Il 18 ottobre scorso, il Granteatro di Roma ha ospitato lo spettacolo
“Giulietta & Romeo”, opera popolare reinterpretata da Riccardo Cocciante,
che ne ha composto la musica, e Pasquale Pannella, autore dei versi. “È una
storia che non finisce sul palco, in teatro. Continua per sempre” scrivono
Riccardo e Pasquale. Quella di Romeo e Giulietta è tra le più conosciute ed
intramontabili leggende occidentali da almeno sei secoli. Essa narra di due
giovani amanti spinti al suicidio dall’odio reciproco fra le loro famiglie,
i Montecchi ed i Capuleti di Verona. Vernacolare
della nostra Italia, la leggenda è stata trattata diffusamente nell’ambito
della novellistica italiana ed europea degli anni a cavallo tra i secoli XV
e XVI, nonché da celebri musicisti dell’Ottocento,
quali Bellini e Ĉajkovskij. Da Matteo Bandello ha attinto lo scrittore che
ne ha poi determinato la fama mondiale, trasformandola in una tragedia
gloriosa, William Shakespeare.
Il potere di “Romeo e Giulietta” consiste nella sua capacità di resistere al
tempo. Mai ridondante, il racconto è considerato l’esempio più alto di amore
eterno, ma in realtà i temi riscontrabili in esso sono plurimi, più profondi
e complessi. Cocciante e Pannella li hanno riproposti con la semplicità e la
chiarezza più terse, alleggerendo la forza spasmodica e perversa delle
straordinarie metafore shakespeariane, offrendo al pubblico un entracte dal
timbro limpido e melodioso,
dai toni freschi, quasi a voler sottolineare la leopardiana beltà che
splende negli occhi della gioventù, vera protagonista dell’opera. Mirabile
scenografia tridimensionale basata su di una brillante scenotecnica
digitale. Esatta cura dei dettagli. Le espressioni degli attori rese più
visibili grazie all’apposizione di due maxi-schermi laterali che
inquadravano i visi degli interpreti. Entracte energetico, carico di
emozioni, armonico. In chiusura, Cocciante si palesa nel boccascena, innanzi
al pubblico in contemplazione, intonando il brano portante dell’opera
“Amore. Vita. Morte. Questa è la città.”
Tema del pièce in versi è soprattutto la vita. La vita è scenario carico di
difficoltà. Un pendolo che oscilla tra la noia ed il dolore, come direbbe un
noto filosofo. Impedimenti di carattere sociale, religioso, etico, morale,
sessuale, razziale, ostruiscono continuamente la vita dell’uomo. Il segreto
per liberarsene e non desistere e superali. Sarà tortuosa, agitata, turpe,
ma la vita è anche ricca di eventi, sensazioni, esperienze sublimi che danno
un senso all’esistenza. Il contrasto con la morte in “Romeo e Giulietta”
rende questo senso più vivo, non solo quella dei due giovani ma soprattutto
quella di Mercuzio, l’autentica etoile e personaggio-chiave della tragedia.
Diverso dagli ingenui, acerbi ed innocenti innamorati, Mercuzio, maturo ed
indipendente, insegue innamorato la vita, che lo rifugge come Dafne fuggiva
Apollo, fino a lasciarlo offeso. Colpisce la visione della devozione divina,
nell’opera di Cocciante, non febbrile e ridondante, ma naturale, terrena,
umana. Umanità fragile e tenace, tracotante e devota, temperante e
passionale, folle e geniale.
Se avete voglia di emozionarvi, intensamente, una delle cose che potreste
fare è vedere questo spettacolo, “Giulietta & Romeo”. Ultima data, domenica
9 marzo 2008, a Bologna (www.giuliettaeromeo.net). Poi, potreste provare ad
innamorarvi.
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