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Periodico dell'Associazione Culturale


MAGAZINE - GIUGNO 2008  
Redditi online: quando il brigante è lo stato
 
 
di Carlo Cauti
c.cauti@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero VI Giugno 2008
 
Dulcis in fundo, a chiudere in bellezza la rubrica “TASSE DOVETE MORIRE” di quest’anno, il vostro viceministro dell’economia preferito ha deciso di farci un regalone. Una tassa sull’ossigeno? No. Una gabella sull’acqua dei Nasoni? Macché. Un’accisa sulla carta igienica? Nemmeno un controllino di cortesia della Guardia di Finanza? Meglio, da oggi Vincenzo Visco pubblica la vostra dichiarazione dei redditi direttamente su internet. Annuntio vobis gaudium magnum! Da oggi denunciare l’antipatico vicino di casa o il collega con il SUV nuovo di zecca è più facile, puoi farlo dati in mano. Che aspettate gente? Correte a casa a controllare quanto guadagna il papà di quel vostro amico sempre vestito ultrafirmato, o di quello che ha appena
comprato casa vicino l’università. E nel caso riteniate sia troppo poco, un click sul sito del Ministero e via, la denuncia è fatta. Piano B: guadagna troppo? Una telefonata a Scampia
e ci pensano loro. Se siete bravi magari metà del riscatto riuscite ad intascarlo. Comunque vada, il ricco è colpito, il problema è eliminato.

Perché questa banda di briganti vuole questo, questo studiano da mattina a sera e si scervellano di ottenere, è il loro sogno erotico ricorrente: colpire chi possiede, identificare, attaccare e distruggere sistematicamente tutti coloro che hanno un reddito, massacrare la classe media e piallare economicamente la società. Quando credevamo di esserci finalmente liberati del carissimo dott. Visco, lui e la banda di cavallette assetate di tasse capitanata dal suo amico Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ci hanno fatto rimpiangere di essere andati a votare in forma pacifica e civile, e di non aver assaltato alla baionetta il Ministero dell’Economia ed appeso questi sciacalli per i piedi al benzinaio più vicino. Dopo la batosta elettorale il “Vampiro” poteva togliere il disturbo in silenzio ed andare a farsi dimenticare, invece la stessa vanità che lo fa apparire abbronzatissimo in Dicembre inoltrato lo ha portato a compiere questa barbarie. Con una logica precisa: installare l’odio sociale nel popolo, così dove non dovesse arrivare la longa manus del fisco, ci sarebbe qualche spione a fare il lavoro sporco. In Italia esistono 104 Procure della Repubblica. Ad oggi Visco ha 104 esposti per abuso di potere, violazione della privacy ed altro. E con la sua colossale faccia di bronzo si è pure permesso di affermare che, altro non avrebbe fatto, se non eseguire una legge del 1973, peccato che in 35 anni la legislazione è cambiata, la convenzione europea dell’ ’81, le leggi del ’96 e del 2003, con l’istituzione del garante della privacy hanno abrogato de facto quella precedente. E un viceministro della Repubblica è tenuto a saperlo.

Visco poi non è nuovo a sparate del genere: nei primi anni ’80, semplice consigliere di via XX settembre, aveva già diffuso i redditi degli italiani, facendo un errore madornale nel calcolarne alcuni, e provocando la dimissione del Ministro delle Finanze dell’epoca. Lui, ovviamente, rimase al suo posto. E fece pure carriera. Poi i casi Unipol, Speciale, Magistro, Philip Morris, i 20 giorni di arresto e 25 milioni di multa, più l’”ordine di riduzione in pristino dei luoghi”, cioè la demolizione, per abuso edilizio a Pantelleria (tentando di salvarsi in corner grazie al condono Berlusconiano). E lo avevano definito un galantuomo. Quando un dittatore capisce di essere sconfitto non si cura più delle conseguenze dei suoi atti, cerca di fare il maggior danno possibile e portare il maggior numero di persone con se nella tomba. Hitler voleva bruciare Parigi, Saddam incendiò i pozzi del Kuwait, Visco ha fatto di peggio: ha ucciso la convivenza sociale e installato in ognuno di noi il timore ed il sospetto anche verso i propri cari. Grazie Visco. A mai più rivederci, speriamo.

PS: Vincenzo Visco: reddito 130.000 €. E la villa a Pantelleria come l’ha comprata?
 
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