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"… e se fosse tutta colpa
degli Agnelli next generation?"; mai chiosa fu così dolorosamente profetica
…In tal modo ho concluso il mio terzo articolo sulla presunta Calciopoli,
lasciandomi lo spazio necessario per vedere confutato, o meglio,
ridicolizzato tale sospetto. Mai risveglio fu più duro: 109 anni di storia
affossati dagli stessi artefici che ne hanno fatto la grandezza …
Alla fine del secolo scorso, e per molti anni ancora, discutendo con
juventini e non, tra scudetti, finali di Champions e coppette varie,
sostenevo una tesi apparentemente assurda: "gli Agnelli devono cedere la
Juventus, perché ormai il loro apporto è inutile, se non nocivo alla futura
grandezza della "loro squadra". La crisi FIAT, l'eccessiva attenzione per la
Ferrari di Schumi, il sostanziale menefreghismo dimostrato verso la superba
(…e non mi stancherò mai di dirlo, almeno fino al comparire delle prove, "le
vere prove", non le supposizioni-certezza, vergate in rosa e scritte in
romanesco) gestione tecnico-dirigenziale in calce alla Triade, furono tutte
spie di un calcio che cambia e che non piace più. In 12 anni gli Agnelli e
gli agnellini non hanno versato un obolo alla causa juventina (Lapo, dopo le
prime esternazioni d'amore pro-Cassano, scomparve dalle scene, e non solo
per motivazioni "particolari", al momento di concretizzare), anzi prelevando
da essa circa 100 milioni di euro, agli inizi del millennio, per frenare la
caduta disastrosa del loro impero industrial-finanziario. Auspicavo un
mafioso Abramhovic, un terrorista Gheddafi, uno sporco capitalista alla
Murdoch, persino un "caciarone", stile Gaucci o Zamparini, per sostituire la
famiglia alle redini della Signora. Mi contestavano: "e lo stile?".
Rispondevo: "con lo stile ci fai l'equazione con la competenza calcistica di
Massimo Moratti, e …", tirate voi le conseguenze.
La pochezza manageriale e umana degli eredi della famiglia è oggi dinanzi
agli occhi di tutti. Sentore vi era già nelle prime rappresaglie su
"simpatia sì, simpatia no", che quello stinco di santo di Lapo Elkann aveva
ingaggiato con la Triade, sulla nota quaestio "Rinnovo del contratto"; si è
manifestata alla grande con la celerissima cacciata dei traditori,
all'indomani delle intercettazioni "tantissimo fumo mediatico"-"pochissimissimo
arrosto giuridico". Il livore degli agnellini e company e la loro scarsa
capacità si mostrò all'epoca, scacciando gli artefici di 12 anni di successi
(soprattutto economici per loro), affidandosi a chiacchiere senza tentare di
vedere cosa c'era al di là del naso campanilistico dei Palombo o dei Luna.
Moggi e Giraudo a casa? 1-0 per i forcaioli. Si giunge ora al processo, dove
il principe del foro Zaccone dà il meglio di sé. Mentre i vari Cantamessa
crocifiggevano ed insultavano i precari d'Italia nella persona di Meani (ma
i veri e grandi avvocati si vedono da questo, dalla sostanza raggiunta e non
dallo stile effimero), il difensore juventino, in giurdichese stretto,
riesce nell'impresa di autopunirsi, sollevando gli sberleffi di mezza
Italia, e i biasimi increduli dell'altra. 2-0 per i forcaioli.
Solo dopo la sentenza d'appello che praticamente accusava la Juventus di
aver compiuto un illecito in un campionato a parte (Juventus A vs Juventus B
vs Juventus C vs Juventus D vs Juventus E vs Juventus F vs Juventus G), con
arbitri i soli Girando e Bottega. Solo dopo la reiterata invenzione di reati
da Paperopoli, solo dopo il trattamento "leggermente" diseguale rispetto a
quello riservato alle altre implicate, solo dopo che Sandulli (il giudice
della Corte Federale), il giorno dopo la sentenza, sulle pagine del
romanista affermava candidamente che "Calciopoli non esiste, e il campionato
2004/05 è stato regolare se non per qualche dubbio sulla partita Parma-Lecce
pro Fiorentina"), solo dopo l'assurdo esito del processo Reggina mantenuta
in A (sulla sentenza vi era la dicitura "…chiaro tentativo d'illecito", non
"… reiterato violazione della lealtà sportiva"; ART. 6 violato in pieno e
retrocessione automatica in serie B), il giorno prima della farsa seduta di
conciliazione tra Juve e FIGC. Dunque solo allora, quando si era sul 10-0
per i forcaioli, e quando anche i giornali cominciavano a pensare di averla
fatta grossa, quando il sogno "calcio pulito" si è dimostrato ancora una
volta tale, e quando si è visto Galliani, inibito per 6 mesi, condurre
ancora la campagna acquisti del Milan, premiato con la Champions…dunque solo
allora Coboldi Gigli si è leggermente alterato, si è svegliato dal torpore e
ha tentato di reagire: RICORSO AL TAR E, SE NON BASTA, RICORSO ALLA CORTE DI
GIUSTIZIA EUROPEA.
Il palazzo trema, e Guido Rossi comincia a scorgere nemici ovunque (anche
nei media fino ad allora forcaioli), e minaccia, con l'aiuto dell'assurdo
diktat FIFA (impresentabile dinanzi a qualsiasi tribunale dell'universo)
pesanti sanzioni per la violazione della clausola compromissoria. Clausola
fisiologicamente incostituzionale, al modo dell'intero impianto della legge
280, come è qui testimoniato dalle parole del costituzionalista, made in
mamma-LUISS, Antonio Baldassarre:
Baldassarre: "La clausola compromissoria è incostituzionale"
«La vicenda del ricorso al Tar della Juventus fa comprendere che le
regole del calcio vanno totalmente riscritte». Antonio Baldassarre,
presidente emerito della Corte Costituzionale e docente di diritto
costituzionale all'Università Luiss di Roma, formula la sua "ricetta" per i
mali del pallone nostrano. «Occorrono regole certe - ha spiegato Baldassarre
a La Padania - che assicurano l'indipendenza dei giudici sportivi e
l'indipendenza del settore arbitrale. Non mi sembra che allo stato attuale
ci sia la piena coscienza di questo profondo rinnovamento». Baldassarre
critica anche il commissario Figc, Guido Rossi, strenuo difensore della
clausola compromissoria, che invece è incostituzionale.
La Juventus può chiedere il risarcimento del danno al Tar del Lazio? Non
occorre un giudizio civile per il riconoscimento della sua pretesa?
«E' pienamente legittimata a farlo dalla normativa sulla giustizia
amministrativa. Bisogna però distinguere due aspetti del procedimento».
Quali sono?
«Innanzitutto il ricorso tende soltanto a sospendere i provvedimenti della
giustizia sportiva, non ad eliminarli. L'accoglimento della richiesta tende
a ottenere lo status quo ante: ciò vuol dire che la Juventus deve essere
riammessa in serie A dalla Figc. Tale decisione del Tar avrebbe un effetto
provvisorio sino alla sua pronuncia nel merito: solo allora le sanzioni
sarebbero eliminate».
I tempi del giudizio di merito non sarebbero però brevi?
«Occorrerrebbero alcuni mesi prima di una sentenza definitiva di primo
grado. A ciò bisogna aggiungere un altro congruo periodo di tempo per il
giudizio di appello dinanzi al Consiglio di Stato. Di conseguenza,
nell'ipotesi di sentenza favorevole alla società bianconera, la Federazione
dovrebbe far disputare alla Juventus provvisoriamente il campionato di A in
attesa dell'appello».
L'eventuale richiesta di risarcimento del danno non sarebbe però oggetto
della richiesta di sospensiva che dovrebbe essere discussa il prossimo 1°
settembre?
«Ciò sarebbe esclusivamente affidato al giudizio di merito. I giudici
potrebbero riconoscere fondata la pretesa della Juve solo nel caso in cui
intravedano che le sanzioni siano state sproporzionate in relazione agli
illeciti commessi. Ovviamente bisogna vedere se la società lo abbia
richiesto: dalle ultime dichiarazioni mi sembra che ci sia stato un
ripensamento».
L'eventuale scenario da lei prospettato in caso di accogliemento del ricorso
di urgenza avrebbe come conseguenza immediata il caos totale nel mondo del
calcio: anche Fiorentina e Lazio potrebbero adire il Tar?
«E' fuor di dubbio che in questo caso, entrambe le società proporrebbero
immediatamente il ricorso al giudice amministrativo per ottenere prima la
sospensione delle loro penalizzazioni e la loro successiva cancellazione nel
giudizio di merito. Ciò è possibile perché il procedimento disciplinare è
stato unico per Juve, Fiorentina e Lazio».
Finora la Juventus ha solo attaccato la Figc: ma non avrebbe dovuto anche
esperire azioni legali contro l'ex ad Antonio Giraudo e il dg Luciano Moggi,
indagati per falso in bilancio, per il riconoscimento degli eventuali danni?
«La società è sempre in tempo per poter approntare l'azione civile di
responsabilità contro i suoi ex amministratori. Ma se l'avesse fatta sin da
quando è scoppiato lo scandalo sarebbe stato meglio, per tutelare
l'interesse dei propri azionisti. Questi ultimi possono votarla in una
futura riunione dell'assemblea societaria».
Dopo gli ultimi avvenimenti giudiziari, non sarebbe meglio eliminare la
"clausola compromissoria" prevista dalle norme federali?
«La clausola compromissoria, che prevede il divieto per le società
calcistiche di ricorrere agli organi della giustizia ordinaria per le
questioni sportive, è chiaramente incostituzionale. Infatti, la nostra
Costituzione prevede che per la tutela dei diritti soggettivi e degli
interessi legittimi si può sempre ricorre al giudice statale: fa parte dei
principi fondamentali, dunque nessuno può impedire alla Juventus e agli
altri club di ricorrervi. Neppure la Fifa può farlo: sarebbe contraria anche
ai principi del diritto dell'Ue».
La "spallata" della clausola compromissoria è stata anche dovuta alla
trasformazione a fine di lucro delle società di calcio con una legge del '96
del primo Governo Prodi?
«Certamente. La clausola aveva un suo valore quando il calcio rimaneva in un
ambito prettamente dilettantistico. Nell'era delle società per azioni a
scopo di lucro è completamente superata e deve essere eliminata. Mi stupisce
che un giurista come Guido Rossi l'abbia difesa a spada tratta: essa è
incostituzionale».
(fonte: LA PADANIA)
E per chi ancora avesse dei dubbi si riporta quanto segue.
L'art. 2392 del Codice Civile recita testuali parole:
" Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla
legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico
e dalle loro specifiche competenze. Essi sono solidalmente responsabili
verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza di tali doveri, a
meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di
funzioni in concreto attribuite ad uno o più amministratori.
In ogni caso gli amministratori, fermo quanto disposto dal comma terzo
dell'articolo 2381, sono solidalmente responsabili se, essendo a conoscenza
di fatti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il
compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.
La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si
estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare
senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni
del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del
collegio sindacale."
Applicando un'interpretazione estensiva: il ricorso al TAR non è solo un
diritto ma anche un dovere verso la società da parte degli amministratori, i
quali rispondono, solidalmente, della cattiva gestione della stessa.
Si acuiscono i contrasti tra vecchio e nuovo, mentre la politica romettista
delle Melandri e dei D'Alema cerca soluzioni per impedire il giusto caos
punitivo sulle loro avventate azioni; si contatta Dupont, l'avvocato del
caso Bosman, che afferma le assolute ragioni della Juve, si cita un altro
importante costituzionalista di nostra mamma Luiss, il prof. Manzella:
«Dalle cose che ho letto, mi sembra che la pena data alla Juventus sia
abnorme e sproporzionata, perché le condotte contestate e le prove raccolte,
a mio avviso, possono provare la violazione dell'articolo uno del codice di
giustizia sportiva, quello sulla lealtà, non quello dell'articolo sei,
l'illecito». Col tono pacato di chi non ha una fede pallonara da
difendere, il professor Andrea Manzella, docente di diritto Costituzionale
alla Luiss di Roma, senatore Ds, non deve salire su nessuna barricata, ma ha
saggezza e codici per farsi un'idea delle disavventure di Calciopoli.
Mezza Italia dice che, in B a meno 17, alla Juve è anche andata di lusso, e
lei parla di «abnormità».
«I giudici, ovviamente, hanno avuto il proprio convincimento, io le dico la
mia impressione: penso siano stati provati comportamenti di slealtà, pure
reiterati, ma sempre di slealtà».
Secondo la Corte federale, tante azioni sleali fanno un illecito.
«Concetto discutibile. Quando mai la quantità si fa qualità? Ho letto di un
ambiente inquinato, ma l'illecito sportivo va provato. Certo, ci sono le
intercettazioni, ma dove sono tutti gli arbitri condannati? Ci vuole il "truccaggio",
la manomissione delle partite e bisogna dimostrarlo. Per questo giudico la
pena molto pesante».
Magari lei è uno dei 12 milioni di tifosi bianconeri annidati lungo la
penisola.
«Guardi, sono nato a Palermo e la prima partita che vidi, al tempo della
guerra, fu a Bari. Così provo affetto per i galletti di Matarrese. Ma in
serie A sono vergine».
Che ne dice del Milan in Champions League?
«Non saprei. Piuttosto ho trovato strana un'altra cosa».
Prego.
«Avrei aspettato ad appuntare lo scudetto sul petto di un'altra squadra. La
Costituzione dice che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva. E non
mi pare che per la Juventus ci sia già stata. Mi sembra sia stato dato all'Inter
un po' frettolosamente».
Forse bisognerà aspettare il Tar. Giusto andarci?
«Faccio una premessa. Sono favorevole al principio dell'autonomia
dell'ordinamento sportivo e allora comprendo come le istituzioni sportive
nazionali e internazionali difendano la clausola compromissoria. Potrei dire
che la Juve ha fatto bene, perché due anni fa è stata tolta la possibilità
di adire l'arbitrato nei casi di penalizzazione. E, in questo caso, sarebbe
venuto a mancare un grado di giudizio. Però, Figc e Coni lo permettono,
nella sostanza: lo vieta l'articolo 27 dello statuto della Figc, non quello
del Coni. Dunque la società può accedervi».
Allora è stato un errore.
«Penso solo sia pericoloso».
L'ingente danno quantificato, e rischiato, dal club non sconfina
nell'ordinamento statale?
«La legge 280 del 2003, quella che fermò la pioggia di ricorsi al Tar, è
sostanzialmente una buona normativa. E allora invito a riflettere: qualsiasi
squalifica, a un campo o a un giocatore, comporta un danno pecuniario. O no?
Secondo me, l'entità del danno dovrebbe essere uno dei motivi di un ricorso,
non la ragione principale. Quella, nel merito, dovrebbe essere la
sproporzione e l'abnormità della sanzione in relazione ai comportamenti
accertati».
Insomma non è stata raggiunta la prova dell'illecito?
«Mi viene in mente, quando ho cercato di spiegare Calciopoli a un cronista
dell'Observer, che mi chiedeva: No money, no girl. Niente soldi, niente
ragazze. Dov'è la corruzione? mi chiedeva. Allora gli ho parlato del costume
italiano, delle raccomandazioni. In un processo, però, bisogna superare il
ponte delle prove».
(fonte: La Stampa).
Si chiedono lumi all'avv. Ignazio Scuderi, il primo artefice della
lotta dei TAR, durante il celeberrimo processo FIGC-Catania nell'Estate
2003; processo conclusosi con la vittoria della società di Gaucci, e la resa
della FIGC, costretta ad allargare la serie B a 24 squadre. Il suo pensiero
è più che chiaro:
ROMA. Quando si parla di Tar torna alla mente il caso Catania. Estate
2003, etnei riammessi d'ufficio in B dal Tribunale amministrativo e
campionato cadetto a 24 squadre
Avvocato Ignazio Scuderi, lei vinse la sua battaglia come difensore del
Catania mentre la Figc perse e nacque così la legge «stoppa-Tar», che la
Juventus si prepara a travalicare. Sposerebbe la causa bianconera?
«Senza esitazione. Se fossi uno dei legali della società juventina non avrei
alcun dubbio a rivolgermi al Tar del Lazio. Lo farei accompagnato dalla
convinzione di ottenere quello che oggi chiedono gli avvocati della Juventus».
Perché tanta sicurezza?
«In primo luogo perché nessuno può impedirmi di rivolgermi al giudice dello
Stato. E poi, perché fra il caso Catania e Calciopoli non mancano le
analogie».
La Juventus oggi come il Catania tre anni fa. E' così, dunque?
«Allora presentammo ricorso al Tar motivando la nostra richiesta alla luce
dell'esistenza di un problema di competenze: la Corte Federale aveva
capovolto una sentenza della Caf in una materia, quella disciplinare, su cui
non poteva decidere. Per la Juventus la situazione è la stessa, visto che il
processo di primo grado doveva essere svolto davanti alla Disciplinare di
Milano e non alla Caf. E non parlatemi dei paletti fissati con la legge 280
del 2003. Quel provvedimento in casi del genere si può travalicare».
Ma fra i grandi imputati di Calciopoli c'erano anche dirigenti federali,
motivo per cui il primo grado si è svolto a Roma per il principio
dell'attrazione.
«L'attrazione è di natura eccezionale e quindi non suscettibile di
un'interpretazione estensiva. Andavano fatti due processi, quello alla Juve
presso la Disciplinare. Il Tar non entra nel merito, ma qua il punto è la
giurisdizione: la decisione di giudicare ammissibile il ricorso presentato
da Moggi e Giraudo è un punto non indifferente a favore della Juventus. E
questo la Figc lo sa».
Come ha interpretato le minacce del gran capo della Fifa, Joseph Blatter?
«Se Blatter arrivasse a sanzioni tipo la radiazione dall'Europa per i club o
la nostra Federazione, qualsiasi giudice comunitario o nazionale
accoglierebbe l'immediato ricorso delle società o della stessa Figc. E
sempre per il principio costituzionale che permette a chiunque di rivolgersi
al giudice dello Stato».
Che finale si aspetta da questa interminabile storia?
«Prevedo una serie A allargata, comprendente anche la Juventus. Il Tar darà
la sospensiva e sarà tutto da rifare».
(fonte: LA STAMPA)
Insomma, vi erano tutte le condizioni per fermare il calcio per un anno,
portare a termine processi, finalmente degni di questo nome, fare
effettivamente luce sulla gestione di FIGC e LEGA, finalmente affidate a
persone al di là di ogni sospetto (no ex consiglieri interisti, che in
passato facevano parte dell'entourage dello Geronzi ROMAttiano e GEAno). Si
sarebbe potuto forse (tuttavia rimango per la tesi dell'impossibilità, come
ho cercato di spiegare in alcuni articoli precedenti) ricercare il calcio
pulito, a prezzo di lacrime e sangue (come tutte le rivoluzioni). La
Juventus avrebbe avuto il merito di cambiare e di cambiarsi ed invece ha
calato le braghe, approfittando del mutismo dei propri supporters (tifosi da
salotto, da sky), che non mandano gli inviati di SKY in prognosi riservata,
non spezzano l'Italia in due, bloccando le stazioni e non minacciano,
novelli Brenno, di mettere a ferro e fuoco la Caput Mundi, ma si radunano in
20 davanti alla sede in occasione dell'evento più importante della loro
storia, suscitando le ilarità dei loro stessi rappresentanti (leggasi
dichiarazioni di Cobolli Gigli, all'uscita del CDA).
RAGAZZI ECCO A VOI IL CALCIO PULITO … GODETEVELO; IO TORNERO' A TIFARE JUVE,
QUANDO TORNERA' A VINCERE SCUDETTI E CHAMPIONS (POSSIBILMENTE SENZA QUESTA
dirigenza, che la giudica, parole dei vertici degli affari Agnelli, un
peso).
DOPOTUTTO INNAMORATO SI', MA FESSO NO …
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