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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2007  
Oscenità e furore:1977-2007, 30 anni di Punk.
 
 
di Giuseppe Catanzaro
LiberaMente Anno VI Numero III Dicembre 2007
 
Sul Punk se ne sono dette e se ne diranno tante,e anche voi leggendo il titolo di questo articolo avrete storto il naso, pensando a creste colorate, vestiti strappati, droga e violenza! Ma non è questo il Punk, non è solo questo. La musica Punk-Rock nasce in America nei primi anni ’70 come variante del Garage Rock (sotto genere del Rock & Roll), ma soltanto nel Regno Unito,
a partire dal 1975, assumerà i connotati di un movimento culturale con dietro una precisa ideologia.

La nascita di questo movimento giovanile va soprattutto legata ad un gruppo, nato a metà anni ’70, nel contesto di un’Inghilterra reazionaria, bigotta e basata sulle differenze e sul concetto di classe sociale. Questo gruppo,i Sex Pistols, sarà precursore e icona del Punk, mettendo a ferro e fuoco il Regno Unito in soli 3 anni, prima di sciogliersi nel 1978. Grazie alla lungimiranza del manager M.McLaren, che mise insieme 4 teppisti della working class con poca tecnica musicale e molta energia, i Sex Pistols cominciarono a farsi notare, tramite una musica rozza, elementare e distorta, testi violenti che parlavano di anarchia nell’Inghilterra monarchica, di aborti, di un futuro che non c’era e con un look che per necessità (nessuno navigava nell’oro!) era fatto di t-shirt e jeans bucati, se non strappati e rimessi insieme da spille da balia o quant’altro. La band cominciò ben presto ad avere un seguito portando avanti concetti come l’individualismo, l’anticonformismo, l’anarchia (intesa più come caos che come soluzione politica), e l’essere se stessi per combattere un sistema, quello borghese, che voleva rendere tutti uguali,
come in un gregge di pecore!

Dietro questa ideologia nacquero in quegli anni tantissime band, accomunate da una smodata voglia di scandalizzare la società benpensante e di distinguersi dalle altre sottoculture del tempo (“Soul Boys”,”Teds”,”Hippies”,ecc.), scelta che si concretizzava in uno stile osceno per allora, fatto di capelli colorati e scompigliati, giacche di pelle, borchie, vestiti strappati, piercing e svastiche (non come simbolo politico). Certo c’erano gli estremismi, che sfociavano in violenza gratuita, autolesionismo e droga, ma non tutti sanno ad esempio che il Punk era il primo movimento in cui ragazzi e ragazze erano sullo stesso piano (le prime girls band nascono dal Punk), o che l’emancipazione omosessuale, tanto attuale oggi, ha radici in quel contesto. Ben presto anche il Punk diventò una moda, perdendo tutti i suoi connotati iniziali e il messaggio di individualismo che aveva portato avanti. Oggi sopravvive con le relative evoluzioni,
ma l’energia, il furore e l’effetto della cosiddetta Ondata 77, pur non avendo sostanzialmente cambiato nulla in termini politici, ha lasciato un marchio indelebile nel tessuto sociale inglese.
 
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