LiberaMente come Home Page    -    Il banner di LiberaMente    -    Aggiungi ai preferiti
Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2007  
In scena la commedia dell'amore: La vedova scaltra
Al teatro Eliseo dall'8 al 27 gennaio
 
di Viviana Verri
v.verri@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero III Dicembre 2007
 
Artisti e avventurieri, amanti e viveur popolano la Venezia settecentesca, a cavallo tra l’antico regime e i venti rivoluzionari che dalla Francia soffieranno in tutta Europa. E’ questo lo sfondo de “La vedova scaltra”, commedia goldoniana del 1748 che mette in scena gli intrecci amorosi tra una giovane vedova e quattro nobili e coraggiosi cavalieri, pronti a tutto pur di conquistarla; la donna però, lungi dall’essere quieta e remissiva, è scaltrita ma, al tempo stesso, delusa dall’esperienza matrimoniale con un uomo ben più anziano di lei. La vedova è ora alla ricerca dell’Amore, quello vero, che le faccia provare le emozioni e le palpitazioni di un sentimento fresco, autentico, non quello sopito ed imbrigliato dal perbenismo che aveva vissuto con il “Sior consorte”.

Riusciranno i nostri quattro eroi a farle riscoprire l’amore sensuale? Sembra la domanda implicita nel grande letto vuoto al centro della scena, custode dei sogni, delle speranze e delle solitudini della donna. Questo lo scenario immaginato dallo scenografo Enrico Job nella rivisitazione della commedia goldoniana che, con la regia di Lina Wertmüller, andrà in scena al teatro Eliseo di Roma dall’8 al 27 gennaio. Se già Goldoni aveva innovato la “Commedia dell’arte”, sostituendo la rigidità delle sue maschere con la spontaneità e la passionalità degli uomini comuni, la Wertmüller ne fa una rilettura in chiave ancor più moderna, portando in scena il gioco del corteggiamento, dove ognuno sembra recitare un proprio ruolo, ma dove, in realtà, un copione non esiste perché Rosaura, la donna contesa, si prende gioco dei suoi amanti, li tiene sulle spine ed alla fine, con spirito critico e disincantato, enuncia i difetti del suo prescelto. Un amore che non è cieco idillio, ma consapevole accettazione di uomini non perfetti, pieni di limiti ma che sanno farsi amare con la loro simpatia ed allegria, qualità compendiate nella maschera di Arlecchino.

Una sorta di “carnevale dell’amore” che nasconde nella sua frastornante allegria un bisogno autentico, forse disperato, di amare ed essere amati davvero, di rinascere dal lutto per vivere finalmente una vita vera, non più avara di sentimenti e passione, una vita che, artisticamente,
l’Europa di fine settecento si preparava a vivere con il Romanticismo. Per chi volesse immergersi in questa ondata di comicità e sensualità, l’appuntamento è nel 2008 al teatro Eliseo.
 
Stampa questo articolo  

 

 
  Privacy  -  Disclaimer  -  WebSiteInfo