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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - QUARTO POTERE  
Figli di...
 
 
di Silvio Nobili
s.nobili@liberamenteonline.org
19 maggio 2006
 
Si dice che siamo la prima generazione dal dopoguerra che vivrà peggio dei proprio genitori. E se questo è vero, lo è ancora di più per i poveri discendenti della aristocrazia italiana, dei politici, degli imprenditori, dei personaggi del mondo dello spettacolo, che devono sopportare la pesante eredità lasciata dal parente importante dal nome altisonante e costretti a percorrere strade alternative, per non rischiare il continuo, drammatico, frustrante paragone fatto dal pubblico e dalla critica a cui si sarebbe continuamente sottoposti .
Prendiamo ad esempio il re del giornalismo, della conduzione ed autorialità televisiva, del dialogo tra mezzi di comunicazione, il multimediale Maurizio Costanzo. Non fate girare i vostri bulbi oculari al cielo, non sbuffate per l'ennesimo reiterato banale attacco che pensate stia arrivando a 100 km/h verso la incolpevole signora del salotto di Canale 5, Maria de Filippi, che si è gua-da-gna-ta tutto quello che ha, senza fa-vo-ri-ti-smi di sor-ta.
Parliamo invece del figlio del noto uomo di televisione: Saverio Costanzo.
Saverio si laurea in sociologia delle comunicazioni alla Sapienza – dove attualmente papà è docente di "Teorie e tecniche del linguaggio televisivo" – e comincia a lavorare come conduttore radiofonico. Nel 1997 realizza due spot contro la droga per Fabrica, del gruppo Benetton – Fabrica collabora in quel periodo con il programma Amici di sera di Maria De Filippi, che, guarda caso, propone filmati contro la droga per il suo pubblico di giovani-. Nello stesso anno –ormai Saverio è un uomo navigato di ben 22 anni – dirige un documentario per il Comune di Roma- a cui Costanzo padre non è legato in alcun modo, nella maniera più categorica -, scrive la sceneggiatura del corto Il Numero e di Una famiglia per caso, telefilm prodotto da una rete, ai più sconosciuta, chiamata Raiuno. La sua prima incursione nel mondo dei documentari risale al 1998, anno in cui lavora, a New York, prima come operatore per la casa di produzione Gvg Usa, poi come aiuto regista del regista svizzero Reiro Kaduff in The Business of Death - cosa ha portato questa esperienza? Non si sa, dato che su Internet non c'è traccia di questo film nè di questo regista. Ma se esiste nella biografia del Costanzo jr sarà vero-.
Dopo documentari e docu-fiction, Saverione affronta un viaggio in Israele, dove resterà sei mesi per scrivere la sceneggiatura della sua opera prima, in collaborazione con Sayed Qushua. L'Istituto Luce e Rai Cinema decido di finanziare il film con una bella milionata di euro- niente male per uno che non ha neanche il diplomino da montatore- ed il film, superflop nelle sale, riceverà numerosi premi e riconoscimenti – casualmente troviamo un sacco di articoli su Il Messaggero di critici entusiasti che recensiscono il film-.
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Il prossimo appuntamento con "figli di…" vedrà come protagonista un altro disperato caso di eredità chiamata Camilla Costanzo, che affronterà le vicende della povera Camilla e del suo compagno Alessio Cremonini, alle prese con il duro lavoro nel documentario Private e della velatissima promozione fatta dal paparino al film da loro diretto Notte breve – in fondo che c'è di strano a fare promozione su Canale 5 ad un film che verrà trasmesso su Raidue?-.
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