Avete mai pensato che la pura forza umana possa essere in grado di replicare
le acrobazie che sempre abbiamo visto fare ad uno svolazzante supereroe tra
un tetto e l’altro? Ebbene: se qualcuno mi avesse posto questa domanda anche
solo qualche giorno fa, sicuramente avrei risposto con il più assoluto
scetticismo, ma oggi devo ricredermi!
Vienna, scenario del primo contest mondiale di freerunning sponsorizzato da
Redbull, è stato anche lo sfondo del mio incontro con due “traceurs”
(tracciatori) italiani, Molla e Turco, che mi hanno incuriosito e
affascinato con le loro performances. I tracciatori sono coloro che
praticano il parkour, una disciplina nata negli anni Ottanta in Francia e
che sta prendendo piede sempre di più in tutto il continente e oltreoceano.
L’arte del parkour nasce dalla voglia di rompere gli schemi che
l’urbanistica moderna impone, cercando così di “avvicinare” lo spazio e
diminuire le distanze create da ostacoli di mattoni e cemento: in sostanza,
i tracciatori sfruttano l’ambiente circostante, col solo ausilio della
propria agilità, concentrazione e abilità tecnica, per creare un mondo che
segue esclusivamente le regole dettate dalla loro personale ispirazione. Il
risultato non saprei definirlo se non sensazionale: una sfida all’ultimo
salto con le altezze e la forza di gravità, il desiderio di oltrepassare il
limite umanamente concepibile e l’onnipresente adrenalina che alimenta la
suspense di momenti che sembrano non finire mai … poi il volo nel vuoto…
I fortunati spettatori viennesi hanno potuto godere lo spettacolo di trenta
tracciatori, che si sono sfidati a colpi di tricks (movimenti, ndr) e
sequenze acrobatiche per un tempo massimo di un minuto e mezzo, in una gara
in cui la sana competizione ha concesso ad ogni partecipante di essere
giudice di tutti gli altri. L’arte dello spostamento, come anche viene
spesso chiamata, è però il risultato di un lavoro minuzioso e costante che
impone lunghi allenamenti sia in palestra sia direttamente “su strada”, dove
mente e corpo si fondono nell’unico obiettivo di affrontare e sconfiggere
quelle barriere architettoniche che oggi ci fanno sentire “stretti” e
limitati.
Purtroppo, difficilmente le parole riescono a spiegare cosa il parkour e il
freerunning, sua diretta derivazione, riescono ad esprimere dal vivo: ma
sicuramente i video online del Dynamic Duo, nonché il sito ufficiale delle
arti di strada www.streetarts.org sapranno convincervi… |