E’ cominciata la Terza Repubblica. Nessuno avrebbe mai creduto o ipotizzato
che la Seconda Repubblica, quella nata dopo Mani Pulite, sarebbe finita il
13 e 14 aprile del 2008. Un Parlamento
“semplice” con solo cinque gruppi parlamentari alla Camera e 4 al Senato.
Due partiti, PDL e PD, che da soli raccolgo oltre il 70% delle preferenze. I
partiti con chiaro richiamo all’ideologia comunista per la prima volta fuori
dall’arco parlamentare e il raddoppio dei consensi da parte della Lega Nord.
Ma andiamo per ordine. L’alleanza PDL-Lega-MPA ha distanziato a livello
nazionale, sia alla Camera sia al Senato, di 9,3 punti percentuali
l’alleanza tra PD-IDV. Ciò ha portato ad avere una solida maggioranza sia
alla Camera ( 344 deputati) che al Senato ( 174 senatori) e ad avere, in
prospettiva, un governo stabile e capace di interventi strutturali per
l’intera legislatura. Spariscono molti parlamentari "eccellenti”, per fama o
per capacità, che vengono inghiottiti dalla debacle della Sinistra
Arcobaleno: nessun rappresentante nelle Camere. E’ una svolta epocale per la
nostra storia parlamentare ed è anche un problema. La SA rappresentava la
parte più estremista e antagonista del paese che adesso non avrà più una
rappresentanza. L’insuccesso del gruppo guidato da Fausto Bertinotti è stato
dettato da diversi motivi, due su tutti. Uno è stato
l’incapacità di comprendere e raccogliere le istanze sociali; l’altro è
stato Walter Veltroni che, insistendo sulla discontinuità con l’estrema
sinistra, aiutato dall’impossibilità di vittoria da parte della SA, ha
fagocitato circa 2/3 del suo elettorato. Altra grande novità è il boom della
Lega Nord che ha ottenuto oltre l’8% dei consensi raccogliendo un nutrito
numero di rappresentanti. La Lega ha ottenuto un successo incredibile
riuscendo a raccogliere le istanze sociali del Nord e dandogli nuove
speranze. Insistendo su temi quali sicurezza, federalismo fiscale, aiuto
alle imprese che
evidentemente hanno toccato l’elettorato (da sondaggi risulta che la Lega ha
conquistato molti consensi nel mondo operaio).
Grande merito deve essere dato a Silvio Berlusconi, capace di fare delle
scelte e di creare una lista unica con AN, annunciando che entro l’anno il
partito unico prenderà vita. E’ un nuovo Berlusconi, non è più quello del
2001, è più razionale e avverte il popolo italiano che si sta per entrare in
una crisi e che saranno prese, se necessarie, delle scelte importanti, delle
volte, anche impopolari. Su questo filone se ne innesta un altro. Ormai
tutte le volte che al governo si insedia Silvio Berlusconi alcune parti
della sinistra affermano che il popolo italiano si è “fatto fregare” e che
non sa chi sia in realtà Berlusconi. Bisogna fare delle considerazioni.
Primo: Berlusconi non ha vinto di poche migliaia di voti ma di oltre tre
milioni e non si può credere che siano tutti scemi. Nell’elettorato di
centrodestra c’è gente seria, colta, preparata, che non è appannaggio della
sola sinistra, non esiste quella superiorità morale che molti vantano. Per
essere fedele alle sue dichiarazioni, Veltroni dovrà essere capace di
spazzare via questi pregiudizi perché se permanessero non sarebbe possibile
un dialogo franco e leale come da tutti auspicato. Anche perché non è
possibile affermare che non sa chi sia Silvio Berlusconi, tutti sanno che ha
tre televisioni, che possiede il gruppo Finivest e che ha affrontato molti
processi (non essendo mai condannato seppur grazie alla prescrizione dei
termini). In questo caso l’elezione popolare è dirimente il conflitto
d’interessi, perché ogni italiano sa chi sia il presidente del Popolo della
Libertà e nessuno è stato costretto a votarlo.
Altra cosa che appare irrazionale è la speranza che questo governo
faccia male o duri poco. Nessuno italiano responsabile può sperare che
l’Italia sia governata male, fermo restando che si sia votato per un altro
schieramento. Stiamo entrando in una crisi economia internazionale e
dobbiamo augurarci che il governo sia capace di guidare il nostro paese
attraverso la crisi e non sperare che faccia male o che caschi presto. Anche
perché, come detto, la maggioranza è solida
sia alla Camera che al Senato e se il governo operasse male in ogni caso
sarebbe difficile scalfirlo.
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