Un’emerita porcata (passatemi il termine)!
Abbiamo assistito a ciò che di peggio potesse mai accadere in una “moderna”
democrazia: il trionfo del giacobinismo di piazza, quello che fa vendere i
giornali ma tutto fa tranne che risolvere i veri problemi. L’ultimo capitolo
della cosiddetta Calciopoli ha dell’incredibile, perché ci si è affrettati a
compilare la “giusta” sentenza negli istanti in cui si faceva sempre più
forte la puzza dell’infondatezza delle accuse. Juventus in serie B con 30
punti di penalità, Fiorentina altrettanto con 15, Lazio con 7, Milan in A
con 15 punti solo perché anziché una primadonna ha mandato in avanscoperta
una pedina; in più la presunta pena accessoria dell’esclusione dall’Europa,
tramutatasi in farsa perché almeno l’UEFA, al posto dell’Empoli che ha già
rinunciato, il Berlusca e soci la faranno.
Andiamo comunque con ordine: l’intero procedimento avviato dalla gogna
mediatica negli ultimi due mesi non sta in piedi né dal punto di vista
procedurale, che da quello contenutistico.
I CONTENUTI
Quale era l’accusa? Ah sì la Juventus, tramite Moggi e Giraudo, aveva
intessuto una vasta rete di relazione con i sommi vertici dell’enclave
calcistico nazionale (dalla FIGC, all’AIA, alla Lega), per orientare le
partite a proprio favore; leggete questo:
1. La Maserati di Lucianone.
Come saprete tutti Moggi ha regalato una Maserati al designatore arbitrale
Pairetto, d'altra parte è chiarissimo, ci sono le intercettazioni riportate
testualmente sul Corriere della Sera, mica la Gazzetta di Viterbo. Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di
Torino c'è scritto altro, per la precisione che "dalle intercettazioni
emerge" che la Maserati di cui sopra "non è destinata direttamente al
PAIRETTO bensì ad un amico di quest'ultimo di nome Enzo" e che
"l'interessamento richiesto a MOGGI non riguarda la consegna a titolo
gratuito dell'auto e nemmeno la concessione di sconti, bensì il fatto che i
tempi ordinari di consegna dell'auto sono molto lunghi, circa un anno di
attesa", infatti, "una volta reperita la automobile, il MOGGI informa di ciò
PAIRETTO che si mette direttamente in contatto con la concessionaria" e la
acquista regolarmente. L'amico, non lui. Strano, direte voi, le
intercettazioni, che pure sono oramai di dominio pubblico, non dicono
questo, anche la conversazione tra Pairetto e il suo amico "Enzo" fa capire
chiaramente che la macchina è per il simpatico designatore. Già, che strano.
2. Pairetto istruisce Dondarini
Come saprete tutti il giorno prima di Sampdoria-Juventus il designatore
Pairetto chiama l'arbitro Dondarini che poi arbitrerà la partita e gli dice
"di usare 50 occhi per vedere anche quello che non c'è", chiaro che la
telefonata serve a dare istruzioni per favorire la Juventus, lo ha scritto
anche Travaglio su Repubblica, è evidente.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino c'è scritto
altro, per la precisione che "la ragione delle telefonata" era stata la
nomina di Dondarini ad arbitro internazionale per l'anno solare 2005,
difatti è Dondarini a chiamare Pairetto e non viceversa, introducendo la
conversazione proprio con la telefonata, ricevuta da Dondarini qualche
minuto prima, nella quale un dirigente federale gli chiedeva dei dati da
inviare alla Fifa ufficializzandogli così la sua nomina. Il Procuratore
della Repubblica Maddalena, infatti, scrive che "alla luce di tale
precisazione, il contenuto della conversazione appare di solare luminosità".
Difatti "la dimostrazione che l'oggetto della conversazione è esclusivamente
l'inserimento del Dondarini nell'elenco degli arbitri internazionali per il
successivo anno solare si ottiene dalle ulteriori raccomandazioni di "non
dire niente a nessuno": raccomandazioni che hanno un senso se rapportate ad
una designazione (ad arbitro internazionale) che era stata richiesta ma non
ancora effettuata (dalla FIFA) ma non ne avrebbero alcuno per una
designazione ad arbitrare una partita per la quale non vi era nessun mistero
da nascondere. E quindi si tratta di conversazione assolutamente... innocua
(anche nell'ottica della peggior cultura del sospetto) perché di Sampdoria -
Juventus non si parla proprio e, men che meno, si parla o si accenna ad un
arbitraggio di favore per la Juventus.
Strano, eppure la telefonata sembrava così chiara, i 50 occhi stavano in
tutti i titoli, stavano parlando della partita della Juventus, è evidente.
Già, che strano.
3. Moggi lo sapeva già
Come saprete tutti il giorno del sorteggio per determinare gli arbitri di
Sampdoria-Juventus una signorina della Federazione chiama Moggi per
comunicargli le designazioni e quella volpe di Luciano, probabilmente in un
attimo di smarrimento ammette: "Sì, sì, ma li conosco già: abbiamo Dondarini".
Lo ha scritto anche Travaglio, "la donna è stupita: Ah, li conosce già? Sì,
giusto, Dondarini". Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di
Torino c'è scritto altro, per la precisione che "come di intesa, nella
stessa giornata a sorteggio avvenuto MOGGI viene subito informato da
PAIRETTO che l'arbitro della partita sarà DONDARINI (cfr. int. tel.20.9.04 h.11,41)"
vale a dire prima che la signorina della Federazione, la "signorina stupita"
di Travaglio, telefoni a Moggi nel giro di chiamate "ufficiali" per
comunicargli la designazione. Strano, come se Travaglio e tutti gli altri,
pure in possesso delle intercettazioni e degli atti non avessero confrontato
l'orario delle due chiamate. Già, che strano.
4. Emerson lo guarda e lui concede il rigore
Come saprete tutti dopo la partita c'è un'altra telefonata sospetta di
Pairetto a Dondarini, nella quale il "Donda" spiega di aver dato il rigore,
lo ricorda Travaglio nel suo articolo, "molto generoso" in favore della Juve
quando "Emerson lo ha guardato". Un'altra prova della sudditanza, ma che
dico sudditanza, della corruzione bella e buona dell'arbitro. Però, nella
richiesta di archiviazione della Procura di Torino c'è scritto altro, per la
precisione che "dal dialogo, emerge in modo nitido che DONDARINI ha concesso
il rigore alla Juventus in buona fede, convinto cioè che il rigore c'era, e
non per volutamente alterare il risultato a favore della Juventus: dato,
questo, del tutto distonico rispetto alla logica sequenza probatoria che
dovrebbe sussistere per ritenere essere avvenuta una frode sportiva, sulla
base di quanto si era osservato trattando della interpretazione da dare alla
norma." Strano, dai si capisce chiaramente, "Emerson lo guarda" e lui
fischia, è proprio un rigore "inventato", "regalato", "concesso
generosamente". Già, che
strano.
5. "Se è furbo dimezza l'Udinese"
Come saprete tutti Giraudo, l'amministratore delegato della Juventus, e
Moggi condizionavano anche le altre partite. Abbiamo letto tutti le parole
di Giraudo "se Dattilo è sveglio dimezza l'Udinese", proprio nella domenica
precedente a quella in cui la Juventus giocherà con la squadra di Udine.
Evidente che con l'espulsione e la conseguente squalifica dei giocatori
dell'Udinese la Juve avrebbe avuto un vantaggio. Evidentissimo.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino questa frase
non c'è, o meglio, manca tutta l'intercettazione da cui è tratta quella
frase. Per carità, manca pure su tutti i giornali ed è mancata su tutte le
televisioni, ma tanto a che serve, è tutto chiarissimo. Strano però che il
procuratore Maddalena si sia scordato di citarla nella sua istanza come ha
fatto con tutte quelle che erano probanti. Forse la ragione di questa
omissione sta nel fatto che le parole sono stare registrate in una
conversazione a commento della partita in oggetto, Udinese-Brescia, cioè
DOPO la fine della partita (ultimo capoverso di questo articolo). Strano,
eppure gli allegati della procura, che contengono le conversazioni, le date
e gli orari, sono precisi al minuto.
Queste sono solo alcuni stralci e si potrebbe continuare ancora a lungo
molto a lungo …
Passiamo alle accuse vere e proprie: allora il sistema Moggiopoli si
manteneva sui cosiddetti sorteggi taroccati (sia le griglie che il sorteggio
vero e proprio), nonché su un uso disciplinato e certosino delle ammonizioni
a fine di far squalificare preziosi elementi avversari per la seguente sfida
con la Juve (tralascio le presunte diramazioni nel mondo del giornalismo,
perché non vale la pena commentarle). Ora leggete questo da Panorama:
Da Panorama
CALCIOPOLI MANCANO LE PROVE - A Calciopoli arriva il primo pentito
di Giacomo Amadori 1/6/2006
Come ogni scandalo che si rispetti anche Calciopoli ha il suo primo
(quasi) pentito. È il più giovane tra gli indagati e per questo uno dei più
spaventati. Ha 28 anni e, prima del terremoto pallonaro, lavorava alla
Commissione nazionale arbitri di serie A e B della Federcalcio.
Martino Manfredi, nei giorni scorsi, ha iniziato a collaborare con le forze
dell'ordine, parlando dei retroscena e dei meccanismi di controllo sui
sorteggi arbitrali. Una piccola fessura nel muro di silenzio che gli
inquirenti stanno cercando di intaccare, con grande difficoltà.
Infatti gli interrogati discettano sul «sistema generale» e meno volentieri
scendono nei particolari. Neppure l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo,
che per i cronisti era avviato sulla strada della loquacità, ha aggiunto
notizie a quelle che i magistrati già conoscevano.
Uno dei verbali più interessanti è ritenuto quello del presidente del Genoa
Enrico Preziosi: si è soffermato sull'operato della giustizia sportiva che
un anno fa ha condannato per illecito la sua squadra alla retrocessione. Ha
denunciato presunti torti e pressioni subiti, ha attaccato l'ex presidente
della Federcalcio Franco Carraro, l'ex capo dell'ufficio indagini Italo
Pappa e i giudici della Caf. Ha consegnato un dossier con alcuni «pizzini»
irridenti, quelli che, secondo le sue accuse, i magistrati sportivi
scrivevano mentre lo giudicavano. Ma pure Preziosi quando è arrivato il
momento di parlare dei rapporti con Moggi ha preferito sfumare i toni. È
stato, invece, ironico l'allenatore del Milan Carlo Ancelotti, che ha
ricordato di essere stato l'unico a non vincere nulla nella Juve guidata
dall'ex direttore generale bianconero. Catenaccio pure tra gli arbitri.
Massimo De Santis, per esempio, ha scelto la via del silenzio. Senza
sorprendere gli inquirenti: gli indagati si presentano agli interrogatori
conoscendo parte degli elementi contro di loro, dopo la diffusione delle
informative dei carabinieri.
Inoltre, chi avrebbe voglia di parlare, come Zdenek Zeman o l'ex presidente
dell'Ancona Ermanno Pieroni, non ha aggiunto nulla a quanto aveva già
dichiarato a giornali e tv. E così uno dei pochi interrogatori giudicati
utili è stato quello del dipendente della Figc Manfredi, che ha svelato il
sistema dei bussolotti. Le palline che all'epoca del sorteggio arbitrale
contenevano i cartigli con le partite e i nomi dei direttori di gara erano
riconoscibili a causa dell'usura, così gli ex designatori Pierluigi Pairetto
e Bergamo potevano abbinare a una certa sfida l'arbitro prescelto.
Il metodo non perdeva efficacia neppure quando a estrarre il bussolotto
dall'urna con l'indicazione del match era una terza persona, per esempio un
cronista: i designatori aspettavano qualche istante e quindi sorteggiavano,
dall'altra urna, la giacchetta nera predestinata all'incontro.
La riffa poteva essere pilotata anche attraverso altri sistemi, come quello
delle cosiddette griglie (la suddivisione in varie fasce di incontri e
arbitri) che riduceva al minimo il rischio della casualità.
Per gli inquirenti, le rivelazioni di Manfredi non valgono moltissimo e la
mancanza di collaborazione di indagati e testimoni durante gli interrogatori
sta ponendo un problema: come dare più peso alle informative dei carabinieri
con riscontri testimoniali e prove documentali. Le 1.600 pagine di accuse
stilate in quasi un anno di lavoro dai carabinieri hanno tuttavia già
prodotto un risultato innegabile: una pressione mediatica che ha portato
alle dimissioni di tutti i vertici del mondo del calcio. Eppure, gli
investigatori sono costretti a riconoscere che i risultati dell'indagine non
sono inattaccabili.
Troppe parole, ma soprattutto troppi aggettivi hanno reso vulnerabile la
pietra angolare dell'inchiesta. Titoli a effetto come «Il controllo del
Palazzo», «L'asservimento della macchina amministrativa» o «I tentacoli
nell'apparato della sicurezza» hanno tolto la doverosa asciuttezza alla
ricostruzione. Solo nel primo dossier l'estensore del documento, il maggiore
dei carabinieri Attilio Auricchio, usa 16 volte l'aggettivo «allarmante» e
dieci volte «inquietante». Termini che ritornano anche nella seconda
informativa. E quando si parla dell'associazione di procuratori Gea World
sfuggono termini come «cupola» e «affiliati». Una scelta linguistica che
tradisce un impeto accusatorio inconsueto.
Quanto al contenuto, il primo dossier prepara l'accusa di frode sportiva e
associazione per delinquere, ricostruisce modi e partecipanti al «sodalizio
criminale». Il secondo, scritto sette mesi dopo il primo, dovrebbe elencare
gli episodi di reato annunciati nel precedente. In realtà diventa un
potpourri di notizie e nel calderone finisce persino l'ex ministro
dell'Interno Giuseppe Pisanu che chiede un «aiutino» per la sua Torres, che
con il campionato di serie A oggetto dell'informativa non ha nulla da
spartire. Una delle perplessità maggiori le suscita il capitolo che si
riferisce alle presunte «Collusioni con la questura di Torino e Roma». Il
titolo lascia intuire una situazione di connivenza tra la polizia e il
sistema moggiano. In realtà leggendo le notizie raccolte dai carabinieri si
scopre che il direttore generale della Juve, in cambio di biglietti e
magliette, otteneva piccoli favori da tre-quattro agenti o ispettori (su un
totale di oltre 7 mila poliziotti che operano nelle due questure). Per i
magistrati è un po' poco per mostrare tanta nettezza nelle conclusioni
investigative.
Ma il vero paradosso è la terza informativa, quella che monitora le
telefonate di Leonardo Meani, collaboratore del Milan con il ruolo di
addetto all'arbitro. Al contrario delle prime due non è un'«informativa di
reato a carico» di qualcuno e non contiene le due telefonate per cui Meani è
stato indagato.
È quasi un allegato che dovrebbe dimostrare «l'esclusività del potere»
moggiano «al quale non corrisponde un contraltare». Insomma la dimostrazione
dell'inutilità di Meani. Poi, però, il documento cambia direzione e prende
di mira l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani per i rapporti
con Meani. Fra le righe spunta la presunta prova di colpevolezza del
dirigente rossonero: «Approfitta della telefonata per chiedere a Meani se
abbia parlato con i designatori».
Non molto per quello che dovrebbe essere uno dei «burattinai» del calcio
italiano. Poi il rapporto sottolinea la preparazione di un incontro
riservato tra Galliani e l'arbitro Pierluigi Collina dimenticando di
scrivere che quel rendez-vous non c'è mai stato e che i due non si
contattano neppure per telefono. Inoltre, sembra che il famoso «dossier»
dell'arbitro Gianluca Paparesta non sia altro che una newsletter per la
promozione di un carburante ecologico, il biodiesel.
Le divergenze di opinione tra investigatori e pm sono confermate anche
nell'elenco dei 41 indagati stilato dalla procura di Napoli: tiene conto
solo parzialmente dei 58 nomi a carico dei quali è stata preparata
l'«informativa di reato». I pm hanno eliminato dalla lista degli «avvisati»
26 persone che i carabinieri avevano messo nel mirino: dall'avvocato Luigi
Chiappero, legale storico della Juventus, al giornalista Tony Damascelli.
Dunque le informative che hanno fatto detonare lo scandalo potrebbero essere
il punto debole dell'inchiesta sul calcio. Presto i legali, dato il clima di
dissenso con i carabinieri, potrebbero chiedere la trascrizione integrale
delle centinaia di migliaia di telefonate che, necessariamente, sono state
accantonate dai militari. Con il rischio di paralizzare la fase istruttoria.
E c'è chi già scommette che le penalizzazioni davanti alla giustizia
sportiva saranno meno eclatanti di quelle pronosticate da certi giornali e
tv.
Come vedete, concentrandoci sul caso Manfredi-sorteggi, gli stessi
inquirenti giudicano deboli le accuse, tanto che sembra che anche a livello
di giustizia sportiva qualsiasi riferimento al sorteggio taroccato sia
scomparso da ogni requisitoria (compresa quella di Palazzi). Per chi ancora
avesse dei dubbi, ecco a voi un comunicato dell’USSI che, come sapete,
partecipava ai sorteggi tramite i propri giornalisti:
SORTEGGIO ARBITRALE: PRECISAZIONE SULLE MODALITA' DA PARTE DI FIGC E USSI
Roma 15/05/2006
A proposito degli articoli pubblicati da alcuni organi di informazione
che hanno riferito di un'inchiesta in corso da parte della Magistratura
sulle modalità del sorteggio arbitrale delle scorse stagioni sportive, la
FIGC e l'USSI (Unione stampa sportiva italiana) vogliono ricordare i termini
dell'accordo che negli ultimi anni ha previsto la presenza e la
partecipazione dei giornalisti dell'USSI alle operazioni del sorteggio
arbitrale. Ogni settimana, l'USSI ha designato - tra i suoi iscritti - un
giornalista diverso che ha estratto il nome dell'arbitro per ciascuna
partita di serie A e B, secondo le griglie individuate dai designatori
dell'Organo tecnico (CAN), alla presenza di un notaio. Contrariamente a
quanto scritto da alcuni, il sorteggio dell'arbitro era successivo
all'estrazione della "pallina" relativa a ogni singola partita. La sequenza
temporale del sorteggio, cioè, prevedeva: preliminarmente, per ogni griglia
di partite venivano letti i nomi degli arbitri selezionati dai designatori
responsabili dell'Organo tecnico (CAN). A questo punto, uno dei due
designatori estraeva la singola "pallina" con la partita e successivamente
il giornalista designato dall'USSI estraeva la "pallina" con il nome
dell'arbitro da assegnare a quella gara. Questi sono i termini dell'intesa
tra FIGC e USSI. Riteniamo doveroso offrire un contributo di informazione
all'Autorità giudiziaria che, a quanto riportato da alcuni giornali, sta
indagando anche su questo aspetto dell'inchiesta che riguarda il mondo
arbitrale.
Cioè il giornalista estraeva la pallina con dentro scritto il nome
dell’arbitro, dopo che i designatori avevano già individuato la partita … a
voi ogni ulteriore commento.
Concludo la requisitoria sui presunti sorteggi taroccati, mostrandovi il
riscontro tra la telefonata Moggi-Bergamo (quella del Paparesta sì,
Paparesta no) e la realtà effettuale della cosa:
Bergamo:" ...io ce li ho scritti: Bertini, Rodomonti, Trefoloni, poi
te me dici Paparesta, meglio! Paparesta arriva e si fa arbitrare!
L'importante e' che arrivi di venerdi' perche' Inter-Roma anticipa al
sabato!"
Attenzione a questo passaggio: Bergamo ha saputo da Moggi che Paparesta
rientra venerdi (lui credeva rientrasse sabato) decide di inserirlo nella
griglia considerando la possibilità che possa arbitrare l'anticipo
Inter-Roma
Moggi:" No, no venerdi sera lui arriva! No, no, non ci sono
problemi..." E ancora Moggi: "...Io credo...credo che questa qui non
abbia... non abbia nessun problema questa griglia! Penso! Lo penso io, poi
sai, nel calcio non si sa mai, se son problemi o meno, pero'"
Moggi ribadisce che Paparesta arriverà venerdi.
Bergamo:" ...no, ma anch'io ci credo a questa qui, eh... l'unica
cosa, non mi interessa nemmeno che Bertini va a fare Reggina-Milan che e' la
sesta volta del Milan e... da quel momento sara' poi precluso!Pazienza,oh!
Non fara' Milan-Juventus ma non e' questo che ci preoccupa! Perche' tanto ha
gia' fatto l'andata, quindi!."
Quindi Bergamo ritiene possibile che Bertini vada ad arbitrare Reggina-Milan
Ora vediamo i risultati del sorteggio:
Bologna - Palermo MESSINA
Brescia - Cagliari DE MARCO
Fiorentina - Parma PAPARESTA
Inter – Roma TREFOLONI
Juventus - Udinese RODOMONTI
Lazio – Atalanta BRIGHI
Lecce - Chievo MORGANTI
Livorno - Sampdoria TAGLIAVENTO
Reggina – Milan RACALBUTO
Siena - Messina BERTINI
Come vedete gli abbinamenti di cui Bergamo ha parlato a Moggi non si
avverano!!!!
Paparesta non arbitrerà Inter-Roma e Bertini non arbitrerà Reggina-Milan.
Quindi se si escludono il Cassarà ed il Pieri delle amichevoli
precampionato, il potere di Moggi sugli arbitri si riduce al semplice “ti
faccio avere una macchina per il tuo amico un po’ prima dei tempi normali”.
Un’ultima chicca: De Santis doveva essere il punto di riferimento della
cupola moggiana tra gli arbitri, ebbene nel 2004/05, con l’arbitro di Tivoli
a dirigere ben 5 sue partite, la Juventus ha ottenuto solo 7 punti su 15.
Tirate voi le somme.
AMMONIZIONI E SQUALIFICHE
1. Squalifiche mirate
La prima cosa che viene menzionata nel rapporto dei carabinieri e' che le
avversarie della Juve nella stagione 2004-2005 hanno avuto la bellezza di 25
giocatori squalificati! Scandalo! Orrore e raccapriccio! Chiaro segno che
Moggi pilotava gli arbitri, i designatori, e i terroristi dell’11 Settembre!
Peccato che nessuno dei nostri bravi e onesti militari dell’Arma si sia
preso la briga di andare a paragonare questo numero con quello delle altre
squadre di Serie A. Se l’avessero fatto, avrebbero scoperto la seguente
tabella:
Squadra - squalificati
Atalanta 30 |
Reggina 27 |
Juventus 25 |
Brescia 24 |
Lecce 23 |
Lazio 22 |
Sampdoria 22 |
Siena 22 |
Inter 21 |
Parma 21 |
Bologna 20 |
Cagliari 19 |
Livorno 19 |
Milan 19 |
Udinese 19 |
Chievo 18 |
Messina 18 |
Palermo 16 |
Fiorentina 12 |
Roma 11 |
In effetti, 25 squalificati sono più della media, ma la Juve è solo terza in
questa speciale classifica, dietro alle potentissime Atalanta e Reggina, con
solo uno squalificato in più del Brescia, e due più del Lecce, la squadra di
Zeman, quello protetto dal palazzo.
2. Mira imperfetta
Forse gli arbitri non avevano poi questa mira perfetta: forse, se una
squadra doveva affrontare la Juve la domenica seguente, gli arbitri tiravano
fuori tanti cartellini, e poi, "’ndo cojo, ’cojo", come disse il famoso
lanciatore di coltelli giapponese. Bene, vediamo allora il numero di
cartellini gialli assegnati alle avversarie la domenica precedente:
Squadre cartellini
Atalanta 97 |
Lazio 90 |
Lecce 88 |
Cagliari 86 |
Chievo 86 |
Juventus 85 |
Reggina 85 |
Inter 83 |
Messina 83 |
Brescia 80 |
Udinese 80 |
Bologna 79 |
Palermo 79 |
Sampdoria 76 |
Livorno 75 |
Milan 75 |
Parma 74 |
Roma 74 |
Fiorentina 69 |
Siena 65 |
Di nuovo al primo posto l’Atalanta, e la Juve che non entra nemmeno nelle
prime 5.
3. Rossi Mirati
Vabbe', ma questi arbitri erano molto abili, difficile pensare che
ammonivano veramente a casaccio. Se volevano fare fuori un giocatore prima
della Juve, sicuramente lo potevano espellere direttamente. Vediamo allora
la graduatoria dei cartellini rossi assegnati agli avversari nella domenica
precedente:
Reggina 12 |
Bologna 9 |
Sampdoria 9 |
Siena 9 |
Atalanta 8 |
Juventus 8 |
Palermo 8 |
Parma 8 |
Chievo 7 |
Milan 7 |
Lazio 6 |
Udinese 6 |
Brescia 4 |
Cagliari 4 |
Livorno 4 |
Roma 4 |
Fiorentina 3 |
Inter 3 |
Lecce 3 |
Messina 2 |
Di nuovo, la Juve si classifica a malapena al quinto posto.
4. Gli impallinati
"Eureka!" dice il nostro baldo investigatore, "gli arbitri avevano la mira
perfettissima, altro che no! Se volevano, potevano fare dei veri e propri
capolavori, come diceva De Santis." Non ammonivano affatto a caso, ma
prendevano di mira esattamente i giocatori diffidati, che quindi con un
giallo erano costretti a saltare la partita con la Juve. Li impallinavano
ben bene, come diceva Meani. E allora andiamo a guardarci la classifica
degli impallinati:
. | Atalanta 22 |
. | Brescia 19 |
. | Reggina 18 |
. | Inter 17 |
. | Juventus 17 |
. | Lecce 17 |
. | Livorno 17 |
. | Messina 16 |
. | Cagliari 15 |
. | Sampdoria 15 |
. | Lazio 14 |
. | Parma 14 |
. | Siena 14 |
. | Udinese 14 |
. | Chievo 13 |
. | Milan 12 |
. | Bologna 10 |
. | Palermo 9 |
. | Fiorentina 8 |
. | Roma 8 |
La Juve e' sempre in zona UEFA. Un po’ deboluccia questa tesi, ma... un
attimo! Il totale degli impallinati non vuol dire granche'. Forse la Juve ha
un basso *numero totale* di impallinati, perche' le avversarie avevano pochi
diffidati la giornata precedente! Bisogna guardare alla percentuale di
impallinati sul totale dei diffidati. Adesso sicuramente troveremo la Juve
in prima posizione, l’hanno scritto su tutti i giornali! O forse no...
Squadra - percentuale impallinati
. | Atalanta .22,44% |
. | Reggina .19,14% |
. | Brescia .18,62% |
. | Sampdoria .17,85% |
. | Juventus .16,83% |
. | Livorno .16,83%|
. | Lecce .16,66% |
. | Messina .16,49% |
. | Cagliari .16,48% |
. | Udinese .16,09% |
. | Inter .15,88% |
. | Chievo .15,85% |
. | Lazio .14,58% |
. | Parma .14% |
. | Siena .13,72% |
. | Milan .12,90%|
. | Bologna .10,63% |
. | Palermo .10,22% |
. | Fiorentina 8,88% |
. | Roma .7,40% |
Di nuovo la Juve non riesce a staccarsi dal quinto posto. La percentuale
impallinati juventina e' del 16.83%: cio' vuol dire che in media, su sei
diffidati in squadra la domenica precedente alla partita contro la Juve, ne
viene ammonito 1. Scandalo! Scandalo! Serie C!!!!
[Parentesi: in quella famosa Bologna-Fiorentina, furono in effetti ammoniti
4 bolognesi, Gamberini, Meghni, Nastase e Petruzzi. Gli ultimi due erano
diffidati e saltarono la partita con la Juve, ma Gamberini era alla sua
prima ammonizione, e infatti contro la Juve scese in campo regolarmente.
Purtroppo per i carabinieri bastava affidarsi alla conversazione da bar tra
Meani e non so chi, piuttosto che andarsi a guardare effettivamente cosa era
successo...]
5. I pre-impallinati
I nostri poveri investigatori avrebbero di che scoraggiarsi, ma forse c’e'
un ultimo appiglio a cui aggrapparsi. Gli arbitri ammonivano
sistematicamente non i giocatori già diffidati, bensì quelli a rischio di
diffida. Così, essendo diffidati nella partita con la Juve, avrebbero
giocato in maniera più prudente, avvantaggiando così la compagine
bianconera-Moggiana. Vediamo quindi la graduatoria dei "pre-impallinati":
| Squadra - totale pre-impallinati
. | Juventus 28 |
. | Lecce 25 |
. | Chievo 21 |
. | Fiorentina 21 |
. | Messina 21 |
. | Parma 21 |
. | Lazio 19 |
. | Atalanta 18 |
. | Brescia 18 |
. | Inter 18 |
. | Palermo 18 |
. | Reggina 18 |
. | Sampdoria 17 |
. | Milan 16 |
. | Siena 16 |
. | Udinese 16 |
. | Bologna 15 |
. | Livorno 15 |
. | Cagliari 13 |
. | Roma 12 |
Evviva, evviva! Finalmente la Juve al primo posto! Ma noi siamo
investigatori seri, e lo stesso discorso fatto in precedenza sul numero e
sulle percentuali vale anche adesso. Vediamo quindi la classifica della
percentuale di pre-impallinati sul totale di pre-diffidati:
|Squadra percentuale pre-impallinati|
. | Lecce .20,16 |
. | Juventus .19,71 |
. | Messina .16,27 |
. | Parma .16,15|
. | Chievo .15,55 |
. | Inter .15,51 |
. | Fiorentina .15,44 |
. | Reggina .15 |
. | Lazio .14,96 |
. | Atalanta .14,28 |
. | Palermo .13,95 |
. | Brescia .13,04 |
. | Udinese .12,5 |
. | Sampdoria .12,31 |
. | Milan .12,12 |
. | Siena .11,76 |
. | Bologna .10,79 |
. | Livorno .10,79 |
. | Roma .10,71 |
. | Cagliari .8,96 |
Ahi, la Juve scende al secondo posto...ma forse se nell’inquisitiva scrivo
abbastanza spesso "cupola", "compagine moggiana" e robe simili mi
prenderanno sul serio.
6. Un modo più diretto per favorire la Juve
Certo pero' che questi arbitri erano sofisticati! Per favorire i bianconeri,
mica ti facevano squalificare i giocatori proprio in coincidenza della
partita con la Juve, ma ammonivano i giocatori che erano a rischio di
diffida, in modo da farli giocare in maniera meno aggressiva. Sono questi
piccoli particolari che ti fanno vincere gli scudetti, senza dubbio!
Eppure c’era un sistema molto piu' facile per favorire la Juve. Dire agli
arbitri di sventolare rossi e gialli non nelle partite precedenti a quelle
contro la Juve, ma nella partita contro la Juve stessa! Sappiamo tutti che
la Juve ha un basso numero di ammoniti rispetto al numero di falli commessi.
Vogliamo scommettere che le avversarie della Juve hanno invece un numero
molto alto di ammoniti ed espulsi?
Ecco la classifica dei giocatori avversari ammoniti:
| Squadra - gialli contemporanei|
. | Roma 108 |
. | Fiorentina 97 |
. | Lazio 90 |
. | Palermo 89 |
. | Cagliari 88 |
. | Sampdoria 88 |
. | Juventus 84 |
. | Lecce 84 |
. | Milan 84 |
. | Reggina 82 |
. | Udinese 80 |
. | Chievo 77 |
. | Siena 77 |
. | Messina 75 |
. | Parma 74 |
. | Bologna 73 |
. | Brescia 73 |
. | Inter 73 |
. | Livorno 73 |
. | Atalanta 67 |
E la classifica dei rossi:
| Squadra - rossi contemporanei |
. | Cagliari 11 |
. | Brescia 9 |
. | Roma 9 |
. | Bologna 8 |
. | Fiorentina 7 |
. | Lazio 7 |
. | Lecce 7 |
. | Livorno 7 |
. | Reggina 7 |
. | Chievo 6 |
. | Milan 6 |
. | Palermo 6 |
. | Sampdoria 6 |
. | Inter 5 |
. | Messina 5 |
. | Parma 5 |
. | Siena 5 |
. | Udinese 5 |
. | Atalanta 3 |
. | Juventus 2 |
Juve settima nella classifica dei gialli comminati agli avversari, e ultima
nella classifica dei rossi agli avversari. Ultima??? Si', ultima. Solo in
due occasioni la Juve si e' trovata ad affrontare un avversario in dieci:
Reggina-Juve alla 10a di campionato (la famosa partita di Paparesta, Moggi,
e lo stanzino: espulso G. Colucci per doppia ammonizione al 28’ st), e
Chievo-Juve alla 28a (arbitro di nuovo Paparesta: espulso Potenza al 43’ st
per aver dato una "facciata" sul gomito di Olivera, subito dopo che questi
aveva segnato il gol del vantaggio juventino. Per la cronaca, anche Olivera
verrà espulso.
CONCLUSIONI
Dunque credo che ci sia ben poco da aggiungere tranne che 30 punti di
penalizzazione in B sono dipesi dalla squalifica dei diffidati PETRUZZI e
NASTASE (come è noto il Maradona ed il Beckenbauer del Dall’Ara), dopo
Bologna-Fiorentina, da un goal annullato per dubbio fuorigioco a Fava,
durante Udinese-Juventus, e per un Lazio-Juventus dove non si capisce cosa è
successo.
Nessuna ammissione, nessuna pistola fumante, nessun illecito ne tanto meno
tentativo di illecito (della serie valigetta zeppa di euro Capozzucca,
Preziosi-Dal Cin, o voglio quell’arbitro per vincere questa partita: a
proposito di richieste esplicite, Meani ne sa un po’ più …). Nulla, si è
fatto un processo all’atmosfera che si respirava (se fosse per l’atmosfera
personaggi come Moratti dovrebbero essere estromessi per manifesta
incompetenza, o i Sensi radiati a vita per l’atmosfera targata Rolex d’oro);
infatti i soloni degli organi di stampa negli ultimi giorni stavano già
correggendo un po’ il tiro: passando da "il reato è manifesto, come emerge
dalle intercettazioni” al “anche se non c’è una vera e propria dimostrazione
d’illecito è il tutto che dà l’idea del marcio” (per la serie anche se non è
vero che un albanese ruba, ciò si suppone dal contesto, quindi mandiamo
tutti gli albanesi in serie B).
In definitiva al di là della slealtà sportiva non vi è nulla che emerga
ineccepibilmente da tutto questo ambaradam; tanto più che i vari Bergamo e
Pairetto (come confermato dagli stessi Della Valle) a cena andavano con
tutti (quindi anche i Facchetti e i Sensi), di arbitri parlavano con
chiunque telefonasse loro (quindi anche i Facchetti e i Sensi). Qualche
tempo fa Borrelli si meravigliava del muro di omertà sorto intorno alla
vicenda affermando che “nessuno confessa”.
Aggiungo “nessuno confessa, perché alla fine non vi è nulla da confessare”.
Oops ho scritto veramente tanto; giunti a ciò vi rimando alla prossima
puntata dove vi parleremo del cosiddetto PROCESSO SPORTIVO
(Grazie a futbolmetrix, simak, juvecentus)
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