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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - MONDO SPORT  
Questo nuovo "vecchio" calcio
 
 
a cura di Antonio Pio Cristino
ap.cristino@liberamenteonline.org
6  Febbraio 2007
 

Questo “Calcio Nuovo” non è altro che un “Calcio Vecchio senza Juventus”. Torno a parlare di pelota nazionale nonostante mi fossi ripromesso il più assoluto silenzio. Non lo faccio per incensare le lodi di chi ora è vincente (meritatamente) o per ridestare l’attenzione su vecchi casi oscuri (vedi Farsopoli). Riprendo le fila del discorso partendo dalla cronaca nera; da un militare che uscito per lavorare non è più tornato a casa, nonostante non fosse impegnato a far la ronda a Kabul o Baghdad, ma a supervisionare (?) un evento gioioso (?) nella Milano del Sud (?) alla vigilia della festa più bella di tutta la Sicilia. Bla, bla, bla …

Lascio perdere i moralismi e le grida indignate; i Pancalli incazzati, i Petrucci adombrati, i Napolitano sconsolati, e i Cannavò profeti di sventura … ne ho sentiti tanti dopo Inter-Milan, Roma-Lazio, U.S. San Severo-A.C. San Giovanni Rotondo (piccola deviazione di casa mia).

Passiamo subito all’azione; giusto sospendere lo spettacolo (?) più bello (???) del Mondo (?), dopo la morte di Raciti che fa il paio con il dirigente della Sammartinese, ma dopo? Le interviste si susseguono e tutti i protagonisti dello spettacolo (?) più bello (???) del Mondo (?) hanno imparato la battuta: “per il momento il Calcio si ferma; non abbiamo la formula magica ma bloccheremo tutto fino a quando non si troverà una soluzione …”. Ah, la soluzione? Parolina magica come tante ne sentiamo al giorno d’oggi. Io ne ho escogitata una e vediamo se vi piace:

RADIAZIONE DELLA COMPAGINE DI CUI I TIFOSI SI MACCHIANO DEL REATO –
Si radiazione! Sembra eccessiva ma è l’unica soluzione affinché i “tanti che seguono la partita con esclusivo scopo sportivo” aiutino chi di dovere ad ARRESTARE “i pochi che identificano negli spalti degli stadi le colline del Golan”.

COSTRUZIONE DI NUOVI STADI -
L’occasione è quella giusta; vi è infatti la candidatura italiana ad ospitare gli Europei “2012”. Gli stadi vanno rifatti, ristrutturati, ricostruiti; il modello, mi costa dirlo, è lo stadio inglese (massimo 40.000 spettatori, telecamere, uscite facilmente controllabili). Servizio Steward a spese delle società, con conseguente agevolazione fiscale per le stesse in quanto il servizio d’ordine non cadrebbe minimamente sulle spalle dello Stato. 

PATENTE A PUNTI PER I GIORNALISTI SPORTIVI –
Vivo a Roma, ma penso che Bologna, Milano, Napoli, ecc. non presentino scenari tanto diversi. È inutile tergiversare: “Radio, TV e Giornali locali istigano alla violenza”. I giornalisti non sono intoccabili, soprattutto quelli che si piegano alla fame delle piazze (Calciopoli insegna), disconoscendo la mission alla base della loro arte. Punti in meno per chi non rispetta un codice deontologico che semplicemente deve vedere nell’altro un avversario non un nemico. Punti in meno per chi stigmatizza con la solita tiritera del “sono pochi incoscienti a fronte di un vasto universo di pii spettatori disinteressati all’evento”.

Soluzioni forti potreste pensare; in fondo la morte negli stadi vi è sempre stata e ci sarà ancora; meglio avere scontri nei dintorni di un campo sportivo che nelle vie centralissime di una Roma o di una Milano da bere. Dopotutto l’uomo è un’animale ed in mancanza di guerre deve pur trovare un modo di sfogare i propri istinti distruttivi.
Allora toglietemi i Cannavò e i Pancalli dalle TV; i Guido Meda, i Biolchi, i Biscardi, i Ravezzani, i Moggi, gli arbitri (tanto non servono lo stesso), le moviole, i satelliti, i politici, le mascotte, i colori sociali, i campioni, gli scarponi, i frondini, i Mondiali, gli Europei, gli Agnelli, gli Elcann, i Moratti, i Galliani, i Luther Blisset, i Gazzaniga, la Gazzetta, il Corriere, la SNAI, la BET, il digitale terreste, SKY, ecc. Voglio gli Ulivieri che s’incazzano quando i tifosi bloccano gli allenamenti (per non parlare dei traghetti) mentre a me basta un campo di periferia, zero spettatori, e la possibilità di entrare a gamba tesa su chi è più dotato di me …

 

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