In
estate, si sa, arriva il sole, ci si abbronza, aumentano le gite fuori porta
e puntuale, come nient'altro in Italia, chiude il c.d. periodo di garanzia
(quel periodo preso in considerazione dai pubblicitari per calcolare l'auditel
delle reti) e chiudono nella pratica i palinsesti del duopolio tv
Rai-Mediaset. Il telespettatore americano ha la possibilità di vedere nuove
produzioni e pilot di telefilm che, a seconda del riscontro di pubblico,
verranno poi realizzati o meno in autunno; il telespettatore italiano, che è
sul punto di buttare il telecomando dalla finestra, ma che ricorda che
grazie al guscio in gomma ritornerebbe dritto dritto sul sofà di casa,
attende che cominci una qualche salvifica serie televisiva americana, che il
direttore di rete di turno, non intuendone minimamente il valore, pensa
furbescamente di sbolognarsi per tutta l'estate, come se fosse l'ennesima
replica di Totò, Peppino e la mala femmina.
Un passo indietro al grido di non tutto il male viene per nuocere.
A questo proposito partiamo dal tentativo nobile, quanto sospettabile di
strumentalizzazione, di far convergere l'attenzione sul fenomeno delle
adozioni di Raffaella Carramba-che-sorpresa Carrà, Amore (da pronunciarsi
con la "o" il più possibile aperta).
A dire il vero, più che chiuso, il programma è stato sospeso (e con esso il
tentativo di far convergere l'attenzione sul fenomeno delle adozioni) a
causa di puntuali, continui e implacabili sfide perse con la concorrenza di
Canale 5, che si trattasse di Corrida o di Fattoria. E sempre per la serie
non tutto il male viene per nuocere, passiamo alle domeniche pomeriggio.
Finito il campionato, chiude i battenti Quelli che…il calcio, successo
confermato anche senza diritti tv. Non si spiega, invece, come Costanzo,
Giletti, Baudo e Venier non abbiano prolungato di qualche puntata i loro
rispettivi contenitori (azzardo: non sapevano più che inventarsi? Se la
risposta fosse affermativa, non dovevano neanche partire a settembre).
Finisce anche la scorpacciatona di reality vip (Musicfarm), non vip (Grande
fratello) e vip-e-non-vip (La fattoria), ma, state tranquilli che vedremo i
nostri protagonisti in giro per discoteche e stabilimenti balneari per tutta
l'estate. Da apprezzare, d'altro canto, l'appendice para-primaverile dei
nuovi programmi di Italia Uunoooo!, Comedy Club e Colorado Cafè. Il primo,
che richiama vagamente il Comedy Lab di Mtv ma solo nel titolo, è un tuffo
nella comicità drive-in-iana anni '80 mescolata a quei famosi reality show
di teaching (Ballando con le Stelle, Amici, Sederate…volevo dire Notti sul
ghiaccio) tanto in voga in questo periodo. Il secondo è il tentativo di
prendere il posto lasciato da Zelig (e magari bissarne il successo),
fidelizzando un nuovo pubblico da prima serata.
Passando alla fiction, assistiamo alla fine di Questa è la mia terra di
Canale 5, né buona né cattiva; alla sospensione del non ben precisato 48
ore, sempre di Canale 5, a metà tra 24, RIS, Distretto di polizia, CSI, La
squadra, diciamo a metà e basta, soprattutto di share.
L'evento di certo più atteso sono state le ultime puntate di Lost di Raidue,
che i poveretti di serie B (come li definirebbe la sinistra italiana) hanno
potuto vedere solo lunedì 22 maggio, alla faccia di chi se li è già visti su
Sky o se li è già scaricati dalla rete.
A cosa serve un tivufonino con un palinsesto del genere?
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