Si dice che siamo la prima generazione dal dopoguerra che vivrà peggio dei
proprio genitori. E se questo è vero, lo è ancora di più per i poveri
discendenti della aristocrazia italiana, dei politici, degli imprenditori,
dei personaggi del mondo dello spettacolo, che devono sopportare la pesante
eredità lasciata dal parente importante dal nome altisonante e costretti a
percorrere strade alternative, per non rischiare il continuo, drammatico,
frustrante paragone fatto dal pubblico e dalla critica a cui si sarebbe
continuamente sottoposti .
Prendiamo ad esempio il re del giornalismo, della conduzione ed autorialità
televisiva, del dialogo tra mezzi di comunicazione, il multimediale Maurizio
Costanzo. Non fate girare i vostri bulbi oculari al cielo, non sbuffate per
l'ennesimo reiterato banale attacco che pensate stia arrivando a 100 km/h
verso la incolpevole signora del salotto di Canale 5, Maria de Filippi, che
si è gua-da-gna-ta tutto quello che ha, senza fa-vo-ri-ti-smi di sor-ta.
Parliamo invece del figlio del noto uomo di televisione: Saverio Costanzo.
Saverio si laurea in sociologia delle comunicazioni alla Sapienza – dove
attualmente papà è docente di "Teorie e tecniche del linguaggio televisivo"
– e comincia a lavorare come conduttore radiofonico. Nel 1997 realizza due
spot contro la droga per Fabrica, del gruppo Benetton – Fabrica collabora in
quel periodo con il programma Amici di sera di Maria De Filippi, che, guarda
caso, propone filmati contro la droga per il suo pubblico di giovani-. Nello
stesso anno –ormai Saverio è un uomo navigato di ben 22 anni – dirige un
documentario per il Comune di Roma- a cui Costanzo padre non è legato in
alcun modo, nella maniera più categorica -, scrive la sceneggiatura del
corto Il Numero e di Una famiglia per caso, telefilm prodotto da una rete,
ai più sconosciuta, chiamata Raiuno. La sua prima incursione nel mondo dei
documentari risale al 1998, anno in cui lavora, a New York, prima come
operatore per la casa di produzione Gvg Usa, poi come aiuto regista del
regista svizzero Reiro Kaduff in The Business of Death - cosa ha portato
questa esperienza? Non si sa, dato che su Internet non c'è traccia di questo
film nè di questo regista. Ma se esiste nella biografia del Costanzo jr sarà
vero-.
Dopo documentari e docu-fiction, Saverione affronta un viaggio in Israele,
dove resterà sei mesi per scrivere la sceneggiatura della sua opera prima,
in collaborazione con Sayed Qushua. L'Istituto Luce e Rai Cinema decido di
finanziare il film con una bella milionata di euro- niente male per uno che
non ha neanche il diplomino da montatore- ed il film, superflop nelle sale,
riceverà numerosi premi e riconoscimenti – casualmente troviamo un sacco di
articoli su Il Messaggero di critici entusiasti che recensiscono il film-.
.
Il prossimo appuntamento con "figli di…" vedrà come protagonista un altro
disperato caso di eredità chiamata Camilla Costanzo, che affronterà le
vicende della povera Camilla e del suo compagno Alessio Cremonini, alle
prese con il duro lavoro nel documentario Private e della velatissima
promozione fatta dal paparino al film da loro diretto Notte breve – in fondo
che c'è di strano a fare promozione su Canale 5 ad un film che verrà
trasmesso su Raidue?-. |