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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2007  
Giulietta&Romeo.
Il piacere di un racconto sempre attuale
 
di Iole di Muccio
LiberaMente Anno VI Numero III Dicembre 2007
 
Il 18 ottobre scorso, il Granteatro di Roma ha ospitato lo spettacolo “Giulietta & Romeo”, opera popolare reinterpretata da Riccardo Cocciante, che ne ha composto la musica, e Pasquale Pannella, autore dei versi. “È una storia che non finisce sul palco, in teatro. Continua per sempre” scrivono Riccardo e Pasquale. Quella di Romeo e Giulietta è tra le più conosciute ed intramontabili leggende occidentali da almeno sei secoli. Essa narra di due giovani amanti spinti al suicidio dall’odio reciproco fra le loro famiglie, i Montecchi ed i Capuleti di Verona. Vernacolare
della nostra Italia, la leggenda è stata trattata diffusamente nell’ambito della novellistica italiana ed europea degli anni a cavallo tra i secoli XV e XVI, nonché da celebri musicisti dell’Ottocento,
quali Bellini e Ĉajkovskij. Da Matteo Bandello ha attinto lo scrittore che ne ha poi determinato la fama mondiale, trasformandola in una tragedia gloriosa, William Shakespeare.

Il potere di “Romeo e Giulietta” consiste nella sua capacità di resistere al tempo. Mai ridondante, il racconto è considerato l’esempio più alto di amore eterno, ma in realtà i temi riscontrabili in esso sono plurimi, più profondi e complessi. Cocciante e Pannella li hanno riproposti con la semplicità e la chiarezza più terse, alleggerendo la forza spasmodica e perversa delle straordinarie metafore shakespeariane, offrendo al pubblico un entracte dal timbro limpido e melodioso,
dai toni freschi, quasi a voler sottolineare la leopardiana beltà che splende negli occhi della gioventù, vera protagonista dell’opera. Mirabile scenografia tridimensionale basata su di una brillante scenotecnica digitale. Esatta cura dei dettagli. Le espressioni degli attori rese più visibili grazie all’apposizione di due maxi-schermi laterali che inquadravano i visi degli interpreti. Entracte energetico, carico di emozioni, armonico. In chiusura, Cocciante si palesa nel boccascena, innanzi al pubblico in contemplazione, intonando il brano portante dell’opera “Amore. Vita. Morte. Questa è la città.”

Tema del pièce in versi è soprattutto la vita. La vita è scenario carico di difficoltà. Un pendolo che oscilla tra la noia ed il dolore, come direbbe un noto filosofo. Impedimenti di carattere sociale, religioso, etico, morale, sessuale, razziale, ostruiscono continuamente la vita dell’uomo. Il segreto per liberarsene e non desistere e superali. Sarà tortuosa, agitata, turpe, ma la vita è anche ricca di eventi, sensazioni, esperienze sublimi che danno un senso all’esistenza. Il contrasto con la morte in “Romeo e Giulietta”
rende questo senso più vivo, non solo quella dei due giovani ma soprattutto quella di Mercuzio, l’autentica etoile e personaggio-chiave della tragedia. Diverso dagli ingenui, acerbi ed innocenti innamorati, Mercuzio, maturo ed indipendente, insegue innamorato la vita, che lo rifugge come Dafne fuggiva Apollo, fino a lasciarlo offeso. Colpisce la visione della devozione divina, nell’opera di Cocciante, non febbrile e ridondante, ma naturale, terrena, umana. Umanità fragile e tenace, tracotante e devota, temperante e passionale, folle e geniale.

Se avete voglia di emozionarvi, intensamente, una delle cose che potreste fare è vedere questo spettacolo, “Giulietta & Romeo”. Ultima data, domenica 9 marzo 2008, a Bologna (www.giuliettaeromeo.net). Poi, potreste provare ad innamorarvi.
 
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