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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - QUARTO POTERE  
Il delirio, dalla folla al conduttore
 
 
di Silvio Nobili
s.nobili@liberamenteonline.org
24 ottobre 2006
 
La tv è il mezzo di comunicazione più seguito al mondo. Quella italiana cattura il 90 % delle famiglie ed altrettante risorse pubblicitarie. Il piccolo schermo si impone più del grande, i loro protagonisti rimbalzano da un canale all’altro, da una rivista ad un sito web, aumentando la propria popolarità.
E succede che chi fa tv si fa prendere un po’ la mano, comincia a guardare tutti dall’alto verso il basso, a gonfiarsi a dismisura. Il rischio per questi personaggi è ammosciarsi come un palloncino preso da Mcdonald o esplodere come bomboletta spray lasciata sul termosifone.
In questi giorni assistiamo a raptus di onnipotenza, programmi navigati colati a picco, interviste naif con finali che verosimilmente finirebbero “a mazzate”.

Fattore S…
…come sgonfio o come sfiga. Perchè questa è la sorte attuale di Paolo Bonolis e dei suoi programmi. Passato dalla Rai a Mediaset per eliminare il problema “affari tuoi”, ha inanellato una serie di sfortunate avventure. Prima di tutto “fattore C”, copia di affari tuoi, ma solo per modalità di gioco e (per sua sfortuna) non per risultati ottenuti, non si può dire che sia un programma di successo, né nella originaria collocazione in prima serata, né tantomeno nell’attuale collocazione preserale. 10 punti percentuali di share di distacco dall’eredità di Conti e un inutile bagarre legale, per un programma che non varrebbe la pena difendere (ma qual è la funzione di Laurenti in tutto questo?). Altro problema, “il senso della vita”, che si ritaglia una fetta di pubblico di seconda serata, non sufficiente a fargli meritare i due giorni a settimana preventivati all’interno del palinsesto di Canale 5. Dato che si scopre che l’uomo che rendeva oro tutto ciò che toccava ha perso il tocco (sarà per questo che ha deciso di tagliarsi i capelli, questioni di scaramanzia?), si decide di offrirgli per la prossima stagione un programma d’oro, “ La pupa e il secchione” da fargli semplicemente toccare.

DisavVentura
Altro caso sotto la lente è Simona Ventura. Un’isola che viaggia sopra il 25% di share, ottimo risultato per Raidue, meno se paragonato agli scorsi anni, un “quelli che il calcio e…” sempre meno calcio e sempre più “e…” che si difende dai programmi ammiraglia; un’avventura che la vedrà pronta ad attraversare gli Stati Uniti con Mara Venier, in stile Simple life (per intendersi Paris Hilton e Nicole Richie pronte a fare i lavori più improbabili). La Ventura, però, pecca di villaneria e arroganza, bullismo e onnipotenza. Messa alle strette da Domiziana Giordano appena uscita dall’Isola, con relativa madre al seguito, non esita a zittire tutti in difesa di un indifendibile violento Massimo Ceccherini, quando al contrario sottolinea la “gravità” dei commenti di Domiziana Giordano, rea di aver dato l’epiteto di “cameriera da quattro soldi” ad una sgallettata reduce hondurena e si alza pronta a “menare mazzate” alla aristocratica madre della Giordano, che di mazzate alla Ventura ne dà ma solo a livello culturale, una Ventura che ormai è reduce, come i suoi concorrenti, ma soltanto delle sue azioni ingiustificabili.

E poi l’onnifloppente, passatemi il termine sintetico ma efficace, Maurizio Costanzo, che declinando la formula del talk show e mutuando i titoli dei suoi vecchi programmi, continua solo a declinare in forme e luoghi diversi gli insuccessi di Canale 5. “Conversando”, perde contro il concorrente domenicale Pippo Baudo; “Buon pomeriggio” contro il “cucuzzaro” di Raiuno. “Altrove”, che sarà in onda su Italia 1 in seconda serata…beh, diamogli tempo. Ma cosa passa per la testa di Pier Silvio Berlusconi? Le spiegazioni possono essere solo due: il figliol prodigo o soffre di un timore reverenziale nei confronti del baffo nazional(sempre meno)-popolare, permettendogli di effettuare ancora le sue scorribande attraverso i palinsesti del biscione, per paura di commettere l’ennesimo errore strategico (e negli ultimi anni ne ha commessi parecchi) ed epurarlo; o pensa davvero che l’unico modo per cancellare la bulimica macchina da guerra MCS sia fargli vomitare tutto quello che ha (o che non ha) da dire per poi poterlo metterlo a dieta, magari con l’aiuto della mensa Rai.

Spieghiamo il perché.
A) un programma come Buona domenica di 6 ore è scritto da 3/4 autori ( ebbene si, è un programma che segue una scaletta scritta da degli autori di professione). Un programma di 20 minuti come il famoso "David Letterman Show" è realizzato da 12/14 autori.
B) il telespettatore medio americano è tendenzialmente giovane ed il target preferito dai pubblicitari è la fascia 16-44 anni, che normalmente non amano stare 6 ore a guardare lo stesso programma, anche perché l'attenzione cala irrimediabilmente (e con essa l'attenzione per gli spot). In Italia il telespettatore medio è anziano e, normalmente, dorme davanti alla tv, svegliandosi solo grazie all'aiuto degli spot che incrementano il volume (in barba ai codici di regolamentazione) e lo svegliano, facendogli rischiare un infarto, ma ricordandogli, allo stesso tempo che è ancora vivo.
C) Se un'azienda paga per avere il proprio spot alle 22.30 del giorno X, non ha alcuna intenzione di vedere il proprio spot alle 23.00, perché magari, vediamo, c'è un pubblico diverso che guarda il programma? ci sono meno telespettatori? motivi tutti parimenti importanti.

Giovane si, fesso no
I giovani si allontanano dalla tv e utilizzano sempre di più internet e satellite. Questi i dati "allarmanti" che spesso vediamo su giornali e nei tg. Di allarmante c'è solo la mancanza di autocritica della tv italiana.
La tv generalista in chiaro non sa intercettare i gusti dei giovani? Forse. I ragazzi sono presi da raptus di pirateria o vogliono dare fondo alle tasche dei genitori per pagare tessere per tv digitale o satellitare? Probabile. Cosa pensate anche del fatto che uno dei prodotti più seguiti dai giovani, ovvero le serie televisive americane, subiscono vere e proprie violenze, in balia del palinsesto ballerino legato a questo o quel programma nostrano, trattate come si trattavano icartoni animati sulle reti locali negli anni ‘70? (io scelgo questa motivazione). E gli esempi si sprecano. Anche se limitiamo i dati agli ultimi giorni, abbiamo assistito alla sostituzione delle ultime puntate di Invasion con la finta ultima puntata di Unan1mous della de Filippi (carnefice del palinsesto Mediaset); la messa in onda alla rinfusa delle repliche di Beverly Hills la mattina su Italia1; Raidue che manda in onda Resurrection Boulevard all'1 di notte, 0.05, 0.30, 2.30, 1.30 e potete continuare a fare tutte le combinazioni di orario da mezzanotte alle 4 del mattino. Il rimedio? Scaricare intere serie da internet, comprare i dvd o seguire l'attenta programmazione di Fox.
Spegnare la tv e aprire un libro è l'eterno augurio dei rappresentanti della kultura italiana ed internazionale. Propongo di aprire un libro, ascoltare la musica, guardarsi un dvd, fare un po' di sport e fregarsene della vecchia tv, che, tutto sommato, se ne frega di noi.
 

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