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Decisamente
un buon Mondiale; giudizio schietto e veloce come i ritmi e gli
atteggiamenti agonistici intravisti nelle prime 48 partite di questa fase
finale. Premesso che non vi è nulla di trascendente, si assiste comunque ad
un netto passo avanti rispetto a Corea-Japan 2002 e alle sue mille
polemiche.
Un plauso va agli arbitraggi; finalmente, o almeno parzialmente, le promesse
fatte si sono tramutate in realtà. Nessuna pietà per i violenti e gli
stupidi; tolleranza zero per i falli da dietro e le cosiddette entrate a
martello o a piedi uniti; risultato: ben 18 espulsioni tutte validamente
motivate, chapeau.
Un altro dato va evidenziato: la crisi della classe arbitrale europea,
specificatamente incarnata dall'assurdo paradosso Poll; l'inglese è il
miglior arbitro della "Premier League" (non del campionato di Trinidad e
Tobago), eppure per espellere Simunic della Croazia ha dovuto ricorrere al
terzo cartellino giallo. Si potrebbe giustificare la cosa, chiamando in
causa il convulso finale di Australia-Croazia, con continue polemiche e
cambi di fronte, tuttavia, per dirla alla Blatter, vi erano ben 4 giudici,
equipaggiati con auricolari di ultima generazione, che non hanno "pensato"
di applicare il regolamento. Proviamo a pensare a cosa sarebbe successo se
l'Australia, sconfitta, avesse invocato l'errore tecnico, costringendo la
FIFA a far rigiocare il match. Sarebbero dovuti slittare tutti gli ottavi, e
di conseguenza tutte le seguenti fasi a scontri diretti; il Mondiale si
sarebbe concluso intorno al 15-20 luglio; i giocatori convocati si sarebbero
aggregati alle loro squadre di club solo nelle fasi finali del ritiro
pre-campionato; i precedentemente detti avrebbero ritrovato la forma, per
poi riperderla durante la pausa natalizia; il campionato italiano lo avrebbe
vinto il Chievo Verona (tuttavia anche senza caso Poll non sembrerebbe
un'ipotesi assurda), quello inglese il Charlton, quello spagnolo l'Osasuna,
quello tedesco l'Eintracht Francoforte e quello francese il Le Mans. Al di
là comunque dei paradossi, i migliori arbitri di questo Mondiale sembrano
provenire dal Sud-Centro America, a testimonianza di un movimento in
crescita lì dove il calcio è "muy caliente", i tifosi non te la perdonano e
la corruzione è sempre in agguato. Complimenti allora a Larrionda, Simon,
Archunga (nonostante qualche errore ai danni della Francia), e company.
Passiamo finalmente al calcio giocato. Come miglior tradizione, i Mondiali
europei sono scarni di
vere e proprie sorprese. A differenza dei fratelli nordamericani e
"Asiatici", in Europa, chissà perchè, i valori storici e tradizionali
dell'establishment tecnico-calcistico alla fine emergono in maniera
preponderante. Abbiamo quindi i seguenti accoppiamenti negli ottavi:
Germania-Svezia; Argentina-Messico; Inghilterra-Ecuador; Portogallo-Olanda;
Italia-Australia; Svizzera-Ucraina; Brasile-Ghana; Francia-Spagna. Tutte le
grandi, come si evince, vi sono. Le sorprese, se così si possono chiamare si
limitano all'Ecuador di Carlos Tenorio, che ha beffato la Polonia, al Ghana
di Dujkovic, giunto dinanzi alla Repubblica Ceca, e, forse, l'Australia di
Hiddink, che ha beffato la Croazia.
Un
dato emerge in tutta la sua franchezza: il declino del calcio est-europeo.
Delle cinque contendenti schierate ai nastri di partenza, solo l'Ucraina è
riuscita ad accedere agli ottavi di finale, più per l'estrema semplicità del
suo girone che per la sua effettiva qualità; gli uomini di Blokhin hanno
approfittato della presenza dell'imbarazzante Arabia Saudita e dell'ingenua
Tunisia, per riassestare un cammino che li ha visti subito tramortiti dal
4-0 inaugurale contro la Spagna. Tra le cinque contendenti la più
accreditata era la Repubblica Ceca (nello stesso girone dell'Italia) forte
di nomi discreti ma subito orfana di fari importanti (Koller, Baros, Lokvenc,
Ujfalusi) per infortuni o squalifiche; alla fine Pavel Nedved si è dannato
l'anima, ma la media anagrafica estremamente alta, la supponenza dimostrata
nella sfida persa col Ghana, e la presenza di una cinica Italia, hanno
costretto il 67nne Bruckner a prenotare il volo di ritorno per Praga. Nulla
da fare per la Croazia di Simic, Tudor, Kovac, Olic, Klasnic e Prso; una
discreta batteria di attaccanti deludenti e un alto tasso di nervosismo
hanno tagliato le gambe a colei che avrebbe dovuto seguire il Brasile agli
ottavi. Ne ha approfittato l'Australia che il 26 se la vedrà proprio con gli
azzurri. Paradossalmente l'unica discreta impressione i croati l'hanno
destata nella sfida iniziale contro il quotato Brasile, più volte messo in
difficoltà; tuttavia il goal insperato subito da Kakà ha tagliato le gambe
agli slavi, apparsi svogliati contro il modesto Giappone e "troppo"
agguerriti contro i canguri. Peggio fra tutte la Polonia e la Serbia
Montenegro. I polacchi hanno concesso due goal al modesto Ecuador, senza
battere ciglio; hanno subito goal al 91' nella delicata sfida contro i
padroni di casa tedeschi, ed hanno vinto solo in rimonta, con due goal del
difensore Bosacki, convocato a pochi giorni dai Mondiali per l'infortunio di
un suo connazionale, contro una delle peggiori squadra viste sul suolo
tedesco, la Costa Rica. Mister Janas, prontamente dimessosi a fine
competizione, dovrà rimpiangere in particolar modo il non aver convocato
colui che, seppur giocando poco, rimane il miglior portiere polacco:
ballerino Dudek.
Che dire della Serbia&ormainonpiùMontenegro. Forse il risultato del
referendum montenegrino ha scisso non solo la federazione ma anche lo
spogliatoio; forse l'infortunio dell'uomo di maggior peso offensivo, Mirko
Vucinic, e le conseguenti polemiche innescate dal tentativo di mister
Petkovic di convocare al suo posto il figlio Dusan (riserva del Partizan)
hanno scosso l'intero ritiro; sta di fatto che riesce inspiegabile assistere
alle ultime due assurde gare di Stankovic e company. Dopo aver perso,
abbastanza immeritatamente nell'esordio contro l'Olanda, i serbi non sono
scesi in campo contro l'Argentina subendo un umiliante passivo di 6-0.
Paradossale vedere la linea di centrocampo slava retrocedere man mano che
gli argentini, con tocchetti orizzontali, si avvicinavano alla tre/quarti,
per poi fermarsi definitivamente nel momento dell'accelerazione innescata da
Riquelme o Cambiasso per una batteria presentante Crespo, Saviola, Tevez e
Messi. Sembra quasi che gli slavi lo facessero di proposito … L'ultima
partita contro la Costa d'Avorio sa poi di ridicolo; in vantaggio per 2-0
dopo i primi venti minuti, per "mano" di Dudic (autore di ben due falli di
mano in area) la Serbia viene raggiunta e superata dagli elefanti.
Sicuramente qualcosa non andava …
Ed ora ci apprestiamo ad assistere agli ottavi con la consapevolezza che
l'Italia sembrerebbe avere
il cammino spianato; gli azzurri hanno infatti evitato il Brasile, vincendo
il proprio girone e negli eventuali quarti affronteranno la vincente di
Ucraina-Svizzera, anziché, come da pronostico, la Francia. L'equipe di
Domenech è tra le grandi colei che ha più deluso, qualificandosi per il
rotto della cuffia nel girone di Svizzera, Corea del Sud e Togo. Proprio la
vittoria contro i dilettanti africani (la peggior squadra vistasi insieme ad
Arabia Saudita e Costa Rica), e la contemporanea sconfitta dei "ridolini"
contro gli elvetici, ha consentito ai blues di raggiungere il secondo posto
e affrontare la Spagna. Gli azzurri hanno quindi un cammino privilegiato
verso una semifinale che in teoria li vedrebbe opposti allo schiacciasassi
Argentina, la miglior squadra di questo inizio Mondiali. I bianco-celesti
hanno scalzato un contratto Brasile in vetta alla graduatoria delle
contendenti al trofeo, mostrando la miglior batteria di attaccanti al mondo
(Tevez, Messi, Crespo, Saviola) insieme a quella a disposizione di Parreira
(Ronaldo, Adriano, Kakà, Ronaldinho), ma un centrocampo sicuramente più
solido. Per entrambe le squadre le pecche sembrano esserci in difesa
(emblematici i pericoli corsi da un colpevole Dida contro l'Australia),
anche perché Pekerman, inspiegabilmente ha lasciato a casa uno dei migliori
difensori al mondo, Samuel, per convocare la sua riserva all'Inter: Burdisso
(!).
Bene
la Germania, soprattutto in attacco con gli oriundi Klose e Podolski,
supportati da Lahm e Schneider. Male Ballack e la difesa, troppo lenta (Mertesacker
85 kg e Metzelder 84 kg) e con alcuni componenti fuori ruolo (vd. l'esterno
Friedrich). Klose è ad oggi il capocannoniere dei Mondiali (4 goal), ma
negli ottavi dovrà affrontare per la prima volta una vera difesa. Gli
svedesi Mellberg e Lucic non sono sicuramente Drummond o Marin. Agevole il
turno di una titubante Inghilterra che ha perso Owen ma ha riguadagnato
Rooney; cilecca in difesa ma ha un Joe Cole (suo il più bel goal di questa
prima fase dei mondiali) ed un Gerrard in ottima forma. Il tutto con un
certo Peter Crouch (il Fassino di questi mondiali) a finalizzarne la
manovra: 202 cm ma abbastanza goffo e ruvido, sembra quasi un dilettante …
Alla sorpresa Ecuador il compito di complicarne le velleità. Portogallo e
Olanda si giocheranno il passaggio ai quarti anteponendosi in tutto:
dall'età, (bassa per gli oranges, alta per i lusitani), all'approccio
tattico al match (molto schematizzato, nella tradizionale linea di condotta
del Calcio Totale cruyffiano per i tulipani; molto tecnico e affidato agli
spunti dei suoi uomini vincenti per il C.T. Scolari). Pronostico: 1X2, con
l'Olanda leggermente favorita.
Francia-Spagna può esser vista come l'ennesima riedizione del vecchio che
tenterà d'imporsi sul nuovo che avanza. I diavoli rossi, completamente
rinnovati da Aragones, affronteranno la Francia dei quasi pensionati Zidane,
Thuram, Makelele, Wiltord, Barthez, ecc. Di fronte la squadra che dopo
l'Argentina ha più impressionato, contro quella che sembra già aver
raschiato il fondo del barile. Chi vince affronterà presumibilmente il
Brasile (il disordinato Ghana non sembrerebbe un avversario all'altezza), ed
i verdeoro già se la ridono …
L'Italia ha dunque una grande occasione: giungere "agevolmente" alle
semifinali, mentre le altre grandi, incontrandosi, dovranno dare vita a
scontri epici ma fisicamente usuranti (Germania-Argentina;
Inghilterra-Portogallo/Olanda; Brasile-Spagna/Francia).
Lippi dovrà risolvere ancora alcuni nodi gordiani: il ruolo da dare ad uno
spento Totti, l'infortunio
grave di Nesta (anche se Materazzi, soprattutto se lo si raffronta con i
difensori delle altre squadre, sembra dare ottime garanzie) e la scelta di
un modulo ed un approccio in bilico tra un atteggiamento improntato al
cinismo (come vorrebbe Cannavaro) ed uno all'attacco a tutto campo con i
vari Totti, Pirlo, Toni, Gilardino e Inzaghi che si scaldano.
Al momento, constatando la scarsa forma dei pilastri offensivi italiani, e
di rimando l'ottimo momento dei vari Cannavaro, Buffon, Materazzi, Gattuso,
Zambrotta, opterei per rinforzare la fase difensiva in attesa che
soprattutto Totti si svegli (se mai lo farà … altrimenti perché non dare
spazio ad un pimpante Del Piero), e puntare all'italiano contropiede con
Inzaghi e Gilardino supportati da Pirlo. Tuttavia il rango dell'Italia e le
sue ambizioni sono tali da esigere una rotonda e convincete vittoria, se
s'incontrano l'Australia (comunque una buona squadra, con un pericoloso
Hiddink come allenatore) ed una tra Ucraina e Svizzera.
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