Il dubbio ci sovviene nel momento in cui consideriamo che Al Gore becca il
Nobel per la Pace in virtù di un documentario blockbuster criticato
aspramente da più parti, di varia natura ideologica e più o meno
scientifiche. “Una Scomoda Verità”, di cui purtroppo ancora si continua a
parlare, è un film di serie B. Fatto da americani, congegnato e montato come
un’americanata, destinato all’americano-medio che poco sa e poco vuole
sapere oltre il suo fraticello domestico. E tutto
il mondo si inchina al mago Gore.
La base di tutto sono le ricerche del Professor Ernst-Georg Beck, che
dovrebbero fondare la sostanza scientifica delle tesi del comitato
ambientalista fondato e presieduto da Gore, ovvero che dovrebbero dimostrare
che vi è un aumento di CO2 nell’atmosfera terrestre a causa dell’operaumana
e che questo aumento provoca un inasprirsi dell’effetto serra che genera il
riscaldamento globale che provoca lo scioglimento dei ghiacciai, la
desertificazione e l’estinzione delle specie (notate il numero importante di
“…che…” discendenti da un unico assunto scientifico?). C’è un piccolo
problema nella tesi dell’ultimo paladino dell’ambientalismo. Ovvero che il
Professor Beck ha sconfessato pubblicamente proprio il suo maggiore fan.
Il Professore di Friburgo sostiene che Gore, o chi per lui, abbia
categoricamente e coscientemente selezionato risultati scientifici atti ad
avvalorare le tesi di “Una Scomoda Verità”, ignorando i dati, forniti dalle
ricerche dello stesso Beck, che sconfessano totalmente il suo documentario.
Nello specifico, il team del Comitato Gore ha selezionato dati sui carotaggi
di ghiaccio nell’Artico a partire dal 1957 solo se compatibili con la
propria tesi, ignorando per di più tutte le altre comprove scientifiche di
Beck che contrastano con il messaggio del film. Beck ha dimostrato nel toto
delle sue ricerche che il picco di CO2 si è avuto negli anni ’30 e che dagli
anni ‘40 ad oggi il livello di CO2 nell’atmosfera terrestre è diminuito
sensibilmente di concentrazione, e che il cosiddetto riscaldamento globale è
precedente all’inesistente aumento del CO2. Alla metà del secolo scorso gli
studi ambientali prevedevano un progressivo raffreddamento del pianeta, ma
dalla fine degli anni ’40 si è invertita la tendenza. Beck ha dimostrato
inoltre come nella migliore
delle ipotesi il CO2 incida al 2-3% sul riscaldamento globale, e che esiste
una quantità di fattori che possono influenzare l’atmosfera terrestre, dalle
macchie solari e venti solari, all’orbita dell’ellittica terrestre,
all’attività vulcanica, ai cicli geologici naturali che la Terra attraversa
regolarmente in centinaia di migliaia di anni. Per di più si è dimostrato
che il buco dell’ozono, altra fantomatica causa di morte del pianeta nei
miti ambientalisti degli anni ’80-’90, si sta richiudendo.
In sostanza è come se Gore volesse prevedere l’andamento del NASDAQ in base
alle fasi lunari. “Una Scomoda Verità” è solo un caso di puro egocentrismo.
Egocentrismo di Gore nel volersi mettere al centro dell’attenzione mondiale,
dopo essere stato trombato nelle elezioni contro Bush. Egocentrismo
americano, nel vedere tutto dalla propria prospettiva di motore immobile del
mondo. Egocentrismo antropologico della società occidentale che nel bene o
nel male si ritiene artefice del creato. Nel mentre, d’estate ha sempre
fatto caldo, e d’inverno ha sempre fatto freddo. A sciare si va a Natale o a
Pasqua e al mare si va ad Agosto. Bestie e cristiani
muoiono e nascono come sempre. Alla faccia di Gore.
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