La tv ormai ha perso ogni misura. E non parlo delle minigonne di veline e
schedine; della volgarità di immagini e parole; non parlo nemmeno dei quiz e
dei loro premi che per importi rasentano la manovra Prodi. Parlo
dell'assoluta noncuranza nei confronti del telespettatore nella gestione del
palinsesto. Telespettatore chi? Telespettatore: colui che alimenta la tv,
compra i prodotti pubblicizzati al suo interno e che corrisponde, dunque, al
cliente, che, dalle mie parti, ha sempre ragione. Ma così non sembra, e la
tv si crede onnipotente.
Dito puntato sulla puntualità o dito medio alzato, l'eterno dubbio
In primo luogo gli orari di messa in onda. Quando ero giovane io (parlo come
mio nonno, ma non potevo fare incipit migliore di questo) i programmi della
sera cominciavano intorno alle 20/20.30 dopo il tg. Poi arrivò il contro tg
"striscia la notizia", ma ai tempi era ancora relegato su italia 1 e faceva
da esatto controaltare al tg ufficiale delle reti ammiraglia. Poi fu
spostato su canale 5 dopo il tg5 e la programmazione di prima serata era
alle 20.45, Striscia contro Zingara, quiz, varietà etc. Poi cominciò
l'inseguimento Canale 5-Rai 1 a chi ce l'aveva più lungo (il programma) e a
chi avrebbe mantenuto per più tempo il telespettatore agganciato al proprio
"traino" verso la programmazione serale. Oggi, la prima serata comincia alle
21.30 circa e Dio solo sa quando finisce. La seconda serata diventa terza e
il telespettatore deve doparsi solo per poter guardare una puntata di Matrix
o solo per assistere ad una puntata della sua serie preferita. Perché, il
meccanismo che fa "tirar tardi" una rete, comporta che anche le altre reti
televisive "attendono" i telespettatori delle concorrenti, facendo
cominciare i loro programmi più tardi, in modo da non essere penalizzati.
United states of television
In America, sarà la pragmaticità, sarà che sono sempre stati avanti luce
rispetto al Bel Paese, ma i programmi cominciano puntuali quando la lancetta
dei minuti è verticale, ovvero all'ora precisa o alla mezza (per capirci, 6,
6.30, 7, 7.30 e così via7. Serie e varietà, compresi di pubblicità, durano
esattamente un'ora o mezz'ora e non superano MAI le due ore di
programmazione (tranne rari eventi, come gli Oscar). L'idea di un programma
"contenitore", tanto cara al direttore di rete della tv italiana, non
esiste. Qualcuno per favore spieghi ai responsabili dei palinsesti nostrani
che c'è differenza tra i varietà e telethon. L'idea che un varietà cominci
alle 21 e finisca intorno all'una di notte non è contemplata negli altri
paesi civilizzati; il fatto che un programma parta dopo il tg dell'ora di
pranzo e si trascini fino al tg dell'ora di cena non è pervenuta. A
qualunque direttore di rete piacerebbe poter trasmettere un programma
simile, perché i costi sarebbero più contenuti (una sola scenografia, un
solo cast, poche idee). Negli States assolutamente improponibile.
Spieghiamo il perché.
A) un programma come Buona domenica di 6 ore è scritto da 3/4 autori (
ebbene si, è un programma che segue una scaletta scritta da degli autori di
professione). Un programma di 20 minuti come il famoso "David Letterman
Show" è realizzato da 12/14 autori.
B) il telespettatore medio americano è tendenzialmente giovane ed il target
preferito dai pubblicitari è la fascia 16-44 anni, che normalmente non amano
stare 6 ore a guardare lo stesso programma, anche perché l'attenzione cala
irrimediabilmente (e con essa l'attenzione per gli spot). In Italia il
telespettatore medio è anziano e, normalmente, dorme davanti alla tv,
svegliandosi solo grazie all'aiuto degli spot che incrementano il volume (in
barba ai codici di regolamentazione) e lo svegliano, facendogli rischiare un
infarto, ma ricordandogli, allo stesso tempo che è ancora vivo.
C) Se un'azienda paga per avere il proprio spot alle 22.30 del giorno X, non
ha alcuna intenzione di vedere il proprio spot alle 23.00, perché magari,
vediamo, c'è un pubblico diverso che guarda il programma? ci sono meno
telespettatori? motivi tutti parimenti importanti.
Giovane si, fesso no
I giovani si allontanano dalla tv e utilizzano sempre di più internet e
satellite. Questi i dati "allarmanti" che spesso vediamo su giornali e nei
tg. Di allarmante c'è solo la mancanza di autocritica della tv italiana.
La tv generalista in chiaro non sa intercettare i gusti dei giovani? Forse.
I ragazzi sono presi da raptus di pirateria o vogliono dare fondo alle
tasche dei genitori per pagare tessere per tv digitale o satellitare?
Probabile. Cosa pensate anche del fatto che uno dei prodotti più seguiti dai
giovani, ovvero le serie televisive americane, subiscono vere e proprie
violenze, in balia del palinsesto ballerino legato a questo o quel programma
nostrano, trattate come si trattavano icartoni animati sulle reti locali
negli anni ‘70? (io scelgo questa motivazione). E gli esempi si sprecano.
Anche se limitiamo i dati agli ultimi giorni, abbiamo assistito alla
sostituzione delle ultime puntate di Invasion con la finta ultima puntata di
Unan1mous della de Filippi (carnefice del palinsesto Mediaset); la messa in
onda alla rinfusa delle repliche di Beverly Hills la mattina su Italia1;
Raidue che manda in onda Resurrection Boulevard all'1 di notte, 0.05, 0.30,
2.30, 1.30 e potete continuare a fare tutte le combinazioni di orario da
mezzanotte alle 4 del mattino. Il rimedio? Scaricare intere serie da
internet, comprare i dvd o seguire l'attenta programmazione di Fox.
Spegnare la tv e aprire un libro è l'eterno augurio dei rappresentanti della
kultura italiana ed internazionale. Propongo di aprire un libro, ascoltare
la musica, guardarsi un dvd, fare un po' di sport e fregarsene della vecchia
tv, che, tutto sommato, se ne frega di noi.
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