Dulcis in fundo, a chiudere in bellezza la rubrica “TASSE DOVETE MORIRE” di
quest’anno, il vostro viceministro dell’economia preferito ha deciso di
farci un regalone. Una tassa sull’ossigeno? No. Una gabella sull’acqua dei
Nasoni? Macché. Un’accisa sulla carta igienica? Nemmeno un controllino di
cortesia della Guardia di Finanza? Meglio, da oggi Vincenzo Visco pubblica
la vostra dichiarazione dei redditi direttamente su internet. Annuntio vobis
gaudium magnum! Da oggi denunciare l’antipatico vicino di casa o il collega
con il SUV nuovo di zecca è più facile, puoi farlo dati in mano. Che
aspettate gente? Correte a casa a controllare quanto guadagna il papà di
quel vostro amico sempre vestito ultrafirmato, o di quello che ha appena
comprato casa vicino l’università. E nel caso riteniate sia troppo poco, un
click sul sito del Ministero e via, la denuncia è fatta. Piano B: guadagna
troppo? Una telefonata a Scampia
e ci pensano loro. Se siete bravi magari metà del riscatto riuscite ad
intascarlo. Comunque vada, il ricco è colpito, il problema è eliminato.
Perché questa banda di briganti vuole questo, questo studiano da mattina a
sera e si scervellano di ottenere, è il loro sogno erotico ricorrente:
colpire chi possiede, identificare, attaccare e distruggere sistematicamente
tutti coloro che hanno un reddito, massacrare la classe media e piallare
economicamente la società. Quando credevamo di esserci finalmente liberati
del carissimo dott. Visco, lui e la banda di cavallette assetate di tasse
capitanata dal suo amico Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle
Entrate, ci hanno fatto rimpiangere di essere andati a votare in forma
pacifica e civile, e di non aver assaltato alla baionetta il Ministero
dell’Economia ed appeso questi sciacalli per i piedi al benzinaio più
vicino. Dopo la batosta elettorale il “Vampiro” poteva togliere il disturbo
in silenzio ed andare a farsi dimenticare, invece la stessa vanità che lo fa
apparire abbronzatissimo in Dicembre inoltrato lo ha portato a compiere
questa barbarie. Con una logica precisa: installare l’odio sociale nel
popolo, così dove non dovesse arrivare la longa manus del fisco, ci sarebbe
qualche spione a fare il lavoro sporco. In Italia esistono 104 Procure della
Repubblica. Ad oggi Visco ha 104 esposti per abuso di potere, violazione
della privacy ed altro. E con la sua colossale faccia di bronzo si è pure
permesso di affermare che, altro non avrebbe fatto, se non eseguire una
legge del 1973, peccato che in 35 anni la legislazione è cambiata, la
convenzione europea dell’ ’81, le leggi del ’96 e del 2003, con
l’istituzione del garante della privacy hanno abrogato de facto quella
precedente. E un viceministro della Repubblica è tenuto a saperlo.
Visco poi non è nuovo a sparate del genere: nei primi anni ’80, semplice
consigliere di via XX settembre, aveva già diffuso i redditi degli italiani,
facendo un errore madornale nel calcolarne alcuni, e provocando la
dimissione del Ministro delle Finanze dell’epoca. Lui, ovviamente, rimase al
suo posto. E fece pure carriera. Poi i casi Unipol, Speciale, Magistro,
Philip Morris, i 20 giorni di arresto e 25 milioni di multa, più l’”ordine
di riduzione in pristino dei luoghi”, cioè la demolizione, per abuso
edilizio a Pantelleria (tentando di salvarsi in corner grazie al condono
Berlusconiano). E lo avevano definito un galantuomo. Quando un dittatore
capisce di essere sconfitto non si cura più delle conseguenze dei suoi atti,
cerca di fare il maggior danno possibile e portare il maggior numero di
persone con se nella tomba. Hitler voleva bruciare Parigi, Saddam incendiò i
pozzi del Kuwait, Visco ha fatto di peggio: ha ucciso la convivenza sociale
e installato in ognuno di noi il timore ed il sospetto anche verso i propri
cari. Grazie Visco. A mai più rivederci, speriamo.
PS: Vincenzo Visco: reddito 130.000 €. E la villa a Pantelleria come l’ha
comprata?
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