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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - QUARTO POTERE  
Telefilm festival
 
 
di Silvio Nobili
s.nobili@liberamenteonline.org
12 maggio 2006
 
Dal 5 al 7 maggio si è svolto all'Apollo spaziocinema di Milano il Telefilm Festival anno IV, l'evento televisivo più importante della città, come amano definirlo gli organizzatori Tv Sorrisi e Canzoni e l'associazione culturale ideatrice ed organizzatrice dell'evento, l'Accademia dei Telefilm.
"Quando Freud incontra Warhol" è il sottotitolo dell'evento, ovvero i telefilm sono "pop-ular" e rappresentano una vera seduta di analisi. 15.000 presenze dichiarate (sold out), una massa di visitatori occasionali, fan accaniti e inviati per la stampa, più numerosi volontari provenienti da tutta Italia per aiutare nell'organizzazione e gestione degli eventi, tutti ugualmente pronti ad assumere forti dosi di serial, series, fiction, serie tv o telefilm che dir si voglia.
Cos'è stato nella pratica questo festival? Si tratta di un evento aperto al pubblico, dove le serie tv, quelle che hanno fatto storia diventando classici e quelle che vediamo o vedremo prossimamente sul piccolo schermo, rappresentano un genere sempre più in ascesa, la vera tv di qualità, la tv cha lanciato eroi ed anti-eroi, modelli e modi dire, ma soprattutto tendenze nel costume e nella cultura, attirando l'attenzione di critici, sociologi, produttori e pubblicitari. Viste seduti in una sala cinematografica e proiettate sul grande schermo, le serie televisive ci appaiono altamente concorrenziali ai prodotti cinematografici, per effetti speciali, trame, sceneggiature, bravura degli attori.

TF: la Sala
Come ogni anno, il TF diventa una vetrina internazionale sulle nuove tendenze e proposte, tra cui hanno spiccato l'anteprima europea Everybody hates Chris, sit-com sull'adolescnza autobiografica anni '80 della star Chris Rock; Big Love, serie che racconta la vita di un uomo poligamo che convive con tre donne…sotto lo stesso tetto; Weeds, la storia di una madre rimasta vedova, che diventa spacciatrice di marijuana; il cult paranormale Supernatural ed il thriller Bones, con protagonista l'Angel David Boreanaz; la libraia Pamela Anderson con Stacked; Prison Break, la serie che vede un ragazzo farsi incriminare e sbattere in prigione per raggiungere e salvare il fratello condannato a morte; Invasion, ennesima serie sugli extraterrestri; What about Brian, il telefilm (non di successo) filmato da J.J. Abrams (Lost, Felicity e Mission Impossibile III, ma nessuno è infallibile), con protagonista Raoul Bova.
Inoltre anteprime inedite delle puntate di The OC, Smalville, Lost, Desperate Housewives, Dr House, Grey's Anatomy, Angel, Six feet under, Medium CSI, One tree hill, I simpson, ER, Stargate e tanti tanti tanti altri. Dopo questa scorpacciata, dobbiamo ammettere che non è stato facile stare dietro tutte queste proiezioni, dovendo farmi letterlamente in quattro a causa delle proiezioni contemporanee in quattro sale e cercando di seguire anche i dibattiti e le conferenze annesse e connesse.

TF: i Premi
Agli organizzatori del TF non bastava di certo aver creato l'Accademia, il dizionario dei telefilm ed aver portato 15.000 persone a celebrare l'evento. Sono stati assegnati, infatti, anche dei premi a seguito del sondaggio, realizzato tra i lettori di Tv Sorrisi e Canzoni, che ha portato all'incoronazione di The OC tra i telefilm stranieri e Gente di mare tra le produzioni nostrane.

1. The OC Gente di mare
2. Lost RIS 2
3. CSI: scena del crimine Distretto di polizia 5
4. Una mamma per amica Camera Cafè
5. Streghe Don Matteo 5
6. Angel Carabinieri 5
7. Dr. House La squadra 7

TF: The OC
Guardando la classifica di cui sopra e gli ascolti di Italia 1 non sorprende la presenza celebrativa dei due attori del cast di The OC: Benjamin McKenszie (Ryan) e sua madre adottiva Kelly Rowan (Kirsten). I due hanno presenziato due proiezioni, una per i fan e l'altra per i giornalisti. In quest'ultima si sono prestati alle domande, al più morbide, della categoria, dove si scopre che:

Benjamin McKenzie è laureato in economia internazionale e serviva ai tavoli prima di diventare attore; gli piacciono old actors quali Redford, Newman, Al Pacino (con cui ha realizzato un film di prossima uscita); del cinema italiano conosce solo Benigni; ha una voce bassa e profonda come il doppiatore italiano di Russel Crowe; ad una domanda sul fatto che avesse frequentato lo stesso college delle figlie di Bush e cosa pensasse del governo americano (la giornalista è stata fischiata da tutti), ha risposto diplomaticamente di essere contento di essere in Italia; ha consigliato ai ragazzacci tipo Ryan di continuare a studiare e non perdersi in baruffe; ha una espressione sola (ma d'altronde questo già lo sapevamo guardando la serie).

Kelly Rowan: scrive e produce per la tv, ha passato le ultime tre estati in Italia, si concede pochi sorrisi, del cinema italiano conosce Fellini, ama Meryl Streep, Kate Blanchett, Shirley Mc Lane, Jeff Bridges.
Entrambi sono contenti che The OC venga paragonato a Beverly Hills 90210, ma sostengono che The OC si prenda meno sul serio; che la serie, a metà tra soap opera e teen drama, mira ad intrattenere, ma anche a creare reazioni nella gente, proponendo modelli di forte equilibrio e solidità come la coppia di genitori Sandy e Kirsten Cohen.

Riguardo alla proiezione dei primi due episodi della terza serie, ho notato che più che un teen drama, viene vista come una comedy: il pubblico, composto in maggioranza da ragazzi, ha per lo più riso e preso in giro il modo di parlare e di agire dei personaggi, anticipando i dialoghi e le loro reazioni (e prendendoci il più delle volte).

TF: fan e curiosità
Oltre alle presenze, tengo a sottolineare la partecipazione attiva del pubblico fatto di giovani, con una minoranza di meno giovani, dai gusti davvero trasversali, coinvolti nei dibattiti ufficiali e in quelli che si creavano nelle file di attesa, davanti alle toilette, nel bar del cinema, per le strade limitrofe al cinema nel centro di Milano. Simpatica la presenza di una grande lavagna dove lasciare il proprio segno e le proprie impressioni sull'evento, sulle serie, sulla vita, dove mi hanno colpito frasi ironiche come "Dr- House ministro della salute e Veronica Mars ministro della giustiza" e "Viva la mia tesi sui telefilm" e frasi da daydreem believer, tanto per richiamare una celebre canzone, colonna sonora di un telefilm, come "La vita non è un telefilm, ma noi possiamo renderla tale".
Curioso, inoltre, scoprire che i soci dei fan club dei telefilm si incontrano anche per parlare di cinema, libri, arte; che tra i fondatori dei fan club c'è un maresciallo della guardia di finanza (Battlestar Galactica), un radiologo (Happy days), un veterinario (The OC), un ingegnere (Buffy); trovare la conferma del fatto che le produzioni nostrane sono davvero invise e impossibili da paragonare alle serie d'oltreoceano; che la stragrande maggioranza dei giovani accreditati stampa porta una divisa composta da abiti da centro sociale e barba incolta; che Raidue sta preparando lo spin-off del film di successo Notte prima degli esami, per trasformarlo in serie tv.
Il tema guida è, dunque, il fatto che i telefilm inducono sempre più a metterci in gioco e in discussione, a sottrarci alle nostre certezze, a smarcarci dall'ovvietà. Abbandonati a noi stessi, allontanatici dai finali rassicuranti di un tempo, le serie, così come i film, non sono più la risposta ai nostri dubbi, ma un susseguirsi di fotogrammi, l'aggrapparsi a personaggi che crescono con noi (e noi con loro) giorno dopo giorno, puntata dopo puntata.
 
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