Trascorri gli anni migliori della tua vita tra i banchi di scuola, momenti
che non potrai mai dimenticare, ricordi da condividere con gli amici di
sempre. Tra quegli stessi banchi, però, puoi anche soffrire tanto se sei
diverso, se sei più fragile, se non sei come gli altri. Allora vieni
tagliato fuori dal “branco”, dal gruppo di quelli tosti che sanno come
vestire, come divertirsi, come comportarsi, o almeno così ti sembra. Perché
tu sei insicuro, ti senti sbagliato, te ne stai in disparte a guardare
quelli “giusti” cercando di assomigliargli un po’ per essere uno di loro.
Invece loro non ti vogliono, magari ti prendono in giro, sfruttano la tua
fragilità e la tua buona fede per dimostrare a tutti quanto sono forti,
quanto sono bravi a farsi rispettare. A volte fanno anche di peggio; quando
le parole e gli scherzi non bastano, quando la noia e l’incoscienza
adolescenziale prendono il sopravvento sull’intelligenza, si trasformano in
mostri senza cuore e picchiano, violentano, distruggono davanti agli occhi
di altri decerebrati come loro che, con tanti applausi per lo spettacolo,
riprendono la scena con il cellulare ed hanno anche il coraggio di
scaricarla su Internet per far conoscere a tutti le loro prodezze. Per
fortuna, almeno nel web, c’è ancora qualcuno che fa uso del cervello e
denuncia questi indecenti spettacoli, che negli ultimi giorni hanno
infestato tutti i telegiornali. Scattano le misure disciplinari per quelli
che eufemisticamente chiamiamo bulli, ma che andrebbero chiamati criminali,
la gente si indigna, solidarizza con il ragazzo down maltrattato dai
compagni di classe, con la tredicenne violentata e filmata dai suoi “amici”.
Purtroppo la perversità umana non conosce limiti e parte l’effetto
emulazione, altri valorosi compiono tali imprese e i video si moltiplicano,
insieme allo sconcerto generale.
Viene da chiedersi perché ragazzi e ragazze che dalla vita hanno proprio
tutto se la prendono con quelli più indifesi, se per vigliaccheria o se non
sono in grado di capire che c’è una bella differenza tra una ragazzata e un
atto criminale. Viene da chiedersi cosa i genitori hanno insegnato a questi
ragazzi, o cosa la tv o la libertà senza controllo ha insegnato loro. La
logica del branco, la legge del più forte che mangia il più debole
appartengono agli animali, non agli uomini, come l’idea del diverso,
dell’emarginato per il sesso, la razza, le condizioni psicofi siche pensavamo
di averla accantonata anni fa dopo le lotte contro l’apartheid e il nazismo.
Invece
ce le ritroviamo proprio tra quei ragazzi che dovrebbero ben conoscere la
solidarietà,
la giustizia, l’amicizia. Forse ci sbagliavamo; gli uomini, come i lupi,
perdono il pelo ma non il vizio, però, a differenza dei lupi, hanno uno
specchio in cui guardarsi e una coscienza che nessuno può mettere a tacere. |