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Tutti ci siamo accorti di un
fenomeno nuovo per le nostre città, che sta sempre più prendendo piede
ovunque: da interi edifici, vie, quartieri, gli Italiani scompaiono e
vengono sostituiti da immigrati. Troppo spesso questo fenomeno è determinato
dalla tecnica di spossessamento - impossessamento immobiliare "worry and buy",
ben conosciuta negli USA, dove i nostri stessi emigranti ne furono tra i
protagonisti.
In Italia le prime avvisaglie del fenomeno si sono riscontrate in una
diversa prassi, con finalità più limitata in quanto meramente estorsiva,
attuata da alcune comunità di immigrati, in particolare da quelle più
malviste nel nostro paese: costoro dopo un'attenta ricerca, sceglievano come
bersaglio un grande edificio di nuova costruzione, appena ultimato, con
molti appartamenti ancora da vendere. All'imprenditore venditore si
presentava una coppia di immigrati, con lavoro fisso e permesso in regola,
apparentemente "brava gente", che acquistava uno degli appartamenti nuovi in
vendita pagando pronta cassa. Subito dopo il rogito notarile l'appartamento
così acquistato veniva occupato da una ventina di immigrati, i quali
cominciavano a seminare sporcizia e immondizie, fare rumore di giorno e di
notte (soprattutto di notte), sguinzagliare in giro per l'edificio bambini e
ragazzi sporchi e urlanti. Negli altri appartamenti e negli edifici vicini
cominciavano a verificarsi furti. Qualche anziano veniva facilmente
scippato. Ovviamente nessun Italiano si presentava più all'imprenditore
edile per acquistare i molti appartamenti ancora da vendere. L'imprenditore,
disperato, offriva agli immigrati di ricomprare quell'appartamento al doppio
del prezzo pagato, e l'estorsione era compiuta.
E' questa prassi inizialmente estorsiva che oggi evolve nel ben più
preoccupante worry and buy. Non sono più un imprenditore e un singolo
edificio ad essere presi di mira, ma un'intera via o quartiere. Il fine non
è più estorsivo ma acquisitivo. Tale prassi di impossessamento viene messa
in atto dalle più varie etnie extracomunitarie; tuttavia è giusto ricordare
che, come sopra accennato, gli stessi emigranti italiani l'hanno adottata
nella prima metà del secolo scorso negli USA, in particolare nel quartiere
newyorkese di Brooklyn. Oggi però noi Italiani non ne siamo più gli autori,
bensì le vittime, nelle nostre città, nelle nostre case. Quando viene messa
in vendita una palazzina, una villa, preferibilmente un intero edificio in
una data via, si presentano degli immigrati acquirenti che pagano pronta
cassa tutto quello che il venditore richiede, anche se è un prezzo
esorbitante. Con questa modalità ci si appropria di due, tre, quattro
edifici siti in quella via. Completate queste acquisizioni iniziali, il
gioco è fatto. Bastano questi "avamposti" a rendere il quartiere invivibile:
prostituzione, spaccio, sporcizia, furti, rumori, impossibilità di uscire la
sera e dormire di notte. Il massimo del degrado gli immigrati lo ottengono
quando riescono ad aprire nel quartiere un locale notturno. Possono in ciò
approfittare dell'usuale lassismo e disinteresse delle autorità locali nella
concessione di licenze per locali di questo tipo, pub, night e discoteche,
costituenti una delle principali cause di degrado e di invivibilità dei
quartieri, anche quando sono gestiti da Italiani. Tale locale diviene il
centro di tutti i traffici illeciti, per tutta la notte inonda il quartiere
di musica ad alto volume, e delle urla di risse e accoltellamenti.
Sottolineo che i quartieri presi di mira non sono di solito le borgate a
basso prezzo, ma i quartieri centrali, abitati per lo più da Italiani
benestanti. I residenti italiani, proccupati, spaventati, disperati,
tempestano di chiamate le forze dell'ordine: arrivano i Carabinieri,
scompaiono prostitute, viados e spacciatori e il locale zittisce la musica.
Cinque minuti dopo che i Carabinieri se ne sono andati, musica, spaccio e
prostituzione ricominciano proditoriamente. I residenti allora sottoscrivono
esposti al Sindaco, al Prefetto, viene disposta una retata, ma dopo solo
qualche giorno tutto è come prima. Agli Italiani non rimane che mettere in
vendita le abitazioni; nessun altro Italiano è però disposto ad acquistarle.
Dopo qualche mese si fa avanti un immigrato, della stessa etnia dei
disturbatori, e offre un prezzo da saldo. Pur di andarsene e di cercare
altrove una vita "normale", le famiglie italiane cedono. Nel giro di uno o
due anni l'intera via o l'intero quartiere è in mano a quella etnia di
immigrati. In questo consiste il "worry and buy", il "preoccupa e acquista",
ovviamente a prezzi stracciati.
Vi è anche un'ulteriore beffa. Capita sempre più spesso che cittadini
italiani svendono per trasferirsi in un altro quartiere, e questo secondo
quartiere diventa poi anch'esso, a sua volta, bersaglio del worry and buy.
Tale sorte, ad esempio, è toccata ai Romani fuggiti negli anni '80 dalla
zona "magrebinizzata" a ovest della Stazione Termini, per stabilirsi nella
zona attorno a Via Giulio Cesare, oggi caduta in mano ai centroafricani. Da
sottolineare che al gioco di squadra attuato dagli immigrati, gli Italiani
sembrano, nella loro disunione e nella loro incapacità di organizzarsi, non
essere in grado di opporre un altrettanto valido loro gioco di squadra.
Vengono così a cadere le condizioni minime per la sussistenza di uno Stato,
di un potere pubblico. Secondo la concezione liberale dello Stato, il
minimum che lo Stato stesso deve storicamente garantire ai cittadini è
costituito da: ordine pubblico, giustizia, difesa dei confini da invasioni
straniere. Uno Stato che non garantisce ai cittadini questo minimum di
vivibilità non ha più senso, non ha più legittimazione a esercitare il
potere pubblico.
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