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Periodico dell'Associazione Culturale


REPORTAGE - DEMENZIALMENTE  
L’Aquila non-stop: giorni e notti di ordinaria follia
di un ragazzo in una città di provincia
 
 
di Giacobbaus
15 luglio 2005
Di solito il venerdì vado a nuoto o in palestra, questo venerdì nuoto. Dopo le mie solite 80 vasche torno a casa e cerco sempre qualcuno che venga con me per farmi compagnia, ma soprattutto per iniziare a bere in due. All’appello ha risposto “Ciccio”, il nome non si può dire. Siamo andati a casa, e mentre cenavo abbiamo aperto una bottiglia di Chardonnay bianco. Io avevo la tazza del latte come bicchiere, 0.4 l, e lui un normale bicchiere 0.15. Con due bevute ci siamo finiti la bottiglia, io tre quarti e lui un quarto, e vabbè. Quindi ho cacciato fuori gli amari, 2 Grand Marnier a testa. Non contenti siamo andati al Picchio, un piccolo pub che ha dei prezzi bassi per noi dell’Aquila, figuriamoci per voi a Roma: 0,3 rossa doppio malto a un euro e mezzo, 0,2 di rhum e coca a 2,5 euro. Eh eh eh eh. E lì una bottiglia di birra e due rum e coca.

Quindi, e qua arriva il bello, la ragazza di Ciccio lo chiama e si danno appuntamento in Piazza Duomo. Faccio un attimo chiarezza con gli orari. A casa erano le 23.30 al Picchio le 24. Andando in Piazza passiamo per via Roma ci fermiamo ad un altro bar e prendiamo 2 Poretti (si ho scritto bene, è la versione tarocca della Moretti, 2 bottiglie 4 “euri”). Ci avviciniamo alla piazza, ma prima ci scoliamo le birre per non fare brutta figura con lei. Ma arrivati lì ci accorgiamo che anche lei era un po’ brillotta, tanto che ci propone, e sottolineo il CI, di andare all’Irish Piccolo, un altro dei circa 30 pub del minuscolo centro storico dell’Aquila.

Piccola parentesi: lei è una bionda, 1.75, magra, greca, seconda di reggiseno, ma soprattutto porca. Voi mi direte come facevo a saperlo, beh non lo sapevo ma l’ho scoperto dopo. All’Irish ci beviamo 3 rosse doppio malto a testa, anche lei. A questo punto Ciccio non capisce più niente e ogni cinque minuti si va a fumare una sigaretta fuori. Lei invece comincia a parlare con me visto che io non fumo (e faccio bene!), e si incomincia ad avvicinare piano piano. Io lì per lì cerco di sviare la cosa. Torna Ciccio da fuori e più o meno verso le tre usciamo, ma lei vuole continuare ad andare in giro. A quel punto caccio fuori tutto il mio charme da Hobbit, e visto che conosco i camerieri e il proprietario faccio aprire la porta alla Quintana, un altro pub di via Sassa. Entriamo io e lei perché Ciccio non ce la fa e resta fuori.

Lei deve andare in bagno e mi chiede di accompagnarla. Io le indico la strada ma lei insiste, e vabbè, la accompagno. Stiamo per entrare al bagno in due, e chi ti incontro? Una mia amica che è anche stata una mia amante, ma che in quel momento era un’amica. Porc! Mi salvo in extremis non vi dico come. Appena lei esce dal bagno andiamo al bancone e le dico di scegliere cosa vuole. Nn l’avessi mai fatto: ordina due tequile, ma neanche col sale o il limone, secche… e vabbè, ci facciamo sta tequila a scul, (cioè alla goccia, tutto di un sorso n.d.r.), e me la ritrovo con una sua gamba dentro le mie e con le sue labbra e il suo profumo e la sua faccia, devo dire bella bella, ad un millimetro dalla mia. Mi dice che vuole andare a ballare. Mi stava a fà venì una voglia…ma le dico che è tutto chiuso e che il ragazzo era lì a pochi metri da noi. Lei risponde che di lui non gliene frega niente ma che vuole andare in giro con me. Anzi peggio, se ne esce con una frase storica: “andiamo a casa tua”. A quel punto mi stavo veramente convincendo di sonarmela, dopotutto al “cor” non si comanda. E c’erano anche quei cavolo di amici camerieri che mi dicevano “DAI DAI!!!”. Per fortuna rientra Ciccio e si prende un ACE, alle 3.30 di notte, pensate come stava. Noi per non essere da meno ci prendiamo un’altra tequila, però con sale e limone stavolta. Ciccio riesce fuori e noi facciamo una cosetta un po’ zozza, sebbene io non volessi: lei prende il sale dalla mia mano con la bocca e io lo stesso, solo che mentre io ci sto due secondi, che è pure tanto se ci pensate, lei ci sta tipo 10 secondi. A quel punto qualcosa bussava sotto il mio mento, e diciamo che mi ha poggiato il suo seno destro sulla mano. Sì ha solo la seconda ma a me piace proprio così. Quindi usciamo fuori, cioè ci cacciano fuori per meglio dire.

Ciccio prende la macchina e mi riporta a casa, nel tragitto però lei insisteva nel voler andare a ballare. Esco dalla macchina, esce pure lei e mi da due baci, devo essere sincero senza lingua, forse perché il suo ragazzo era li, porca Eva. A quel punto rientro a casa, erano le 4.

Per mia grande sfortuna però su Sky c’era la partita Detroit – Miami dell’NBA, in diretta.
E io sono tifosissimo di Detroit, oltre che del Milan, dell’Aquila Calcio, di Valentino Rossi, ma soprattutto del mitico Fernando Alonso. Insomma quella lunga sera di venerdì finì per me la mattina di sabato alle 5.30. E buonanotte a tutti.

 
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