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Telefilm, la lezione americana.
Da quando Mediaset si chiamava Fininvest e Telemilano 58 era la prima Canale
5, i telefilm americani sono stati l’innovazione apportata nella tv
italiana. Soap opera, sit-com e drama hanno in principio distinto le reti
commerciali da quelle statali (Come non ricordare Dallas, Visitors, Happy
days e Twin picks). E sembra che oggi la storia abbia qualcosa da
insegnarci. Italia 1 è diventata il terzo canale nazionale, dopo le due
ammiraglie Raiuno e Canale 5 (ma a volte prima di quest’ultima) grazie ad
azzeccatissimi telefilm d’oltreoceano.
Fenomeno cult indiscusso, Dr House, serie medica giunta alla sua seconda
stagione in Italia (la terza negli Usa),è riuscita a catturare un pubblico
eterogeneo, attirando l’attenzione dei media sull’intero fenomeno delle
serie tv. E’ riuscita a mantenere del tutto invariata la sua percenutale di
ascolto (che ha toccato punte del 18%, obiettivo di rete 11/12%) anche
durante il Festival di Sanremo, dando poi manforte all’intera rete, che con
Grey’s Anatomy, Nip/Tuck, Csi, Ugly Betty, Prison break e moltissimi altri è
il faro che illumina menti e cuori dei telespettatori italiani, soprattutto
under 40, la letteratura dell’era moderna, come la definisce Aldo Grasso.
Stessa ricetta per Sky e Raidue, ma con risultati opposti. Mentre la prima,
che ha acceso nuovi canali dedicati esclusivamente a serie americane, molte
in esclusiva, e che seguono di pari passo la trasmissione statunitense, ha
ottenuto e ottiene ottimi livelli di ascolto relativi, la seconda viene
penalizzata ad ogni loro messa in onda. Come mai vi chiederete? Permettetemi
la digressione. Per Raiuno ci sono gli anziani e soprattutto donne, per
Raitre uomini adulti. Lo spettatore di Raidue è a metà tra la massaia di
Voghera e lo studente teen. La seconda rete pubblica si compone di talk show
pomeridiani e Piazze grandi per le casalinghe e serie cult (come Lost,
Streghe, Criminal minds, 4400, ER e tra poco Jericho) per i giovani,
soprattutto uomini, creando una confusione sulla vera identità della rete e
raggiungendo così ascolti a volte irrisori per gli obiettivi di rete, ma a
volte irrisori anche se paragonata a Rete4.
Sul fronte sit com sono da apprezzare i tentativi di innovare delle due reti
giovani e del satellite. Da quest’ultimo nasce Boris, la prima serie
prodotta da Sky che fa un po’ il verso alle soap nostrane; da Italia 1
arrivano Ale e Franz con prove di attoraggio in tempo reale di Buona la
prima; e da Raidue Piloti e la serie che parla dei fatti avvenuti il giorno
precedente su un treno pendolari, Andata e ritorno.
Dalle soap opera arrivano successi e delusioni. Successi da Canale 5, che
sembra rubare lavoro alla sorella Rete4 e lancia una maratona di soap dalla
mattina al tardo pomeriggio con Vivere, Beautiful, Centovetrine, Tempesta
d’amore e Cuori tra le nuvole. Una mossa che ha visto il direttore Massimo
Donelli vittorioso in termini di audience, ma che la dice lunga sulle
strategie della prima rete commerciale italiana, che rischia di perdere la
bussola e farla perdere ai suoi telespettatori uomini e più giovani.
All’inseguimento c’è invece Raiuno, che ha visto la chiusura anticipata
della soap opera italiana Sottocasa e che stenta con la sostituta
Incantesimo, serie di successo di prima serata, trasformata in soap da 20
minuti a puntata.
Il borsino dei conduttori.
Mi sento di poter finalmente, anche se non totalmente, riabilitare Maurizio
Costanzo croce (per molti) e delizia (per pochi) spettatori, critici,
addetti e chi più ne ha più ne metta. Vuoi perché non lo vediamo più tutte
le mattine e tutti i pomeriggi e tutte le domeniche; vuoi perché ha avuto un
traino come il Grande fratello, ma l’evergreen Maurizio Costanzo show,
tornato il giovedì notte nei palinsesti di Canale 5, ha avuto un ottimo
ascolto, tanto da meritare il raddoppio il sabato in seconda serata.
Sorte beffarda anche per Simona Ventura, che reduce dei successi di Quelli
che il calcio e l’Isola dei famosi è pronta a lasciare la conduzione per
mettersi dietro le quinte. Non prima di aver condotto un varietà sulla rete
ammiraglia Rai, quale Colpo di genio, che ha rappresentato un vero colpo
alle sue velleità artistiche, facendole ricordare che il suo pubblico
giovane e trasgressivo non è intercambiabile con quello anziano è un po’
assonnato di Raiuno.
Altro riscatto per Enrico Papi. Messo in maniera forzosa da parte il suo
Sarabanda (Antonio Ricci voleva meno concorrenza per la sua Striscia) ha
saputo aspettare e portare al successo la leggerezza della Pupa e il
secchione. Unico neo facilmente e doverosamente asportabile è Federica
Panicucci, coconduttrice del programma, che dopo il flop della puntata zero
di Comedy central della scorsa estate, non sembra ispirare simpatie neanche
nel giocoso reality.
Su anche le quotazioni di Gerry Scotti, salvatore del preserale dell’intera
settimana di Canale 5 e trionfatore del sabato sera con la Corrida, e con
ottimi risultati anche su R101 (radio della Mondatori), che, grazie allo
Scotti direttore, vede salire giorno dopo giorno i suoi aficionados.
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