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Periodico dell'Associazione Culturale


MAGAZINE - GIUGNO 2008  
Arrivederci ragazzi!
 
 
di Pietro Rizzi
p.rizzi@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero VI Giugno 2008
 
Il mio incontro con LiberaMente avvenne esattamente il 29 settembre 2004, il mio primo giorno da matricola alla Luiss. Dopo aver fatto i miei primi passi all’interno dell’Università senza una meta precisa, mi convinsi a chiedere aiuto a qualcuno che potesse dirmi velocemente tutto quello che c’era da sapere: dalla dislocazione delle aule, ai professori più cattivi. Ma chi scegliere tra le tante facce sconosciute? la scelte ricadde su una persona che mi sembrava più seria e professionale delle altre: Carmelo Dragotta, uno dei padri storici del giornale, che, dopo avermi detto
con molta minuzia tutto quello che dovevo sapere, mi disse: “perchè non vieni alla prossima riunione di redazione di LiberaMente? fidati, ti piacerà!”. Più per conoscere qualcuno che per reale interesse ci andai, e fu da lì in poi che nacque il mio “amore” per il giornale. Mi ricordo ancora il primo articolo che scrissi riguardante la Libia!

Dopo pochi mesi decisi di impegnarmi maggiormente ed accettai la sfida di diventare art director del giornale anche se, a dir la verità, non avevo ben capito che cosa realmente dovessi fare. Il risultato fu che dopo un incontro durato qualche ora con Guido Brescia, art director uscente (a lui, nonostante i suoi modi sbrigativi e l’ossessione per i Macintosh, vanno tutti i miei ringraziamenti), mi venne detto che il numero successivo l’avrei curato io. Panico. Tuttavia, nonostante varie imprecisioni ed errori ce la feci benissimo e da quel momento in poi, cercando di migliorarmi volta dopo volta, ho continuato a gestire la parte grafica e d’impaginazione fino ad oggi....anzi a ieri visto che d’ora in poi ci penserà il mitico Ivan Cardia. Essere art director significa non andare mai sotto i riflettori, significa lavorare giorno e notte - non sto scherzando - per tutte le 36 ore precedenti all’invio della bozza in tipografia, significa essere più sgridati che elogiati. Ma nulla è comparabile alla soddisfazione di ricevere gli articoli in semplice formato word, trasformandoli nel giornale che ogni mese trovate pronto così come lo avete in mano. Ho gestito la creazione di circa 25 numeri, ho impaginato in condizioni estreme e a chilometri e chilometri di distanza (Kiev, Mosca, Istanbul, Praga, Budapest...), ho visto passare sette direttori mentre io ero lì, sempre presente.

Mi si permetta di ringraziare, tra tante, due persone: Alessandro Marrone, altro padre storico del giornale, mio primo direttore. Fu lui a correggere il mio primo articolo (dicendomi che andava bene....ed era una tragedia invece!), fu con lui che feci le miei prime impaginazioni notturne. Di lui ammirerò sempre la voglia di fare e lavorare e la sua capacità di essere disponibile ad ogni ora del giorno e della notte: nell’ultima impaginazione fatta insieme ci salutammo alle 5 di mattina e fu sempre lui, alle 8 della stessa mattina a svegliarmi spronandomi al lavoro. Un direttore che dava l’esempio! Ultimo, ma forse più sentito grazie, lo devo a Vincenzo Mirmina. E’ stato il mio sesto direttore, ed è con lui che ho vissuto maggiormente il giornale. Si rifletteva insieme sopra ad ogni problema, si valutavano insieme gli articoli, ci si correggeva a vicenda i lavori di competenza. Un’amicizia più che un mero rapporto giornalistico. Di lui non dimenticherò l’umiltà, l’alta considerazione che aveva dei suoi redattori e la grande capacità nello scrivere: era un vero scrittore, uno dei migliori- se non il migliore - che LiberaMente abbia mai avuto.
Arrivederci ragazzi!
 

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