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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


REPORTAGE  
Solo un teorema / Parte II
Il Processo (se lo si può chiamare così)
 
di Antonio Pio Cristino
ap.cristino@liberamenteonline.org
22 Luglio 2006
 
MANIFESTA ILLOGICITA’ MOTIVAZIONI
Cosa dire di più: degna conclusione di una farsa che ha precedenti solo nelle purghe Staliniste, quelle delle delazioni=sentenze già scritte; ma anche qui andiamo con ordine.

Un primo indizio dell’ambiguità del tutto sta nel aver tagliato uno dei gradi di giudizio che le normali regole istituzionali della nostra Repubblica hanno da sempre garantito; scompare il terzo grado (Camera di Conciliazione e Arbitrato CONI), perché Guido Rossi deve iscrivere il Chievo Verona alla prossima Champions League (ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole imperniate sulla certezza del diritto).

Un secondo indizio sta nell’aver respinto tutte le eccezioni della difesa; dopotutto il Chievo Verona non può aspettare il regolare svolgimento di un processo che vede accusa e difesa rimbalzarsi la palla, presentando teste e prove dirette; in particolar modo si vuole evitare che la difesa presenti prove a sua discolpa visto che non esiste presunzione d’innocenza ma di colpevolezza, con gli accusati che devono provare la loro innocenza (ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole imperniate sulla certezza del diritto). Quindi:
- intercettazioni telefoniche che, per la loro natura parziale ed incompleta, in nessun procedimento giudiziario acquistano il rango di prova legale, nel PROCESSO SPORTIVO sono ammesse come PROVA DIRETTA.
- al contrario testimonianze dirette, e prove elettroniche (i famosi DVD di De Santis) lecite in qualsiasi altro procedimento, qui non sono ammesse. Dopotutto bisogna far presto.

Continuiamo poi con lo svolgimento del processo.
Alla fine un dibattito dove Palazzi accusava gli imputati di essere bruti del calcio in base a supposizioni di alcuni carabinieri che hanno ascoltato una quarantina di telefonate su 10.000, senza uno straccio di prova o di riscontro. E le altre intercettazioni? Troppo tempo per acquisirne i contenuti, dopotutto bisogna garantire il Chievo Verona che si deve iscrivere alla prossima Champions League (ah è vero le avrebbero dovute presentare gli imputati: dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole imperniate sulla certezza del diritto).
Una marea di accusati che si dividevano il tempo per una requisitoria fondata sul “questo lo dice lei”, e per questo venivano o presi in giro dai sommi parrucconi, o addirittura STOPPATI DALL’ACCUSA. Avete capito bene non i giudici (che si limitavano a sghignazzare), ma l’ACCUSA si permetteva di stoppare le arringhe difensive con frasi del tipo: “lei ha parlato già abbastanza”. Roba da far impallidire i tribunali del popolo (ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole impregnate sulla certezza del diritto).

Ultima chicca: le sparate dal nuovo Pinochet del calcio rinnovato e pulito, Guido Rossi.
Dal “si può eccepire tutto ma alla fine decido io”, al “varrà solo il primo grado di giudizio, anche se la corte federale ne ribalterà il dispositivo; perché alla fine decido io”. Dopotutto bisogna garantire l’UEFA ed il Chievo Verona in Champions League (ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole imperniate sulla certezza del diritto). Finendo poi alla querela a Cossiga perché ha rivolto una interpellanza al ministro dello Sport, Giovanna Melandri, per sapere se "corrisponda al vero che Guido Rossi, 'brasseur d'affaire' e professore di Etica del Denaro nella Facoltà di Filosofia di Milano 'Scienza e Vita', appena nominato commissario della Federazione giuoco calcio italiana, ha adottato una delibera commissariale con la quale si è legittimamente attribuito un compenso annuale di due milioni e mezzo di euro, e per sapere se, dati i normali livelli delle parcelle del noto filosofo, non ritenga doveroso invitarlo ad aumentarsi detto compenso" (fonte ADNKRONOS).

La farsa si conclude con la sentenza e le motivazioni, date con colpevole ritardo, nonostante alcuni giornali le avessero già pubblicate il giorno precedente (ah ah e la famosa celerità del Processo Sportivo? la garanzia dell’iscrizione del Chievo Verona alla prossima Champions League?!). Che ci siano volute così tante ore per copiarla dal rosa al bianco?!

Di seguito si riporta il testo integrale:

PREMESSA:

Nella valutazione del materiale probatorio la Commissione si limiterà ad indicare quegli elementi di sicura valenza, che non si prestano ad interpretazioni equivoche, perché già solo dall'analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus.”

Cioè come premessa c’è già il fatto incontrovertibile che la Juventus condizionava gli arbitri perché così pensano “tutti coloro che gravitano nel mondo del calcio”. Nel senso che anche se non ci sono prove dirette, conta il fatto che lo pensavano i Moratti ed i Mancini (evviva la certezza del diritto, ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole inperniate sulla certezza del diritto).

E' concettualmente ammissibile l'assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall'alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara. Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre. La Procura federale ipotizza che i dirigenti della Juventus e le altre persone indicate nel capo di incolpazione abbiano posto in essere condotte dirette a procurare a tale squadra un vantaggio in classifica ed abbiano poi ottenuto il risultato sperato, con riferimento al campionato 2004/2005, per effetto del "condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza tipici della funzione arbitrale".

Sotto il profilo giuridico, l'impostazione appare corretta e da condividere. Gli arbitri sono per loro funzione i "giudici" della gara e in quanto tali devono garantire una direzione imparziale e sopratutto autonoma e indipendente, che tenga conto soltanto di ciò che avviene sul campo; altrettanta autonomia e imparzialità deve essere garantita a tutti i soggetti che fanno parte, a qualsiasi titolo, del settore arbitrale: primi tra questi coloro che hanno la direzione del settore e che nell'ambito di esso svolgono il ruolo di designatori, data la rilevanza, a volte determinante, che tale funzione ha.

"La Procura federale, con riferimento all'addebito contestato alle persone indicate nel capo di incolpazione in esame, ha individuato talune condotte, costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva (art.1), ed ha ritenuto che l'insieme di tali condotte sia stato idoneo a realizzare il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio della Juventus, e quindi sia stato violato l’art. 6, integrando la pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”.

Quindi la Juventus avrebbe taroccato un campionato, senza combinare alcuna partita! (in qualsiasi procedimento questa sarebbe una chiara manifestazione di ILLOGICITA’ delle MOTIVAZIONI, ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole inperniate sulla certezza del diritto). Insomma tutto sarebbe avvenuto con un semplice condizionamento del settore arbitrale (non si capisce in che modo) e con una serie di violazioni etiche dell’articolo 1 (lealtà sportiva), che combinate avrebbero dato luogo ad un illecito (cioè io ti do tre schiaffi e il giudice mi condanna per tentato omicidio!)

Ecco le violazioni dell’Articolo 1:

Se le comunicazioni tra loro vi sono state (la circostanza è pacifica) e se lo stesso Moggi si è dato carico di fornire (almeno a Bergamo) il telefonino ed ha provveduto a ricaricarlo a sue spese, è consentito dedurne che l'oggetto delle conversazioni (non essendo state prospettate altre ipotesi plausibili da parte degli incolpati) non dovesse essere del tutto lecito. (..) Il rapporto tra i due rappresentanti della Juventus e i due designatori è caratterizzato poi da un elemento, sicuramente deprecabile qual è quello relativo al conseguimento di utilità economiche da parte dei due designatori, consistenti in regali (v. telefonata del 2 dicembre 2004 prog. 5542 tra Moggi e la moglie), anche se di essi non è possibile verificare l'entità, e nell'ottenimento di sconti di notevole importo per l'acquisto di autovetture del gruppo FIAT, per quanto riguarda Pairetto"

Quindi lo sconto sulle auto FIAT, alcuni regali indefiniti (mentre i Rolex d’oro erano molto ben definibili, anche nel valore), ed un telefonino compreso di ricariche con cui si parlavano Moggi e Bergamo (cioè anche se non si evince alcuna manifestazione palese di tentativo d’illecito durante le conversazioni, già il fatto che si parlavano tramite un telefonino regalato da Moggi dimostra l’illecito: l'accusa è appunto quella di essersi telefonati! ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole inperniate sulla certezza del diritto), danno l’idea della violazione.

Esilarante il passaggio dall’art. 1 all’art. 6, dovuto al neonato criterio dell’abitualità:

"La Commissione ritiene ragionevole presumere che l'episodio sopra descritto, riferibile alla partita Juventus-Udinese del 13 febbraio 2005 (oggetto di un successivo capo di incolpazione), non sia isolato; la naturalezza con la quale si svolge il colloquio tra Bergamo e Moggi, il fatto che sia stato il primo a chiamare il secondo, l'ora notturna in cui è avvenuta la chiamata, ed il successivo colloquio di Bergamo con la F., dal quale si rileva che la trattativa sulle designazioni, fa parte di una consuetudine, nota anche a quest'ultima tanto da non meravigliarla, sono tutti elementi che consentono di affermare con tranquillità che la condotta del Moggi, resa manifesta dalle intercettazioni, si inserisce in una abitualità della condotta ".

Cioè se Moggi anziché chiamare in tarda notte e parlare con spavalderia, avesse chiamato a pranzo e con circospezione, avremmo avuto un’ipotesi diversa?!
Appunto non vi sono prove dirette, tipo sorteggi truccati e via; lo afferma lo stesso Ruperto:

La Commissione ritiene di dovere sin da ora escludere che sia da attribuire rilevanza alla circostanza, sulla quale tanto si è discusso in questo procedimento e che ha formato oggetto di specifica indagine della Procura della Repubblica di Torino, relativa alla alterazione del procedimento di sorteggio arbitrale. Al riguardo, infatti, affiorano ragionevoli dubbi, in presenza dei quali non può parlarsi di prove sicuramente affidabili"

Il tutto poi si coagula intorno alle si tre partite incriminate, cioè:

Juve-Udinese
E' quella a cui si riferisce il passaggio di sopra, quello della telefonata notturna. È la mitica telefonata i cui Moggi "chiede" i guardalinee Ambrosini e Foschetti, Bergamo dice "no, Ricci e Gemignani tanto è uguale", e alla fine i guardalinee sono Foschetti e Gemignani.

Ecco a tal proposito l’interpretazione del presidente emerito della corte costituzionale Ruperto:
"La telefonata appena trascritta è illuminante perché dimostra:
- che vi è una interferenza di Moggi nella scelta degli assistenti, che si manifesta con una esplicita indicazione di quelli da lui desiderati;
- che la scelta degli assistenti non era frutto di un'autonoma scelta del designatore, ma era invece condizionata dalla richiesta di una delle squadre in competizione (e non è necessario attardarsi sulla rilevanza delle decisione degli assistenti);
- che c'è una soggezione di Bergamo nei confronti di Moggi; il primo, infatti, pur cercando di manifestare formalmente una propria autonomia, alla fine comunque finisce per accontentare il Moggi, tanto che, non avendo potuto designare Ricci, mantiene la designazione di Gemignani (che comunque rientra nell'alternativa <se non è zuppa è pan bagnato>), ma gli affianca Foschetti che era uno dei due assistenti originariamente chiesti da Moggi
"

Segue il discorso della notte, per cui siccome una volta Moggi ha chiesto i guardalinee, ma l'ha fatto di notte e con naturalezza, allora vuol dire che lo fa sempre (vedi sopra).
Senza parole.

Juve-Lazio: l'illecito è una cena.
Leggiamo: "la sera del 2 dicembre 2004 Moggi aveva incontrato a cena Bergamo, Pairetto e Giraudo, e poiché collega a questo incontro la sopra ricordata telefonata del 3 dicembre 2004 (prog. 8771), lascia intendere, se pure non esplicitamente, che la conoscenza dei nomi degli assistenti da parte del Moggi, anteriormente alla loro designazione ufficiale, dipendeva da un precedente accordo. La commissione ritiene che la condotta ascritta al Moggi vada qualificata come contraria ai principi di correttezza e lealtà sportiva, come del resto altre volte ha prospettato la Procura in questo stesso procedimento (v. partita Juventus - Udinese del 13 febbraio 2005, in questo stesso capo di incolpazione e partita Milan – Chievo del 20 aprile 2005, nel capo di incolpazione relativo a Galliani, Meani e Mazzei); poiché l'interferenza nelle designazione è una delle plurime condotte attraverso le quali Moggi ha realizzato l'illecito descritto nel primo capo di incolpazione, la commissione, riconosciuta la sussistenza della violazione dell'art. 1, ne dichiara l'assorbimento nell'illecito del quale Moggi è stato già ritenuto responsabile."

Semplicemente la conversazione "lascia intendere" (mai esplicitamente) che Moggi taroccava le designazioni; c'è l'illecito, che però è assorbito dal fatto che l'ha già commesso per Juve-Udinese.

Infine per le ammonizioni di Bologna-Fiorentina Moggi viene assolto, perchè le ammonizioni di Nastase e Peruzzi a norma di regolamento ci stavano, e comunque non ci sono prove che Moggi e De Santis abbiano combinato la sfida.

Quindi l'accusa incrimina la Juve per tre partite, una delle quali giocata da altri.
Per una non c'è illecito; per un'altra nemmeno, perchè assorbito dalla terza; nella terza c'è illecito per la telefonata "dammi A e B" "no, C e D", risultato A e C. Da questo episodio, dal tono di voce di Moggi e dall'orario si arriva alla Juve in B con meno 30 punti, e a 5 anni di inibizione e 80.000 € di multa, perchè i designatori, che peraltro non truccavano i sorteggi, hanno ricevuto "regali di entità indefinibile", un telefonino, e il concessionario gli ha fatto lo sconto del 23% su una Fiat.

D'altronde, la prova regina è lo scudetto:
"le condotte stesse, tutte dirette al medesimo fine, hanno effettivamente determinato una situazione di vantaggio della Juventus rispetto alle altre squadre, che ha poi portato la stessa alla vittoria nel campionato".

A sottolineare la farsa è che Ruperto afferma candidamente che la cosiddetta “Cupola MOGGIANA NON ESISTE” e che è la sudditanza psicologica (l’aver influito sulla condotta degli arbitri, senza alcuna combine ma solo perché è la Juve) a determinare l’illecito. RIPETO LA SUDDITANZA PSICOLOGICA DETERMINA L’ILLECITO! (praticamente le tre grandi del nostro calcio dovrebbero essere radiate).

Ma soprattutto (concentriamoci su questo passaggio), risulta ridicolo e PARADOSSALE che:
è concettualmente ammissibile l'assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall'alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara. Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre”.

Per ben due volte si parla di un condizionamento della classifica senza toccare le gare.
Manca la logicità per una semplicissima ragione: che siano le tue o le altre, le gare le devi comunque "condizionare" per poter "condizionare" la classifica, in quanto la classifica non è altro che la risultante di tante gare. Ora la classifica la si condiziona "direttamente", aggiustando le tue gare, o "indirettamente", aggiustando quelle degli avversari più pericolosi. Affermare che la classifica è stata condizionata senza intervenire sulle gare è un non-senso giuridico.

Per poi finire con un secondo PARADOSSO:

LA JUVENTUS CONDIZIONAVA LA CLASSIFICA ATTRAVERSO GLI ARBITRI, ma gli ARBITRI CONDANNATI SONO SOLO DUE: DE SANTIS (con cui la Juventus nel 2004/05 ha ottenuto solo 7 punti su 15 disponibili) E DONDARINI.
Quindi: o la Juve era sempre arbitrata dai due travestiti da Collina, Rodomonti, Bertini, ecc, o è manifesta illogicità anche questo.

Passiamo ora alle reazioni
De Lise, presidente del TAR del Lazio affila già le armi; Cossiga presenterà un’interrogazione contro Guido Rossi; l'avvocato Giuseppe Benedetto si e' dimesso da giudice sportivo della Figc per il settore giovanile per protesta contro il processo su calciopoli. “Quale insegnamento i cittadini di domani - si chiede - possono trarre dall'incredibile processo tutto e solo mediatico a cui abbiamo assistito in questi giorni e dall'annunciata sentenza di popolo, pubblicata il giorno prima sul piu' importante giornale sportivo italiano?”.
Guido Rossi grida a destra e manca che la giustizia è stata perfetta (ah dimenticavo il PROCESSO SPORTIVO è esente dalle normali regole inperniate sulla certezza del diritto); non si sa come ma lo scudetto 2005/06 non è stato assegnato, nonostante non ci fosse uno straccio di prova contro la legittimità del torneo; i perdenti di successo reclamano ingiusti allori, ma l’opinione comune è che per normale senso di decenza non verrà attribuito alcun trofeo riparatore.
Sempre Rossi si prepara a minacciare i club che decideranno di far ricorso al TAR (dopotutto decide lui e … la telecom); la Mediaset si prepara a ridiscutere sui diritti televisivi in digitale, minacciando di non dare più un euro per “evidente scadimento del prodotto calcio serie A” (quando Moggi parlava di veri poteri forti … e tutti gli ridevano dietro). In Europa ci andranno EMPOLI, LIVORNO, PARMA, CHIEVO VERONA, PALERMO, ROMA E INTER!!! I Rolex rimangono semplici goliardie, i passaporti falsi passano sotto silenzio, i bilanci truccati neanche a parlarne, i fallimenti ignorati per “MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO!” … evviva il calcio pulito contro la sporcizia bianconera che ha visto otto juventini più una pletora di ex ed un allenatore vincente disputare la finale del Mondiale del PO POPO POPO PO.

Patetico …

(grazie a Castrano e Juvecentus)
 
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