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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2007  
Le regole del "gioco"
 
 
di Stefano Radiconcini
s.radiconcini@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero III Dicembre 2007
 
La maggioranza degli italiani ha le idee ben chiare: bipolarismo, premierato forte e azione di governo ancorata ad un programma. Viviamo nella “fobia” della necessità e dell’opportunità
di una riforma dell’attuale legge sul voto. Senza dubbio il “porcellum” di Roberto Calderoli ha delle lacune (mancanza di premio di maggioranza al Senato e liste bloccate), ma il vero problema
non è la scelta tra sistemi proporzionali o maggioritari, con premio di maggioranza o senza, con liste bloccate o con le preferenze, la decisione che deve essere presa investe l’assetto
costituzionale del nostro paese: si deve scegliere se essere una democrazia parlamentare o una democrazia presidenziale.

Dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi molto è cambiato nel panorama politico nazionale, si è affermata una nuova “moralità” nella politica: il presentare un programma di governo da rispettare e attuare nella legislatura, l’indicare preventivamente le alleanze e il candidato alla Presidenza del Consiglio. Nella Prima Repubblica ciò non accedeva, si andava al voto senza sapere chi avrebbe governato, chi sarebbe stato il capo del governo e cosa avrebbe fatto durante il suo mandato. Con i presenti assetti costituzionali, le modalità che meglio si adattano per la scelta dei governi sono quelle della Prima Repubblica. L’Italia era ed è una democrazia parlamentare, ciò vuol dire che il popolo elegge un Parlamento, ma poi sono le Camere che decretano quale governo debba essere nominato e l’esecutivo risponde solo e soltanto al Parlamento. Come non dovrebbe sfuggire a nessuno, le convinzioni degli italiani in materia sono molto cambiate e lo dimostra anche l’imponente raccolta di firme che ha portato a depositare presso la Corte di Cassazione più di 870mila adesioni di cittadini che chiedono un referendum sulla legge elettorale.

La scelta sul sistema di voto è fondamentale, ma lo è ancor di più una riforma costituzionale che sia di tipo presidenziale e tale da legare il premier prescelto esclusivamente al voto degli elettori, in modo che non si verifichino “ribaltoni”. La scelta è tra parlamentarismo e presidenzialismo, la legge sul voto segue logicamente questa scelta: optando per la prima ipotesi è da preferire un sistema proporzionale, preferendo, invece, il presidenzialismo, la legge elettorale non potrebbe che essere maggioritaria. Gli elettori sono conviti della scelta compiuta, ma per passare “dalla potenza all’atto” serve la volontà dei politici.
 
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