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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - MONDO SPORT  
CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!
CAMPIONI DEL MONDO!
 
 
 di Antonio Pio Cristino
ap.cristino@liberamenteonline.org
12 Luglio 2006
 

E così l'abbiamo vista gioire tra le mani del nostro capitano; riflettersi nei flash brucianti di quell'immensa cornice storica che è l'Olympiastadion di Berlino; bagnarsi con le lacrime e sudore dei 23 alfieri azzurri. Ieri sera ha dormito con lo scugnizzo di Napoli ma da stanotte il suo trono sarà una nazione intera bardata di biancorossoverde. Sembra anche che il suo magico influsso potrebbe alzare del 2% il PIL nazionale, come una novella lampada di Aladino cui ognuno di noi potrebbe chiedere qualcosa, sacrificandosi gioiosamente sull'altare del tifo. Altro che devolution e missione in Afghanistan, sarà forse lei a dare la scossa ad un intero Sistema Paese?
L'Italia è CAMPIONE DEL MONDO, la prima tra le europee capace d'insidiare in futuro i pentacampeones d'oltroceano; l'unica a rivitalizzare la vecchia Porta di Brandeburgo, rendendola nuovamente un passaggio verso il sogno. L'hanno attraversata milioni di tifosi, e miliardi di sguardi l'hanno vista colorata della nostra identità per una notte intera; l'abbiamo vista anche noi ed ora facciamo parte della storia.

La Francia, solita nemesi annunciata, stavolta ha toppato nel modo più beffardo che il destino avrebbe mai potuto prospettare: ai rigori, come ai quarti di France '98, con un errore decisivo di David Trezeguet, il giustiziere della sciagurata finale di Rotterdam, colpendo la traversa come il povero Di Biagio a Saint Denis. Tutto in una notte, il conto è saldato ed i cugini hanno bevuto dall'amaro calice della sconfitta, tutto sommato, ingiusta. Francia che forse avrebbe meritato leggermente almeno nella finale, ma l'Italia è stata più forte di tutto e di tutti stralegittimando il dominio sul calcio continentale. Le due squadre si sono avvicinate all'appuntamento con la storia seguendo un percorso abbastanza simile; i più favoriti dal calendario sono stati gli italiani, i quali soffrono tanto, troppo, contro l'Australia di Guus Hiddink, vincendo con quella specie di golden goal che è un calcio di rigore all'ultimo secondo (toh, anche i conti con qualcosa che sa di Corea tornano). Maramaldeggiano gli azzurri con l'Ucraina che, per fortuna, ha avuto la meglio sulla Svizzera negli ottavi solo dopo i calci di rigore; risultato: un pericoloso avversario in meno ed una precaria condizione fisica dei nostri rivali nei quarti. Troneggiano infine contro la padrona di casa Germania, del duo speedy Gonzalez, Klose-Podolski, dell'ironico Ballack, del furetto Lahm, ma anche della lentezza chiamata difesa. Francia alla Bearzot quella vistasi nella seconda fase del mondiale teutonico; da sfavorita, almeno dopo il difficile passaggio del girone eliminatorio, fa fuori la Spagna (solito tanto fumo e poco arrosto), annichilisce, o meglio approfitta dell'autoannichilimento del Brasile delle stelle. E infine vive di rendita contro un indolente Portogallo.
Arrivano quindi in finale due squadre che hanno fatto del cinismo e dei lampi di genio il loro pedigree; tanti muscoli e fatica in Vieira, Makelele, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Materazzi, Gattuso, Toni e rapidi lampi di genio in Zidane (tanti), Totti (pochissimi), Henry (pochi) e Pirlo  (molti). Partita maschia subito condizionata dall'incerta prestazione dell'arbitro Elizondo (che alla fine si riprenderà …), e ricca di colpi di scena. Fisicamente dovevamo essere avvantaggiati dal giorno in più di riposo e dall'età avanzata dei galletti, ed invece nella seconda parte del secondo tempo e nei supplementari fino all'espulsione di Zidane, sulle gambe eravamo noi. Abbiamo preso una traversa, ma Henry, Zidane e Ribery hanno più volte sfiorato la beffa ai nostri danni. Alla fine nel bene e nel male decidono la grinta dei nostri, la fortuna di vedere Vieira e Henry uscire per infortunio e stanchezza, e quella strana miscela di tormento ed estasi che è Zinedine Zidane, il più grande fuoriclasse dai tempi di Maradona, ma sfuggente alla logica come un balletto di Charles Baudelaire su un lindo foglio di carta. Risultato: loro ai rigori con Abidal, Trezeguet, Sagnol, Wiltord, noi con Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero, Grosso che ci portano alla gioia più grande.

E le altre? Bel Mondiale della Germania, inaspettatamente terza nonostante una squadra di livello appena medio. La coppia Klose-Podolski, pur non in possesso di un elevato tasso tecnico è risultata più che efficace soprattutto negli automatismi; Ballack si è acceso ad intermittenza, mentre Lahm ha rappresentato uno dei pochi valori aggiunti di questo mondiale. Il pregio più grande dei teutonici è stato l'aver eliminato ai quarti la pericolosa Argentina, che dopo la fase a gironi sembrava dovesse far sfracelli. In verità Crespo e compagni hanno cominciato a perdere colpi già dalla sfida agli ottavi contro l'ordinato Messico, subendo poi la giusta punizione per la loro pigrizia dai fantomatici undici metri; il neo più grande? Esser stati raggiunti a 10' dalla fine dai padroni di casa. Si aspettavano Lionel Messi e Carlos Tevez, ma dalla rassegna iridata, complice anche una cattiva gestione della rosa da parte di Pekerman, emergono i vecchi Saviola e Crespo, oltre che il novello Maxi Rodriguez.

Si stenda un velo pietoso sulla solita Inghilterra, la quale almeno sulla carta avrebbe dovuto raggiungere la semifinale e che invece, dopo aver sofferto con l'Ecuador, si arrende sempre ai rigori ad un modesto Portogallo. Proprio i lusitani sono giunti quarti con appena due goal fatti e quattro subiti nelle ultime quattro partite. La solita classe dei brasiliani d'Europa, ma anche la classica mancanza di concretezza, con l'uomo in più nel mediano Maniche, centrocampista di sostanza e di goal, uno dei pochi elementi degni di nota di questo mondiale.

Arriviamo dunque alla grande delusa: il Brasile. Giungeva ai quarti finale con ben 7 goal fatti ed uno solo subito (4-1 al Giappone e 3-0 al Ghana); Ronaldo in ripresa, Kakà sulla breccia eppure il mondo ha constatato l'irrisorietà con cui la Francia ha negato ai verdeoro la possibilità di almeno un tiro in porta, e la spocchiosità dei tanti campioni bloccati in se stessi e irrisi da sua Maestà Zidane. Lutto e delusione a Rio de Janeiro, Parreira silurato (evidentemente non ha capito nulla dei quel gran crogiuolo di campioni a sua disposizione) e tanto tanto rimpianto per Luis Felipe Scolari. A proposito: perché non si è puntato un po' di più sul positivo Robinho?
In definitiva abbiamo assistito ad un buon Mondiale dal punto di vista agonistico e atletico, dove il bel gioco e i tecnicismi si sono scorti solo in brevi lampi. Dopotutto cosa si vuol pretendere da giocatori che arrivano alla massima rassegna iridata con ben 60 gare disputate tra campionati e coppe.

Il dream roster di Germania 2006:
MODULO 4-4-1-1
PORTIERI: BUFFON (ITALIA), Lehmann (Germania), Ricardo (Portogallo)
DIFENSORI: ZAMBROTTA (ITALIA), CANNAVARO (ITALIA), RICARDO CARVALHO (PORTOGALLO), GROSSO (ITALIA), Miguel (Portogallo), Materazzi (Italia), Marquez (Messico), Lahm (Germania)
CENTROCAMPISTI: VIEIRA (FRANCIA), PIRLO (ITALIA), GATTUSO (ITALIA), MAXI RODRIGUEZ (ARGENTINA), Maniche (Portogallo), Makelele (Francia), Ze Roberto (Brasile).
CENTROCAMPISTI OFFENSIVI: ZIDANE (FRANCIA), Ribery (Francia).
ATTACCANTI: KLOSE (GERMANIA), Henry (Francia), Podolski (Germania), Crespo (Argentina)

Una piccola curiosità: la finale ha visto scendere in campo ben 8 juventini, più altri tre che nel recente passato hanno vestito la casacca bianconera, senza contare che il C.T. campione del mondo si è fatto le ossa a Torino … considerando il processo farsa che nelle stesse ore si stava svolgendo all'Olimpico, qualche dubbio sulla NON LIMPIDITA' dei successi bianconeri, targati triade, dovrebbe come minimo sfiorare, altrimenti non ci resta che individuare ancora in Moggi l'ennesimo padrino di una vittoria pilotata … Moggi più potente di Blatter? Su via questa è un'altra storia.
 

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