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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - NOVEMBRE 2007  
Spiderman a Vienna
 
 
di Carla Sini
c.sini@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero II Novembre 2007
 
Avete mai pensato che la pura forza umana possa essere in grado di replicare le acrobazie che sempre abbiamo visto fare ad uno svolazzante supereroe tra un tetto e l’altro? Ebbene: se qualcuno mi avesse posto questa domanda anche solo qualche giorno fa, sicuramente avrei risposto con il più assoluto scetticismo, ma oggi devo ricredermi!

Vienna, scenario del primo contest mondiale di freerunning sponsorizzato da Redbull, è stato anche lo sfondo del mio incontro con due “traceurs” (tracciatori) italiani, Molla e Turco, che mi hanno incuriosito e affascinato con le loro performances. I tracciatori sono coloro che praticano il parkour, una disciplina nata negli anni Ottanta in Francia e che sta prendendo piede sempre di più in tutto il continente e oltreoceano. L’arte del parkour nasce dalla voglia di rompere gli schemi che l’urbanistica moderna impone, cercando così di “avvicinare” lo spazio e diminuire le distanze create da ostacoli di mattoni e cemento: in sostanza, i tracciatori sfruttano l’ambiente circostante, col solo ausilio della propria agilità, concentrazione e abilità tecnica, per creare un mondo che segue esclusivamente le regole dettate dalla loro personale ispirazione. Il risultato non saprei definirlo se non sensazionale: una sfida all’ultimo salto con le altezze e la forza di gravità, il desiderio di oltrepassare il limite umanamente concepibile e l’onnipresente adrenalina che alimenta la suspense di momenti che sembrano non finire mai … poi il volo nel vuoto…

I fortunati spettatori viennesi hanno potuto godere lo spettacolo di trenta tracciatori, che si sono sfidati a colpi di tricks (movimenti, ndr) e sequenze acrobatiche per un tempo massimo di un minuto e mezzo, in una gara in cui la sana competizione ha concesso ad ogni partecipante di essere giudice di tutti gli altri. L’arte dello spostamento, come anche viene spesso chiamata, è però il risultato di un lavoro minuzioso e costante che impone lunghi allenamenti sia in palestra sia direttamente “su strada”, dove mente e corpo si fondono nell’unico obiettivo di affrontare e sconfiggere quelle barriere architettoniche che oggi ci fanno sentire “stretti” e limitati.
Purtroppo, difficilmente le parole riescono a spiegare cosa il parkour e il freerunning, sua diretta derivazione, riescono ad esprimere dal vivo: ma sicuramente i video online del Dynamic Duo, nonché il sito ufficiale delle arti di strada www.streetarts.org sapranno convincervi…
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