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Periodico dell'Associazione Culturale


MAGAZINE - GIUGNO 2008  
Scoutismo, si impara da piccoli a diventare grandi
 
 
di Maria Alessandra Crisafi
m.crisafi@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero VI Giugno 2008
 
qualche luogo comune. Lo scoutismo non è catechismo, non è qualcosa che si fa per passare un po’ di tempo, ma qualcosa che si è per sempre, è uno stile di vita, è comprensivo di una serie di valori che, scanditi da impegni ben definiti, si vivono quotidianamente. I capi scout sono educatori di ragazzi che vanno dagli otto ai diciannove anni e li accompagnano nel loro percorso di crescita proponendo valori come fede, amore (per gli altri) e cittadinanza (essere un buon cittadino impegnato concretamente nel miglioramento della realtà circostante). I ragazzi vengono divisi in unità, per fare in modo che ciascuno viva la proposta educativa in base alla sua età: sebbene gli strumenti che vengono usati nelle unità siano diversi, i valori restano gli stessi.

Per fare un esempio concreto, ad un bambino di otto anni si propone la “buona azione” come strumento per avvicinarlo al servizio (per i non scout equivale a volontariato ed è conforme all’ideale d’amore di cui sopra), mentre al ragazzo di diciannove si propone di fare servizio, ad esempio, in una struttura di recupero per tossicodipendenti. Nulla viene fatto a caso: esistono campi di formazione capi dove si apprende il metodo, le attività con i ragazzi vengono progettate accuratamente e per ciascun ragazzo esiste un percorso di progressione personale basato sulle sue capacità. L’obiettivo finale è portare il bimbo di otto anni ad essere uomo o donna della partenza: con questo termine si intende la fine del percorso scoutistico e il fare propria la scelta di quei tre valori che prima erano vissuti come proposta. Dopo la partenza, non importa se chi incontri è di un’altra città, nazione o continente, sei consapevole che per il solo fatto che indossa un fazzolettone al collo, condivide i tuoi stessi pensieri ed obiettivi e non serve chiedere “tu chi sei?” perché la risposta la sai già: “sono uno scout”.
 
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