Ho indugiato nel commentare la sentenza d'appello che ha condannato la Juve
sempre alla B ma con 17 punti di penalizzazione (in primo grado erano 30),
salvando la baracca ed i burattini dei fermatori di treni e dei "mando
avanti il precario"; ho aspettato perché volevo capire, perché disgustato
dall'affermazione del presidente della corte d'Appello Sandulli, riportata
il giorno dopo dal noto e obiettivo quotidiano "il Romanista", il quale
titolava a tutta pagina: "Calciopoli o, per definizione "rosea", Moggiopoli,
non esiste". Già non esiste...e perché vollero far sì che…
Ho aspettato per vedere gli affaccendati giornalisti cercare linfa nuova per
le proprie elucubrazioni, campate per aria, senza uno straccio di prova se
non poche e "accuratamente" interpretate intercettazioni prive di riscontro.
Ho assistito a paragoni improponibili, tipo caso Genoa, o a giustificazioni
fantascientifiche che rendevano lecita l'assegnazione dello scudetto all'Inter,
prendendo spunto dall'ultimo caso di doping avvenuto al tour de France:
"Landis dopato, quindi è giusto che il Tour vada a Pereiro; Juve colpevole,
quindi è giusto che lo scudetto vada all'Inter". Una nota eccezione comunque
non sovviene ai notevoli complottisti di oggi: nel primo caso vi è una prova
grande come un macinio sulla carriera di un onesto gregario, nell'altro vi è
il vuoto più assoluto, solo costruzioni fantascientifiche e contraddittorie
come anche la sentenza d'Appello testimonierà, ai danni della storia del
calcio italiano.
Tuttavia il gioco dei complotti e delle dietrologie è affascinante, aiuta a
vendere copie e, devo ammetterlo, cerca di tirare dentro anche me. In questi
giorni ho pensato a tanti e ipotetici risvolti (prendendo spunto dal
mercanteggiamento che sta avvenendo in Federazione, mentre in Lega si
scannano tra loro), a migliaia tra le motivazioni più disparate; ho letto
centinaia di post e articoli che tentano di far scorgere i tentacoli…del
grande operatore telefonico, foraggiato a petrolio, ma lungi da me l'idea di
andare avanti; per questo c'è sempre Travaglio o in sua vece qualche mio
lettore.
Quindi concentriamoci sui pochi fatti certi che continuano ad evincere
dall'intera vicenda, cioè le sentenze sportive ed i pochi riscontri che si
hanno delle intercettazioni. Ancora una volta mi faccio portatore di
un'interessante analisi, scovata su internet, che inchioda anche la seconda
sentenza, rasentando i limiti della manifesta illogicità, non solo per come
è scritta ma soprattutto per le "invenzioni" giuridiche addotte.
"Che il linguaggio giuridico sia proprio di poche persone, beh, non c'è
alcun dubbio. Altrettanto vero appare ai più che il lessico forbito
offertoci dagli esperti di legge nasconde una sorta di mistero verso coloro
i quali non lo sono altrettanto in tema di diritto. Manzoni, nei celeberrimi
"Promessi Sposi", anticipa di molto i nostri tempi nel momento in cui fa
riferimento al dottor "Azzeccagarbugli", figura il cui nome esprime in
maniera chiara la differenza di lessico che intercorre tra gli esperti di
diritto e la gente comune, specialmente per quei tempi. O forse prevede
addirittura determinati comportamenti riconducibili allo stesso soggetto,
che si rifiuta di aiutare Lucia nella famosa controversia, nel momento in
cui scopre che si tratterebbe di andare contro l'amico e soprattutto potente
Don Rodrigo. Dopo aver chiesto scusa ad Alessandro Manzoni per averlo
scomodato durante la premessa, appare opportuno considerare i vari punti
della sentenza a carico della Juventus, che ne determinano la retrocessione
con penalizzazione e soprattutto la revoca di due titoli.
1) L'accusa parte con l'analizzare la situazione creatasi al termine di
Reggina-Juventus, partita nella quale la squadra bianconera subì una
clamorosa sconfitta anche a seguito di un arbitraggio pessimo dell'arbitro
Paparesta che ha sfavorito i bianconeri. Appare indiscutibile la condotta
poco signorile da parte dell'ex DG della Juventus, anche se essa non appare
idonea a portare vantaggi in classifica alla stessa Juventus, che di fatto
esce danneggiata da quell'episodio. Tale osservazione sembra superflua, ma è
invece alquanto opportuno farla.
2) Vi sono tre partite cariche dell'articolo 6, l'illecito sportivo. Nei
match contro Bologna e Lazio Luciano Moggi ha conosciuto prima del
comunicato ufficiale l'arbitro, mentre nel match contro l'Udinese la griglia
dalla quale è stato sorteggiato l'arbitro è frutto di pressioni da parte
dello stesso Luciano Moggi. Ritengo in tutta coscienza che tali
comportamenti non rientrino nella definizione di illecito sportivo, perché
nei primi due casi si tratta indiscutibilmente di informazioni privilegiate
che non possono portare alcun vantaggio in termini di classifica, e altresì,
pur essendo un comportamento condannabile dal punto di vista etico, non
credo che il signor Luciano Moggi sia il primo a far pressioni sulle griglie
(e non sulle designazioni, che in maniera diretta non potevano essere
effettuate neanche dagli stessi designatori, dato appunto il sorteggio).
Moggi sbaglia sicuramente i modi nei quali esprime le sue preferenze, ma si
parla di un comportamento indiretto sia perché non può comunque essere
scelto l'arbitro in maniera diretta, sia perché gli stessi giudici affermano
che non c'è alcuna circostanza che faccia pensare ad un contatto diretto con
l'arbitro al fine di truccare la partita. In altre parole, è vero che basta
il tentativo, ma qui manca pure quello. E gli stessi giudici confermano le
mie impressioni, quando scrivono (ed era stato scritto anche in primo grado)
che di per se tali comportamenti sono definibili come antietici, violatori
cioè dell'articolo 1 del codice sportivo (lealtà), ma che essi, presi nel
loro insieme diano come risultato l'illecito sportivo. Ad esso si lega il
famoso teorema per il quale, pur non essendo stata truccata (o tentata di
truccare) alcuna partita, almeno con certezza, la classifica può essere
modificata tramite interventi non quantificabili in singole partite ma nel
loro complesso. Un esempio pratico è la riconoscenza dei designatori verso
Luciano Moggi, che per la vicinanza con la Fiat ha procurato con regolare
fattura un'automobile di lusso in tempi brevi. Strano che non sia stato
fatto lo stesso ragionamento con i Rolex, che a mio avviso non costituiscono
corruzione, ma che in maniera incontrovertibile suscitano "riconoscenza" da
parte di chi li ha ricevuti. Dalle spiegazioni ben prolisse di questo fatto
in effetti non ci si capisce granché, o forse non c'è proprio niente da
capire. Ogni teorema che si rispetti, si fonda su delle ipotesi, dalle quali
si esprime una tesi, che va successivamente dimostrata attraverso passaggi
logici. Tali passaggi logici in effetti mancano. I matematici apprezzeranno
che tale teorema in realtà è un postulato, ovvero non si dimostra. E dalla
stessa sentenza che proviene uno spunto interessante. A pagina 63 si spiega
che gli stessi comportamenti (le condotte sleali riguardanti le tre partite
poi trasformate in illecito) non possono avere una doppia valutazione: o
sono illeciti o sono comportamenti sleali. In altre parole, per dimostrare
la validità di quello che si dice, se ne afferma il contrario.
E ancora nella sentenza, vengono scritte due premesse ad una spiegazione che
in effetti non c'è :
la prima riguarda il fatto che le azioni compiute da Moggi e Giraudo, data
la piena libertà di azione slegata agli altri organi amministrativi e alla
presidenza della stessa Juventus non sono paragonabili a quelle compiute da
Mencucci o Andrea Della Valle in termini di efficienza causale. Il
presidente della Fiorentina non ha quindi gli stessi poteri verso la propria
società rispetto a quelli di Moggi e Giraudo nei confronti della Juventus?
Se tale proposizione non ha altri significati, mi chiedo in che modo la
Fiorentina potesse commettere un illecito sportivo con responsabilità
diretta, nel momento in cui neanche lo stesso presidente tiene una
sufficiente efficienza causale. Non può proprio commetterlo, ed infatti, la
Fiorentina oggi si trova in serie A perché, pur appurato il tentativo di
illecito, viene considerata tale condotta, una violazione oggettiva e non
diretta dell'ordinamento sportivo. In altre parole, come si sarebbe potuto
pensare di punire il Milan con la retrocessione per responsabilità diretta
per i comportamenti del proprio addetto agli arbitri, Leonardo Meani, nel
momento in cui neanche il presidente della Fiorentina è in grado di
commettere un illecito sportivo diretto per la stessa ? Non riuscendomi a
spiegare le motivazioni di tale passaggio, mi auguro di averlo male
interpretato, anche se avendo letto e riletto il passo più volte, non riesco
a trovarne altri possibili significati. Le dichiarazioni del giudice Serio,
che parlano di sentenze legate al volere della piazza e della volontà della
maggioranza della corte di salvare Carraro ed il Milan, di fatto appaiono
qualcosa di più che semplici sfoghi causati da disaccordi.
A margine di questo discorso, si legge più avanti che la dirigenza della
Juventus attuava comportamenti che avevano lo scopo di condizionare la
classe arbitrale. Ma non è stato lo stesso giudice ad escludere il
campionato falsato, il condizionamento arbitrale e le partite truccate, a
parte forse Lecce-Parma, partita che di fatto potrebbe aver salvato la
Fiorentina dalla retrocessione ?
3) Per quanto riguarda la faccenda delle ammonizioni ad-hoc, dalla sentenza
viene sottolineata la mancanza di responsabilità di De Santis, per il quale
non c'è prova di pervenimento di una eventuale richiesta, ma invece viene
imputata tale responsabilità a Luciano Moggi. Di fatto nella partita tra
Bologna e Fiorentina, fioccarono delle ammonizioni che decimarono la squadra
emiliana per il successivo match contro la Juventus. Nel momento in cui tali
ammonizioni sono in effetti state comminate dal direttore di gara, nel
momento in cui viene assegnata la responsabilità a Luciano Moggi, come è
possibile che tale responsabilità non viene considerata anche per De Santis
? Se il fatto sussiste, e viene individuato il mandante, come è possibile
che l'esecutore materiale ne esca pulito ? Inoltre, l'eventuale pervenimento
di tale richiesta non avrebbe cambiato la posizione di De Santis. Il
ricevimento di una proposta di corruzione non è reato, è al massimo una
omessa denuncia qualora tale richiesta non sia stata esaudita. Ma da come
sono andate le cose, tale ipotesi è la meno credibile, perché è come se
Moggi contatta i designatori per tentare di influenzare De Santis, il quale
senza essere stato informato, esaudisce ugualmente il desiderio dello stesso
Moggi.
4) Direttamente dalla sentenza :"Ora, nel caso di specie, non vi sono
elementi che consentono di affermare, con certezza, che gli appellati, pur
con condotte deontologicamente reprensibili ex art. 1 CGS, come si dira',
avessero un interesse chiaro,diretto ed inequivoco a favorire la Juventus,ne
una convincente prova ,in tal senso,è stata fornita o dedotta: resta il
fatto in se di condotte scorrette o sleali, ma ciò non basta a far presumere
che vi fosse il fine palese o occulto di determinare l'alterazione del
campionato a favore della Juventus,soprattutto in assenza di adeguato
movente"
Questo passo si commenta da solo.
5) Oltre al danno le beffe. La sentenza spiega che la pena è stata ridotta
per la gloriosa storia della società e per l'apporto di essa alla nazionale.
Sfido che tale passo sarà quello maggiormente riportato dai media nei
prossimi giorni. Quello che la maggior parte dei media non sottolineerà è
che nella pagina seguente si fa riferimento al trattamento analogo a quello
del Genoa che è stato classificato all'ultimo posto del campionato di
competenza. Quindi non si è stati trattati meglio rispetto alla norma, ma
peggio, poiché, oltre i due campionati che il Genoa non avrebbe potuto
vincere, trattandosi di una squadra militante nella categoria cadetta, i
punti di penalizzazione attualmente inflitti alla Juventus sono 17, cifra
ben superiore ai 3 poi trasformati in 6 (se ben ricordo) inflitti alla
squadra ligure. E come se non bastasse, tale pena, secondo la sentenza,
corrisponde alla richiesta dello stesso avvocato Zaccone durante il primo
processo. Non ci stancheremo mai di dire che l'avvocato Zaccone ha risposto
ad una domanda di Ruperto, il quale chiedeva, a mio avviso impropriamente,
quale sarebbero dovute essere le richieste di Palazzi per la Juventus. La
sentenza omette la spiegazione di tale affermazione, ovvero la chiara
intenzione del legale bianconero di sottolineare che le proposte e le
eventuali condanne sarebbero dovuto essere simili per tutte le squadre
coinvolte e non così lontane tra di loro. Chissà perché di ciò non sono
minimamente meravigliato…" (di Massimiliano La Delfa)
Non penso che ci sia poi ancora molto da commentare, se non dire che in caso
di TAR, o ancor di più di Corte di Giustizia Europea (non mi fido delle
camere di conciliazione), normalità vorrebbe che l'intero procedimento
venisse resettato, con pesanti ripercussioni sullo svolgimento dei
campionati. Già i campionati...avrebbe senso farli partire in simili
condizioni, tra ipocrisie e malaffare? Non sarebbe più idoneo bloccare tutto
per un anno, procedere ad una radicale riforma, con uomini nuovi (non ex
consiglieri di determinate società, che affidano ruoli di comando a
galoppini di altre "ben" determinate società), rinunciare alle coppe europee
e non aggrapparvisi come certi gloriosi team che, per pudore, non dovrebbero
fare? Ancora un'ipotesi fantascientifica…
Nel frattempo il boicottaggio messo in piedi dai tanti tifosi juventini sta
dando atto alla causa bianconera contro una determinata stampa, se non altro
considerando le correzioni di tiro di gente forcaiola che sapeva già tutto
prima che fosse giudicato; ora TV e Giornali, presi dal panico del calo
delle vendite e delle tessere, si guardano indietro, attoniti per quello che
hanno fatto. Partono le class action, primo caso in Italia, e tutti hanno
paura perché il giocattolo rischia di rompersi davvero, lasciando molta
gente sulla strada…male che vada potranno ben reclamare posti in una
confortevole petroliera.
Chiudo aspettando gli esiti, ma comunque una provocazione la lancio: e se
fosse tutta colpa degli Agnelli next generation?
…A presto.
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