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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2006  
Leadership? Problema bipartisan
Le difficoltà di trovare un leader agli schieramenti politici
 
di Stefano Radiconcini
 
LiberaMente Anno V Numero IV Dicembre 2006
 
Romano Prodi e Silvio Berlusconi sono ormai due leader che stanno per concludere la loro esperienza politica a causa dell’età che si avvicina, inesorabilmente e per entrambi, ai 70 anni. Quali sono gli scenari che si stanno muovendo dietro i due esponenti di punta degli schieramenti? Nel centrosinistra si prende consapevolezza che con la fusione di DS e Dl nel Partito Democratico nessuno dei due attuali segretari sarà incoronato leader dell’altro. Se e quando il Pd si farà, esso dovrà essere guidato da un terzium datur, ma chi? L’unica figura in grado di ammodernare il centrosinistra sgravandolo dalle forze massimaliste (PRC, PdCI e Verdi) è Walter Veltroni, attuale sindaco di Roma, che interpreta il suo ruolo politico seguendo l’esempio delle attuali sinistre liberali europee ed è l’unico che sia riuscito ad ottenere consensi trasversali nella Capitale. Accanto al Pd prende corpo l’idea di una federazione: più facile da realizzare non piace a Veltroni e potrebbe essere guidata da un tridente Franceschini-Fioroni-Letta.

Nella Cdl si sapeva che la leadership di Berlusconi non sarebbe stata eterna ma il malore di Montecatini, che ha fatto tremare tutto il centrodestra, ha riaperto con insistenza il dibattito. Da una parte il Cavaliere sta spronando i suoi a fare da soli perché in Forza Italia non ci sarà
sempre lui a sbrogliare le matasse. Ma con un’eventuale uscita di Berlusconi, eventuale e futura, ci sarebbe il candidato? All’interno di FI si stanno muovendo Tremonti, Pisanu e Formigoni oppure c’è chi ipotizza un effetto “Segolene Royal” con Letizia Moratti. Accanto a queste ipotesi interne al primo partito nazionale si prospettano altre alternative: quella di Gianfranco Fini che con i suoi atteggiamenti moderati ha conquistato la stima in tutto il centrodestra e nelle aree centriste
dell’Unione. La seconda alternativa è quella di Pierferdinando Casini che con il suo comportamento ondivago si sta autoescludendo dalla leadership, molti elettori della Cdl non capiscono, infatti, i suoi atteggiamenti morbidi verso il centrosinistra.
 
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