per esempio i Sex Pistols), culminando nella famosa New Wave of
British Heavy Metal dei primi anni '80, guidata da band come i Judas Priest
o gli Iron Maiden. Dagli anni '80 in poi, l'heavy metal influenzo' sempre di
piu' lo sviluppo dell'hardcore punk e dell'alternative rock, e da esso fino
ad oggi si sono venuti a creare una serie di "nuovi" generi metal come il
death metal.
L'esplosione del virtuosismo alla chitarra elettrica (di cui Jimi Hendrix
era stato un pioniere già una generazione prima) fu portata all'apice da
Eddie Van Halen; molti considerano il suo assolo Eruption (sull'album Van
Halen del 1978) una pietra miliare del genere. Ritchie Blackmore (già
chitarrista dei Deep Purple), Randy Rhoads (chitarrista di Ozzy Osbourne) e
Yngwie Malmsteen rinforzarono questo legame fra l'heavy metal e la tecnica
chitarristica, cimentandosi persino con la chitarra classica durante i loro
concerti. Persino icone della chitarra classica come Liona Boyd furono
"associate" alle stelle dell'heavy metal in una sorta di "fratellanza della
chitarra" in cui chitarristi tradizionali e heavy spesso collaboravano e si
"scambiavano i trucchi".
L'interesse per il virtuosismo tecnico si percepisce già meno nella musica
di Ronnie James Dio (che per un certo periodo fu cantante nei leggendari
Black Sabbath), dei Judas Priest o degli Iron Maiden. Questi gruppi
potrebbero rappresentare il limite ultimo dell'heavy metal "puro", che
prosegue lungo la via tracciata dai "grandi padri" (Hendrix, Black Sabbath,
Led Zeppelin e Deep Purple).
…AL NUOVO TESTAMENTO…
Nella seconda metà degli anni '80 l'uso corretto dell'espressione heavy
metal diviene oggetto di discussione a causa del proliferare di generi
fortemente innovativi o "devianti" rispetto al filone tracciato dai gruppi
fondatori del genere. Nuove sottoclassificazioni, spesso contraddittorie,
vengono create dai fan, dalle compagnie discografiche e dalle riviste. Dopo
gli Iron Maiden, il metal giunse a forzare il limite della potenza e
violenza sonora in sotto-generi come “thrash”, “speed”, “black”, “death”, “doom”,
“gothic”, “symphonic”, “power/power - epic”, “heavy - epic” e così via. Fra
i sottogeneri più chiaramente delineati sono il veloce “thrash metal”,
definito da artisti americani come Metallica e Slayer; il "pop-metal" o "hair
metal" (Guns'n'Roses, Def Leppard); il più tardo “giunge” degli anni '90
(Nirvana) non viene sempre incluso nell'heavy metal propriamente detto, pur
essendone chiaramente ispirato; il “glitter rock”, un fenomeno di breve
durata della metà degli anni '70, può essere considerato come
un'esplorazione dei confini estremi del lato fantastico dell'heavy metal. T.
Rex, Twisted Sister e Alice Cooper sono esempi molto noti di questo
sottogenere.
Per altra via, e principalmente negli Stati Uniti, l'heavy metal tornava in
qualche modo alle origini attraverso la "vanità pop" dei gruppi di Los
Angeles, in primo luogo i Mötley Crüe; negli anni '80, una forma di heavy
metal/hard rock con forti influenze pop (talvolta detta "hair metal", a
causa dei capelli lunghi e spesso cotonati dei suoi esponenti) dominò
frequentemente le classifiche di vendita. Superstar come i Guns'n'Roses, i
Def Leppard, i Poison, i Mötley Crüe e i Ratt sono fra i gruppi più
rappresentativi. Sebbene la loro musica sia sopravvissuta al tempo come
rappresentativa di una particolare visione del metal, nonché di una certa
epoca e di certi luoghi, i puristi tendono a considerarla una forma minore e
a criticare questi gruppi dal punto di vista artistico e spesso anche
tecnico (cosa che rivela che per gran parte della fan base del metal il
virtuosismo rimane un elemento importante di questo genere di musica). In
questi anni, sopratutto negli Stati Uniti, nuovi gruppi metal (come i
canadesi Fozzy) ottengono le luci della ribalta.
Il genere “grunge” (suono sporco) apparve come punto finale dell'alternative
rock degli anni '90 (genere con influenze punk e rock); era un genere che
rifiutava qualsiasi rapporto con la musica mainstream ("commerciale"),
reagendo al contempo anche contro il metal di maniera delle band "hair". Il
grunge ebbe origine a Seattle con i lavori di Alice in Chains, Nirvana,
Pearl Jam e Soundgarden, che si potrebbero, almeno per parte dei loro
lavori, considerare heavy metal.
Fra gli artisti chiave degli anni '80 si devono inoltre citare i Megadeth e
gli Anthrax la cui musica combina elementi di thrash metal con assoli di
chitarra di ispirazione speed metal (in stile Judas Priest). I rumorosi,
diatribatici aspetti dell'heavy metal hanno portato in molte nazioni a
periodi di frizione fra i fan e la parte della società che appartiene alla
corrente di pensiero preponderante in questo tempo. A causa della visione
edonistica promossa in generale da questo genere e dei suoi occasionali
sentimenti antireligiosi o addirittura di aperti attacchi a una morale
cristiana e cattolica (spesso come ribellione al bigottismo) la cultura
dell'heavy metal è stata spesso calunniata e condannata pubblicamente
(spesso tacciata di traviare i giovani), e nei paesi islamici, ove vige una
"teocrazia", è stata fatta oggetto di bando, in tutte le sue forme: seguire
la moda dell'Heavy Metal può già essere motivo d'arresto. Generalmente la
musica e i testi dell'heavy metal esplorano tematiche di disagio, amore,
conflitto, disperazione, solitudine, guerra, aggressione (solo in certi
sottogeneri) e in rarissimi casi estrema violenza. In Europa e in America,
la base da cui provengono la maggior parte dei fan è la fascia dei giovani
maschi bianchi, molti dei quali sono attratti dai testi chiaramente
anti-sociali, seppure fantastici di molte canzoni heavy metal e dal loro
tempo, potenza e volume. Di qui lo stereotipo dell'adolescente
metallaro,brufoloso e lentigginoso, che vuol manifestare il suo bisogno di
ribellione ascoltando musica appositamente alta e morbosa. In tempi anche
abbastanza recenti questa immagine è stata sottolineata nell'immaginario
comune grazie a spettacoli televisivi o film come "Beavis and Butthead" e "Airheads".
L'heavy metal a causa dei suoi eccessi anche stilistici (basti ricordare il
look dei Kiss degli anni 80) è stato spesso parodiato o comunque irriso.
UN PO’DI TECNICA…
La formazione tipica di un gruppo heavy metal comprende: un batterista, un
bassista, un chitarrista ritmico, un chitarrista solista e un cantante.
Quest’ultimo ruolo può coincidere con uno degli strumentisti (per esempio,
ma non solo, il chitarrista ritmico). L'uso delle tastiere è piuttosto
limitato e spesso considerato con una certa perplessità dai puristi del
genere (per esempio, l'introduzione delle tastiere in 7th Son of a 7th Son
degli Iron Maiden fu apertamente criticato dai fan del gruppo).
La chitarra è spesso dominante, e certamente tende a essere lo strumento che
riceve maggiore attenzione. L'uso massiccio di preamplificatore,
amplificatore, effetti come distorsore e compressore produce un suono
estremamente aggressivo, incisivo, "spesso" e sostenuto, ma al contempo
piuttosto semplice. A proposito del volume come elemento essenziale
dell'iconografia heavy metal, Ted Nugent affermò: "If the music is too loud,
you are too old" ("Se la musica è troppo alta, sei troppo vecchio"). Alcuni
chitarristi di heavy metal, forse un po' scherzosamente, suggeriscono che la
semplicità e durezza del suono abbia più lo scopo di nascondere eventuali
lacune tecniche che quello di innovazione nell'uso dello strumento.
I cantanti heavy metal adottano diversi stili; da voci pulite su intervalli
tonali medi a potentissimi acuti (fortemente influenzati dalla scuola dei
Deep Purple), fino a profonde e ringhiose tonalità gutturali (“growl”). I
generi black e death sono soprattutto noti per voci gutturali e distorte (un
esempio tipico sono i Deicide). In questi casi può essere oggettivamente
difficile capire cosa il cantante stia "cantando". Questo stile vocale può
anche essere legato all'uso di testi troppo crudi per essere scanditi in
modo chiaro (si pensi per esempio a Cannibal Corpse), ma questo non è sempre
vero.
Assoli e riff intricati e veloci costituiscono un aspetto prominente della
musica heavy metal. I chitarristi tendono a usare tecniche come lo
sweep-picking e il tapping per ottenere fraseggi velocissimi.
L'heavy metal, comunque, non è necessariamente limitato al formato standard
basato su chitarre e batteria. Il trio di violoncelli finlandese
Apocalyptica ha creato una nuova interpretazione del concetto di heavy
metal, difficile da classificare ma vicina ai generi più "dark". Il loro
stile, che ha ricevuto sia consensi che critiche per la sua distanza dal
metal puro, utilizza effetti piuttosto comuni come distorsori, chorus e
flanger.
Il gruppo americano dei Grand Funk Railroad è uno dei primi esempi di gruppi
"proto-heavy metal" (insieme a The Who e altri) e ha stabilito nuovi
standard per quanto concerne il volume del suono durante i concerti. Benché
l'utilizzo di una amplificazione molto spinta sia talvolta visto come una
inutile stravaganza, l'approccio dei Grand Funk Railroad ha avuto una
notevole influenza sul metal e ancora oggi costituisce uno degli elementi
caratterizzanti di questo genere musicale. Fra gli esempi di band recenti
che si vantano della potenza in watt dei loro sistemi di amplificazione si
possono annoverare i Motörhead e i ManOwaR (il brano del 1984 dei Manowar,
All Men Play On Ten, si può tradurre in "i veri uomini suonano a 10"): è
d’obbligo citare il record di questi ultimi per aver raggiunto il picco di
129 db, più di un aereo a reazione, che li porta ad essere la band più
“rumorosa”.
LE TEMATICHE…
L'heavy metal, come forma d'arte, non è fatto di sola musica; gli aspetti
visivi sono spesso altrettanto importanti di quelli sonori. Se di un quadro
si fa esperienza con la vista, e di una sinfonia con l'udito, nel caso delle
band heavy metal l'immagine del gruppo e i temi ricorrenti nella loro musica
sono rappresentati in forma "multimediale", oltre che dalla musica stessa,
anche dalle copertine degli album, dalla scenografia e coreografia degli
spettacoli, dai costumi di scena, dallo stile e dai contenuti delle liriche.
Pertanto, all'heavy metal contribuiscono in effetti diversi tipi di artisti,
facendo di questo genere una forma d'arte più complessa, non limitata a un
unico canale di comunicazione.
Gli storici del rock hanno osservato che il metal eredita dalla musica pop
occidentale un elemento di fuga dalla realtà, spesso caratterizzata da
connotazioni fantastiche, fantasy ed esotiche, mentre il blues afro -
americano tende ad affrontare i temi della "dura realtà", come la perdita,
la depressione e la solitudine.
Più precisamente, nel metal sono piuttosto comuni i temi dell'oscurità, del
male, del potere e i toni apocalittici; un linguaggio fantastico che
permette di trattare metaforicamente le durezze della vita reale senza
ricercarne una rappresentazione realistica come avviene invece nel blues.
Inoltre, il metal si oppone tendenzialmente alla cultura hippie "peace and
love" degli anni '60, presentandosi come una forma di controcultura dove la
luce è sostituita dall'oscurità, l'ottimismo dal cinismo e dalla
disperazione, il misticismo da temi opposti che possono addirittura
sconfinare nel satanico. Questo approccio ha portato numerose critiche al
metal, più volte accusato di essere diseducativo, blasfemo, o addirittura
semplicemente "malvagio"; per la maggior parte dei fan, però, l'immaginario
del "male" non costituisce il messaggio dell'heavy metal, ma solo il mezzo
espressivo utilizzato. Da questo punto di vista è utile notare che in molti
casi l'aspetto diabolico/malvagio delle immagini utilizzate dai gruppi heavy
metal ha una connotazione esplicitamente autoironica; il mostro Eddie delle
copertine degli Iron Maiden, per esempio, è raffigurato con un linguaggio
visivo che lo avvicina più ai fumetti o ai film horror con componenti
ironiche come Nightmare che al simbolismo reale proprio, per esempio, dei
riti satanici.
I temi dell'heavy metal sono tipicamente più angoscianti di quelli della
musica pop degli anni '50, '60 o '70. Escludendo il filone
demoniaco/diabolico, fra i temi più frequenti si trovano la guerra, la
catastrofe nucleare, la distruzione dell'ambiente, la propaganda politica e
religiosa. War Pigs dei Black Sabbath o Killer of Giants di Ozzy Osbourne
sono esempi di brani di protesta rispetto alla cultura della guerra e
dell'imperialismo. Questo genere di critica ad aspetti della cultura
dominante dei nostri tempi rimane tuttavia, di norma, a un livello piuttosto
semplicistico, poiché il vocabolario fantastico ed epico della poetica heavy
metal, capace soprattutto di rappresentare nette dicotomie fra luce e
oscurità, bene e male, speranza e disperazione, non offrono molti spunti per
analizzare le sfumature.
L'"hair metal" costituisce un caso particolare, in quanto il tema dell'amore
(che ovviamente appare in modo occasionale in quasi tutto il metal) risulta
predominante. Si può sostenere che l'"hair metal" costituisca il punto di
arrivo del movimento del glitter rock o del glam rock degli anni '70; le
analogie sono molte, e includono la cura dell'aspetto fisico, i costumi di
scena, e altri elementi del genere. Il glitter rock, tuttavia, utilizzava
principalmente temi e immagini legati all'ambiguità sessuale, mentre l'hair
metal è nettamente "macho" ed eterosessuale. In definitiva, l'heavy metal
"puro" si posiziona sempre ai confini della cultura pop, mai al centro, e lo
spostamento verso il centro dell'hair metal, secondo i critici, si deve
considerare come una mossa eseguita con fini commerciali ma con conseguenze
negative sull'integrità artistica dei gruppi che hanno perseguito questa
strada e di conseguenza sulla credibilità del loro messaggio complessivo.
LE INFLUENZE…
Poiché l'heavy metal utilizza temi apocalittici e immagini di potere e
oscurità, risulta fondamentale utilizzare temi musicali appropriati a
comunicare questo tipo di concetti. Un esempio eccellente è l'album
Powerslave degli Iron Maiden. La copertina rappresenta una particolare
piramide egizia, e molti dei brani trattano temi legati alla vita e alla
morte utilizzando anche metafore esotiche e mistiche (cadrò nell'abisso,
nell'occhio di Orus). La musica accompagna questo genere di immagini e
liriche con armonie e melodie che tutto sommato devono pochissimo ai canoni
del blues e del rock (da cui invece vengono tratte le sonorità) e che non
possono che connotarsi come una opera di contaminazione ad ampio spettro che
certamente abbraccia sia il barocco che elementi stereotipali, per esempio,
della musica araba e orientale.
La musica barocca viene spesso reinterpretata in chiave gotica; nel brano
Mr. Crowley di Ozzy Osbourne e Randy Rhoads del 1981, per esempio, organo a
canne e melodie barocche alla chitarra fanno da sfondo alla storia del
leggendario occultista Aleister Crowley. Come molti chitarristi metal degli
anni '80, Rhoads si dedicò con impegno allo studio della teoria musicale;
atteggiamento che, per la sua diffusione, contribuì a rafforzare l'industria
delle riviste di didattica per la chitarra. Nella maggior parte dei casi,
tuttavia, i musicisti metal prendevano in prestito la tecnica e la retorica
della musica classica senza cercare di essere musicisti classici (persino
nella musica di Yngwie Malmsteen gli elementi "classicheggianti" come la
scala armonica minore hanno lo scopo di "ricordare" la musica classica ma
non sono mai usate in modo "propriamente" classico).
Fra gli autori di musica classica che hanno influenzato l'heavy metal è più
facile citare Bach e Paganini piuttosto che Mozart o Liszt. Riferimenti alla
musica classica appaiono già evidenti nell'hard rock degli anni '70 (per
esempio nei fraseggi e nelle scale di Ritchie Blackmore, chitarrista dei
Deep Purple e dei Rainbow), ma da Eruption di Van Halen in poi, gli artisti
metal hanno preso a modello soprattutto gli autori del primo ottocento, in
cui è più facile identificare momenti significativi dal punto di vista del
virtuosismo tecnico e della velocità di esecuzione.
LAST BUT NOT LEAST…
Molti gesti e usi dell'heavy metal si sono fatti strada nell'uso comune
(spesso con significato distorto o ironico); per esempio, il segno delle
corna che si fa con le mani, inizialmente reso famoso dal gruppo “Dio” è
diventato un segno comune fra “metallari” e nei concerti, ormai privato del
suo significato intrinseco, e nella vita comune viene talvolta usato come
scongiuro. Durante i tardi anni 70 e i primi anni 80, i rapporti con temi
dell'occulto e del demonismo portati avanti da artisti come Ozzy Osbourne e
Iron Maiden hanno portato all'accusa di influenze sataniche da parte di
molte chiese cristiane, tanto in Europa quanto negli U.S.A. .
Molti giornali e opinionisti trattarono questo tema, e molti come spesso
accade senza essere minimamente ferrati sull'argomento: un'opinione comune
all'epoca fu che quegli album di heavy metal contenessero messaggi
subliminali che spingevano chi li ascoltava ad adorare Satana o a
suicidarsi.
BROTHERS OF METAL…
Sebbene molti dei fan dell'heavy metal non sarebbero d'accordo col termine
"ballo", ci sono alcuni movimenti del corpo che sono più o meno
universalmente conosciuti nel mondo del metal e sono Air guitar ,
Headbanging , Moshing, Crowd surfing (o surf sulla folla), Stage diving,
senza contare il “Pogo” importato dalla cultura Punk.
Gli amanti del metal e dei suoi sotto-generi sono comunemente definiti
Metalhead, Hessian, Metallari, Metallians, Mosher; Thrasher (riferito
principalmente a chi ascolta il thrash metal); Defender (riferito
principalmente a chi ascolta il power - epic e l’heavy - epic); Blackster
(riferito a chi preferisce il black metal); Goth (per il gothic metal).
E ricordate: non sono il Chiodo o la Borchia che fanno il Metallaro… |