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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - MONDO SPORT  
Solo un teorema / Parte III
La sentenza di Appello
 
di Antonio Pio Cristino
ap.cristino@liberamenteonline.org
13 Agosto 2006
 
Ho indugiato nel commentare la sentenza d'appello che ha condannato la Juve sempre alla B ma con 17 punti di penalizzazione (in primo grado erano 30), salvando la baracca ed i burattini dei fermatori di treni e dei "mando avanti il precario"; ho aspettato perché volevo capire, perché disgustato dall'affermazione del presidente della corte d'Appello Sandulli, riportata il giorno dopo dal noto e obiettivo quotidiano "il Romanista", il quale titolava a tutta pagina: "Calciopoli o, per definizione "rosea", Moggiopoli, non esiste". Già non esiste...e perché vollero far sì che…

Ho aspettato per vedere gli affaccendati giornalisti cercare linfa nuova per le proprie elucubrazioni, campate per aria, senza uno straccio di prova se non poche e "accuratamente" interpretate intercettazioni prive di riscontro. Ho assistito a paragoni improponibili, tipo caso Genoa, o a giustificazioni fantascientifiche che rendevano lecita l'assegnazione dello scudetto all'Inter, prendendo spunto dall'ultimo caso di doping avvenuto al tour de France: "Landis dopato, quindi è giusto che il Tour vada a Pereiro; Juve colpevole, quindi è giusto che lo scudetto vada all'Inter". Una nota eccezione comunque non sovviene ai notevoli complottisti di oggi: nel primo caso vi è una prova grande come un macinio sulla carriera di un onesto gregario, nell'altro vi è il vuoto più assoluto, solo costruzioni fantascientifiche e contraddittorie come anche la sentenza d'Appello testimonierà, ai danni della storia del calcio italiano.

Tuttavia il gioco dei complotti e delle dietrologie è affascinante, aiuta a vendere copie e, devo ammetterlo, cerca di tirare dentro anche me. In questi giorni ho pensato a tanti e ipotetici risvolti (prendendo spunto dal mercanteggiamento che sta avvenendo in Federazione, mentre in Lega si scannano tra loro), a migliaia tra le motivazioni più disparate; ho letto centinaia di post e articoli che tentano di far scorgere i tentacoli…del grande operatore telefonico, foraggiato a petrolio, ma lungi da me l'idea di andare avanti; per questo c'è sempre Travaglio o in sua vece qualche mio lettore.

Quindi concentriamoci sui pochi fatti certi che continuano ad evincere dall'intera vicenda, cioè le sentenze sportive ed i pochi riscontri che si hanno delle intercettazioni. Ancora una volta mi faccio portatore di un'interessante analisi, scovata su internet, che inchioda anche la seconda sentenza, rasentando i limiti della manifesta illogicità, non solo per come è scritta ma soprattutto per le "invenzioni" giuridiche addotte.

"Che il linguaggio giuridico sia proprio di poche persone, beh, non c'è alcun dubbio. Altrettanto vero appare ai più che il lessico forbito offertoci dagli esperti di legge nasconde una sorta di mistero verso coloro i quali non lo sono altrettanto in tema di diritto. Manzoni, nei celeberrimi "Promessi Sposi", anticipa di molto i nostri tempi nel momento in cui fa riferimento al dottor "Azzeccagarbugli", figura il cui nome esprime in maniera chiara la differenza di lessico che intercorre tra gli esperti di diritto e la gente comune, specialmente per quei tempi. O forse prevede addirittura determinati comportamenti riconducibili allo stesso soggetto, che si rifiuta di aiutare Lucia nella famosa controversia, nel momento in cui scopre che si tratterebbe di andare contro l'amico e soprattutto potente Don Rodrigo. Dopo aver chiesto scusa ad Alessandro Manzoni per averlo scomodato durante la premessa, appare opportuno considerare i vari punti della sentenza a carico della Juventus, che ne determinano la retrocessione con penalizzazione e soprattutto la revoca di due titoli.

1) L'accusa parte con l'analizzare la situazione creatasi al termine di Reggina-Juventus, partita nella quale la squadra bianconera subì una clamorosa sconfitta anche a seguito di un arbitraggio pessimo dell'arbitro Paparesta che ha sfavorito i bianconeri. Appare indiscutibile la condotta poco signorile da parte dell'ex DG della Juventus, anche se essa non appare idonea a portare vantaggi in classifica alla stessa Juventus, che di fatto esce danneggiata da quell'episodio. Tale osservazione sembra superflua, ma è invece alquanto opportuno farla.

2) Vi sono tre partite cariche dell'articolo 6, l'illecito sportivo. Nei match contro Bologna e Lazio Luciano Moggi ha conosciuto prima del comunicato ufficiale l'arbitro, mentre nel match contro l'Udinese la griglia dalla quale è stato sorteggiato l'arbitro è frutto di pressioni da parte dello stesso Luciano Moggi. Ritengo in tutta coscienza che tali comportamenti non rientrino nella definizione di illecito sportivo, perché nei primi due casi si tratta indiscutibilmente di informazioni privilegiate che non possono portare alcun vantaggio in termini di classifica, e altresì, pur essendo un comportamento condannabile dal punto di vista etico, non credo che il signor Luciano Moggi sia il primo a far pressioni sulle griglie (e non sulle designazioni, che in maniera diretta non potevano essere effettuate neanche dagli stessi designatori, dato appunto il sorteggio). Moggi sbaglia sicuramente i modi nei quali esprime le sue preferenze, ma si parla di un comportamento indiretto sia perché non può comunque essere scelto l'arbitro in maniera diretta, sia perché gli stessi giudici affermano che non c'è alcuna circostanza che faccia pensare ad un contatto diretto con l'arbitro al fine di truccare la partita. In altre parole, è vero che basta il tentativo, ma qui manca pure quello. E gli stessi giudici confermano le mie impressioni, quando scrivono (ed era stato scritto anche in primo grado) che di per se tali comportamenti sono definibili come antietici, violatori cioè dell'articolo 1 del codice sportivo (lealtà), ma che essi, presi nel loro insieme diano come risultato l'illecito sportivo. Ad esso si lega il famoso teorema per il quale, pur non essendo stata truccata (o tentata di truccare) alcuna partita, almeno con certezza, la classifica può essere modificata tramite interventi non quantificabili in singole partite ma nel loro complesso. Un esempio pratico è la riconoscenza dei designatori verso Luciano Moggi, che per la vicinanza con la Fiat ha procurato con regolare fattura un'automobile di lusso in tempi brevi. Strano che non sia stato fatto lo stesso ragionamento con i Rolex, che a mio avviso non costituiscono corruzione, ma che in maniera incontrovertibile suscitano "riconoscenza" da parte di chi li ha ricevuti. Dalle spiegazioni ben prolisse di questo fatto in effetti non ci si capisce granché, o forse non c'è proprio niente da capire. Ogni teorema che si rispetti, si fonda su delle ipotesi, dalle quali si esprime una tesi, che va successivamente dimostrata attraverso passaggi logici. Tali passaggi logici in effetti mancano. I matematici apprezzeranno che tale teorema in realtà è un postulato, ovvero non si dimostra. E dalla stessa sentenza che proviene uno spunto interessante. A pagina 63 si spiega che gli stessi comportamenti (le condotte sleali riguardanti le tre partite poi trasformate in illecito) non possono avere una doppia valutazione: o sono illeciti o sono comportamenti sleali. In altre parole, per dimostrare la validità di quello che si dice, se ne afferma il contrario.
E ancora nella sentenza, vengono scritte due premesse ad una spiegazione che in effetti non c'è :
la prima riguarda il fatto che le azioni compiute da Moggi e Giraudo, data la piena libertà di azione slegata agli altri organi amministrativi e alla presidenza della stessa Juventus non sono paragonabili a quelle compiute da Mencucci o Andrea Della Valle in termini di efficienza causale. Il presidente della Fiorentina non ha quindi gli stessi poteri verso la propria società rispetto a quelli di Moggi e Giraudo nei confronti della Juventus? Se tale proposizione non ha altri significati, mi chiedo in che modo la Fiorentina potesse commettere un illecito sportivo con responsabilità diretta, nel momento in cui neanche lo stesso presidente tiene una sufficiente efficienza causale. Non può proprio commetterlo, ed infatti, la Fiorentina oggi si trova in serie A perché, pur appurato il tentativo di illecito, viene considerata tale condotta, una violazione oggettiva e non diretta dell'ordinamento sportivo. In altre parole, come si sarebbe potuto pensare di punire il Milan con la retrocessione per responsabilità diretta per i comportamenti del proprio addetto agli arbitri, Leonardo Meani, nel momento in cui neanche il presidente della Fiorentina è in grado di commettere un illecito sportivo diretto per la stessa ? Non riuscendomi a spiegare le motivazioni di tale passaggio, mi auguro di averlo male interpretato, anche se avendo letto e riletto il passo più volte, non riesco a trovarne altri possibili significati. Le dichiarazioni del giudice Serio, che parlano di sentenze legate al volere della piazza e della volontà della maggioranza della corte di salvare Carraro ed il Milan, di fatto appaiono qualcosa di più che semplici sfoghi causati da disaccordi.
A margine di questo discorso, si legge più avanti che la dirigenza della Juventus attuava comportamenti che avevano lo scopo di condizionare la classe arbitrale. Ma non è stato lo stesso giudice ad escludere il campionato falsato, il condizionamento arbitrale e le partite truccate, a parte forse Lecce-Parma, partita che di fatto potrebbe aver salvato la Fiorentina dalla retrocessione ?

3) Per quanto riguarda la faccenda delle ammonizioni ad-hoc, dalla sentenza viene sottolineata la mancanza di responsabilità di De Santis, per il quale non c'è prova di pervenimento di una eventuale richiesta, ma invece viene imputata tale responsabilità a Luciano Moggi. Di fatto nella partita tra Bologna e Fiorentina, fioccarono delle ammonizioni che decimarono la squadra emiliana per il successivo match contro la Juventus. Nel momento in cui tali ammonizioni sono in effetti state comminate dal direttore di gara, nel momento in cui viene assegnata la responsabilità a Luciano Moggi, come è possibile che tale responsabilità non viene considerata anche per De Santis ? Se il fatto sussiste, e viene individuato il mandante, come è possibile che l'esecutore materiale ne esca pulito ? Inoltre, l'eventuale pervenimento di tale richiesta non avrebbe cambiato la posizione di De Santis. Il ricevimento di una proposta di corruzione non è reato, è al massimo una omessa denuncia qualora tale richiesta non sia stata esaudita. Ma da come sono andate le cose, tale ipotesi è la meno credibile, perché è come se Moggi contatta i designatori per tentare di influenzare De Santis, il quale senza essere stato informato, esaudisce ugualmente il desiderio dello stesso Moggi.

4) Direttamente dalla sentenza :"Ora, nel caso di specie, non vi sono elementi che consentono di affermare, con certezza, che gli appellati, pur con condotte deontologicamente reprensibili ex art. 1 CGS, come si dira', avessero un interesse chiaro,diretto ed inequivoco a favorire la Juventus,ne una convincente prova ,in tal senso,è stata fornita o dedotta: resta il fatto in se di condotte scorrette o sleali, ma ciò non basta a far presumere che vi fosse il fine palese o occulto di determinare l'alterazione del campionato a favore della Juventus,soprattutto in assenza di adeguato movente"
Questo passo si commenta da solo.

5) Oltre al danno le beffe. La sentenza spiega che la pena è stata ridotta per la gloriosa storia della società e per l'apporto di essa alla nazionale. Sfido che tale passo sarà quello maggiormente riportato dai media nei prossimi giorni. Quello che la maggior parte dei media non sottolineerà è che nella pagina seguente si fa riferimento al trattamento analogo a quello del Genoa che è stato classificato all'ultimo posto del campionato di competenza. Quindi non si è stati trattati meglio rispetto alla norma, ma peggio, poiché, oltre i due campionati che il Genoa non avrebbe potuto vincere, trattandosi di una squadra militante nella categoria cadetta, i punti di penalizzazione attualmente inflitti alla Juventus sono 17, cifra ben superiore ai 3 poi trasformati in 6 (se ben ricordo) inflitti alla squadra ligure. E come se non bastasse, tale pena, secondo la sentenza, corrisponde alla richiesta dello stesso avvocato Zaccone durante il primo processo. Non ci stancheremo mai di dire che l'avvocato Zaccone ha risposto ad una domanda di Ruperto, il quale chiedeva, a mio avviso impropriamente, quale sarebbero dovute essere le richieste di Palazzi per la Juventus. La sentenza omette la spiegazione di tale affermazione, ovvero la chiara intenzione del legale bianconero di sottolineare che le proposte e le eventuali condanne sarebbero dovuto essere simili per tutte le squadre coinvolte e non così lontane tra di loro. Chissà perché di ciò non sono minimamente meravigliato…
" (di Massimiliano La Delfa)

Non penso che ci sia poi ancora molto da commentare, se non dire che in caso di TAR, o ancor di più di Corte di Giustizia Europea (non mi fido delle camere di conciliazione), normalità vorrebbe che l'intero procedimento venisse resettato, con pesanti ripercussioni sullo svolgimento dei campionati. Già i campionati...avrebbe senso farli partire in simili condizioni, tra ipocrisie e malaffare? Non sarebbe più idoneo bloccare tutto per un anno, procedere ad una radicale riforma, con uomini nuovi (non ex consiglieri di determinate società, che affidano ruoli di comando a galoppini di altre "ben" determinate società), rinunciare alle coppe europee e non aggrapparvisi come certi gloriosi team che, per pudore, non dovrebbero fare? Ancora un'ipotesi fantascientifica…

Nel frattempo il boicottaggio messo in piedi dai tanti tifosi juventini sta dando atto alla causa bianconera contro una determinata stampa, se non altro considerando le correzioni di tiro di gente forcaiola che sapeva già tutto prima che fosse giudicato; ora TV e Giornali, presi dal panico del calo delle vendite e delle tessere, si guardano indietro, attoniti per quello che hanno fatto. Partono le class action, primo caso in Italia, e tutti hanno paura perché il giocattolo rischia di rompersi davvero, lasciando molta gente sulla strada…male che vada potranno ben reclamare posti in una confortevole petroliera.
Chiudo aspettando gli esiti, ma comunque una provocazione la lancio: e se fosse tutta colpa degli Agnelli next generation?
…A presto.
 
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