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Periodico dell'Associazione Culturale


RUBRICHE - MONDO SPORT  
Decisamente un buon mondiale
 
 
 di Antonio Pio Cristino
ap.cristino@liberamenteonline.org
26 Giugno  2006
 

Decisamente un buon Mondiale; giudizio schietto e veloce come i ritmi e gli atteggiamenti agonistici intravisti nelle prime 48 partite di questa fase finale. Premesso che non vi è nulla di trascendente, si assiste comunque ad un netto passo avanti rispetto a Corea-Japan 2002 e alle sue mille polemiche.
Un plauso va agli arbitraggi; finalmente, o almeno parzialmente, le promesse fatte si sono tramutate in realtà. Nessuna pietà per i violenti e gli stupidi; tolleranza zero per i falli da dietro e le cosiddette entrate a martello o a piedi uniti; risultato: ben 18 espulsioni tutte validamente motivate, chapeau.

Un altro dato va evidenziato: la crisi della classe arbitrale europea, specificatamente incarnata dall'assurdo paradosso Poll; l'inglese è il miglior arbitro della "Premier League" (non del campionato di Trinidad e Tobago), eppure per espellere Simunic della Croazia ha dovuto ricorrere al terzo cartellino giallo. Si potrebbe giustificare la cosa, chiamando in causa il convulso finale di Australia-Croazia, con continue polemiche e cambi di fronte, tuttavia, per dirla alla Blatter, vi erano ben 4 giudici, equipaggiati con auricolari di ultima generazione, che non hanno "pensato" di applicare il regolamento. Proviamo a pensare a cosa sarebbe successo se l'Australia, sconfitta, avesse invocato l'errore tecnico, costringendo la FIFA a far rigiocare il match. Sarebbero dovuti slittare tutti gli ottavi, e di conseguenza tutte le seguenti fasi a scontri diretti; il Mondiale si sarebbe concluso intorno al 15-20 luglio; i giocatori convocati si sarebbero aggregati alle loro squadre di club solo nelle fasi finali del ritiro pre-campionato; i precedentemente detti avrebbero ritrovato la forma, per poi riperderla durante la pausa natalizia; il campionato italiano lo avrebbe vinto il Chievo Verona (tuttavia anche senza caso Poll non sembrerebbe un'ipotesi assurda), quello inglese il Charlton, quello spagnolo l'Osasuna, quello tedesco l'Eintracht Francoforte e quello francese il Le Mans. Al di là comunque dei paradossi, i migliori arbitri di questo Mondiale sembrano provenire dal Sud-Centro America, a testimonianza di un movimento in crescita lì dove il calcio è "muy caliente", i tifosi non te la perdonano e la corruzione è sempre in agguato. Complimenti allora a Larrionda, Simon, Archunga (nonostante qualche errore ai danni della Francia), e company.

Passiamo finalmente al calcio giocato. Come miglior tradizione, i Mondiali europei sono scarni di vere e proprie sorprese. A differenza dei fratelli nordamericani e "Asiatici", in Europa, chissà perchè, i valori storici e tradizionali dell'establishment tecnico-calcistico alla fine emergono in maniera preponderante. Abbiamo quindi i seguenti accoppiamenti negli ottavi: Germania-Svezia; Argentina-Messico; Inghilterra-Ecuador; Portogallo-Olanda; Italia-Australia; Svizzera-Ucraina; Brasile-Ghana; Francia-Spagna. Tutte le grandi, come si evince, vi sono. Le sorprese, se così si possono chiamare si limitano all'Ecuador di Carlos Tenorio, che ha beffato la Polonia, al Ghana di Dujkovic, giunto dinanzi alla Repubblica Ceca, e, forse, l'Australia di Hiddink, che ha beffato la Croazia.

Un dato emerge in tutta la sua franchezza: il declino del calcio est-europeo. Delle cinque contendenti schierate ai nastri di partenza, solo l'Ucraina è riuscita ad accedere agli ottavi di finale, più per l'estrema semplicità del suo girone che per la sua effettiva qualità; gli uomini di Blokhin hanno approfittato della presenza dell'imbarazzante Arabia Saudita e dell'ingenua Tunisia, per riassestare un cammino che li ha visti subito tramortiti dal 4-0 inaugurale contro la Spagna. Tra le cinque contendenti la più accreditata era la Repubblica Ceca (nello stesso girone dell'Italia) forte di nomi discreti ma subito orfana di fari importanti (Koller, Baros, Lokvenc, Ujfalusi) per infortuni o squalifiche; alla fine Pavel Nedved si è dannato l'anima, ma la media anagrafica estremamente alta, la supponenza dimostrata nella sfida persa col Ghana, e la presenza di una cinica Italia, hanno costretto il 67nne Bruckner a prenotare il volo di ritorno per Praga. Nulla da fare per la Croazia di Simic, Tudor, Kovac, Olic, Klasnic e Prso; una discreta batteria di attaccanti deludenti e un alto tasso di nervosismo hanno tagliato le gambe a colei che avrebbe dovuto seguire il Brasile agli ottavi. Ne ha approfittato l'Australia che il 26 se la vedrà proprio con gli azzurri. Paradossalmente l'unica discreta impressione i croati l'hanno destata nella sfida iniziale contro il quotato Brasile, più volte messo in difficoltà; tuttavia il goal insperato subito da Kakà ha tagliato le gambe agli slavi, apparsi svogliati contro il modesto Giappone e "troppo" agguerriti contro i canguri. Peggio fra tutte la Polonia e la Serbia Montenegro. I polacchi hanno concesso due goal al modesto Ecuador, senza battere ciglio; hanno subito goal al 91' nella delicata sfida contro i padroni di casa tedeschi, ed hanno vinto solo in rimonta, con due goal del difensore Bosacki, convocato a pochi giorni dai Mondiali per l'infortunio di un suo connazionale, contro una delle peggiori squadra viste sul suolo tedesco, la Costa Rica. Mister Janas, prontamente dimessosi a fine competizione, dovrà rimpiangere in particolar modo il non aver convocato colui che, seppur giocando poco, rimane il miglior portiere polacco: ballerino Dudek.
Che dire della Serbia&ormainonpiùMontenegro. Forse il risultato del referendum montenegrino ha scisso non solo la federazione ma anche lo spogliatoio; forse l'infortunio dell'uomo di maggior peso offensivo, Mirko Vucinic, e le conseguenti polemiche innescate dal tentativo di mister Petkovic di convocare al suo posto il figlio Dusan (riserva del Partizan) hanno scosso l'intero ritiro; sta di fatto che riesce inspiegabile assistere alle ultime due assurde gare di Stankovic e company. Dopo aver perso, abbastanza immeritatamente nell'esordio contro l'Olanda, i serbi non sono scesi in campo contro l'Argentina subendo un umiliante passivo di 6-0. Paradossale vedere la linea di centrocampo slava retrocedere man mano che gli argentini, con tocchetti orizzontali, si avvicinavano alla tre/quarti, per poi fermarsi definitivamente nel momento dell'accelerazione innescata da Riquelme o Cambiasso per una batteria presentante Crespo, Saviola, Tevez e Messi. Sembra quasi che gli slavi lo facessero di proposito … L'ultima partita contro la Costa d'Avorio sa poi di ridicolo; in vantaggio per 2-0 dopo i primi venti minuti, per "mano" di Dudic (autore di ben due falli di mano in area) la Serbia viene raggiunta e superata dagli elefanti. Sicuramente qualcosa non andava …

Ed ora ci apprestiamo ad assistere agli ottavi con la consapevolezza che l'Italia sembrerebbe avere il cammino spianato; gli azzurri hanno infatti evitato il Brasile, vincendo il proprio girone e negli eventuali quarti affronteranno la vincente di Ucraina-Svizzera, anziché, come da pronostico, la Francia. L'equipe di Domenech è tra le grandi colei che ha più deluso, qualificandosi per il rotto della cuffia nel girone di Svizzera, Corea del Sud e Togo. Proprio la vittoria contro i dilettanti africani (la peggior squadra vistasi insieme ad Arabia Saudita e Costa Rica), e la contemporanea sconfitta dei "ridolini" contro gli elvetici, ha consentito ai blues di raggiungere il secondo posto e affrontare la Spagna. Gli azzurri hanno quindi un cammino privilegiato verso una semifinale che in teoria li vedrebbe opposti allo schiacciasassi Argentina, la miglior squadra di questo inizio Mondiali. I bianco-celesti hanno scalzato un contratto Brasile in vetta alla graduatoria delle contendenti al trofeo, mostrando la miglior batteria di attaccanti al mondo (Tevez, Messi, Crespo, Saviola) insieme a quella a disposizione di Parreira (Ronaldo, Adriano, Kakà, Ronaldinho), ma un centrocampo sicuramente più solido. Per entrambe le squadre le pecche sembrano esserci in difesa (emblematici i pericoli corsi da un colpevole Dida contro l'Australia), anche perché Pekerman, inspiegabilmente ha lasciato a casa uno dei migliori difensori al mondo, Samuel, per convocare la sua riserva all'Inter: Burdisso (!).

Bene la Germania, soprattutto in attacco con gli oriundi Klose e Podolski, supportati da Lahm e Schneider. Male Ballack e la difesa, troppo lenta (Mertesacker 85 kg e Metzelder 84 kg) e con alcuni componenti fuori ruolo (vd. l'esterno Friedrich). Klose è ad oggi il capocannoniere dei Mondiali (4 goal), ma negli ottavi dovrà affrontare per la prima volta una vera difesa. Gli svedesi Mellberg e Lucic non sono sicuramente Drummond o Marin. Agevole il turno di una titubante Inghilterra che ha perso Owen ma ha riguadagnato Rooney; cilecca in difesa ma ha un Joe Cole (suo il più bel goal di questa prima fase dei mondiali) ed un Gerrard in ottima forma. Il tutto con un certo Peter Crouch (il Fassino di questi mondiali) a finalizzarne la manovra: 202 cm ma abbastanza goffo e ruvido, sembra quasi un dilettante … Alla sorpresa Ecuador il compito di complicarne le velleità. Portogallo e Olanda si giocheranno il passaggio ai quarti anteponendosi in tutto: dall'età, (bassa per gli oranges, alta per i lusitani), all'approccio tattico al match (molto schematizzato, nella tradizionale linea di condotta del Calcio Totale cruyffiano per i tulipani; molto tecnico e affidato agli spunti dei suoi uomini vincenti per il C.T. Scolari). Pronostico: 1X2, con l'Olanda leggermente favorita.
Francia-Spagna può esser vista come l'ennesima riedizione del vecchio che tenterà d'imporsi sul nuovo che avanza. I diavoli rossi, completamente rinnovati da Aragones, affronteranno la Francia dei quasi pensionati Zidane, Thuram, Makelele, Wiltord, Barthez, ecc. Di fronte la squadra che dopo l'Argentina ha più impressionato, contro quella che sembra già aver raschiato il fondo del barile. Chi vince affronterà presumibilmente il Brasile (il disordinato Ghana non sembrerebbe un avversario all'altezza), ed i verdeoro già se la ridono …

L'Italia ha dunque una grande occasione: giungere "agevolmente" alle semifinali, mentre le altre grandi, incontrandosi, dovranno dare vita a scontri epici ma fisicamente usuranti (Germania-Argentina; Inghilterra-Portogallo/Olanda; Brasile-Spagna/Francia).
Lippi dovrà risolvere ancora alcuni nodi gordiani: il ruolo da dare ad uno spento Totti, l'infortunio grave di Nesta (anche se Materazzi, soprattutto se lo si raffronta con i difensori delle altre squadre, sembra dare ottime garanzie) e la scelta di un modulo ed un approccio in bilico tra un atteggiamento improntato al cinismo (come vorrebbe Cannavaro) ed uno all'attacco a tutto campo con i vari Totti, Pirlo, Toni, Gilardino e Inzaghi che si scaldano.
Al momento, constatando la scarsa forma dei pilastri offensivi italiani, e di rimando l'ottimo momento dei vari Cannavaro, Buffon, Materazzi, Gattuso, Zambrotta, opterei per rinforzare la fase difensiva in attesa che soprattutto Totti si svegli (se mai lo farà … altrimenti perché non dare spazio ad un pimpante Del Piero), e puntare all'italiano contropiede con Inzaghi e Gilardino supportati da Pirlo. Tuttavia il rango dell'Italia e le sue ambizioni sono tali da esigere una rotonda e convincete vittoria, se s'incontrano l'Australia (comunque una buona squadra, con un pericoloso Hiddink come allenatore) ed una tra Ucraina e Svizzera.
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