Come è andata la reunion?
Molto bene: erano anni che non si faceva un lavoro di sistematica indagine
sugli esiti e i percorsi di carriera di questi ex studenti nei luoghi dove
si sono affermati sia nel paese che fuori dal paese. È stato prodotto,
dall’Associazione Laureati presieduta da B.Tini, un grande sforzo di ricerca
e di analisi dei dati che ha fruttato una partecipazione eccezionale. Questo
vuol dire che se persone di una certa età, già in carriera, provenienti da
tutte le città d’Italia, arrivano a Roma per festeggiare un grande
reincontro con la loro università significa che ne hanno un buon ricordo e
che riconoscono la Luiss come un luogo di formazione eccellente da onorare.
Che obiettivi vi eravate posti con la reunion e che risultati avete
ottenuto?
Le università più importanti del mondo praticano con regolarità questo tipo
di “ricongiungimenti” tra le generazioni degli studenti e gli ex ormai
inseriti nel mondo del lavoro. In questo modo si risponde a varie istanze: a
un desiderio di reincontro con il proprio passato e a un riconoscimento nei
confronti dell’istituzione che li ha formati professionalmente. Anche un
segnale di simpatia e disponibilità nei confronti dei più giovani per
aiutarli e orientarli ad inserirsi nel mondo del lavoro. Infi ne anche un
desiderio di socializzare tra gli ex Luiss per rinnovare vecchie amicizie e
arricchire il bagaglio di esperienze di ognuno.
Allora l’Università è un’istituzione viva che può servire
sia agli studenti che anche agli ex? C’è ormai una filosofia diffusa e
consolidata tra gli esperti che si occupano di educazione: il cosiddetto
life long learning cioè la filosofia secondo cui l’apprendimento deve durare
per tutta la
vita. Se questo è vero l’università deve diventare sempre più il luogo dove
non solo si formano le nuove generazioni ma dove anche quelle già inserite
nel mondo del lavoro ritornano magari per
periodi brevi per portare la loro esperienza e aggiornare le loro conoscenze
professionali. Tutto ciò gioverebbe non solo agli ex ma anche agli studenti
più giovani e agli stessi docenti. La filosofia del life long learning è
ancora più valida perché nel passato si faceva un solo lavoro per tutta la
vita, mentre oggigiorno sono aumentate le probabilità di cambiare lavoro più
spesso. Avere più esperienze lavorative permette di avere un’articolazione
mentale più ampia e di rendere anche la vita lavorativa più interessante.
Qual è il ruolo del Vicepresidente esecutivo?
È innanzitutto un ruolo di garanzia per tutelare e realizzare le missioni
che i soci dell’Ente Promotore (Confindustria e Il Sole 24 Ore in origine e
poi la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma) hanno voluto fi ssare nello
Statuto quando hanno fondato la Luiss. La missione era ed è tuttora quella
di creare un’università libera e autonoma, un luogo di eccellenza che
formazione di alte professionalità e di ceti dirigenti, persone che andranno
ad occupare posizioni di prestigio e di comando a vari livelli della nostra
società sia nel pubblico che nel privato. Come si sa è il Consiglio di
Amministrazione della Luiss che ha il compito di nominare i vertici
dell’università.
Il mio lavoro, in pieno accordo con il Presidente Montezemolo, è stato
quello di aver proposto al Consiglio di Amministrazione la nomina di persone
giuste al posto giusto: credo che si possa dire che oggi la Luiss ha un
vertice di primissima qualità e che si è formato quello spirito di squadra
che sta dando i migliori frutti. Infi ne è evidente che sono soprattutto
impegnato nelle scelte strategiche: le risorse finanziarie sia per garantire
equilibrio di bilancio e i nuovi
investimenti. Ad esempio siamo riusciti a dare soluzione ad un annoso
problema logistico: tra un anno la Luiss migliorerà significativamente la
propria dotazione di spazi e servizi per gli studenti nel quadro di una
nuova soluzione logistica che comprende la ex scuola dell’Assunzione nel
parco di viale Romania.
Come lavora con Egidi e Celli?
Credo che una forte caratteristica di questo attuale vertice della Luiss sia
quello di una massima attenzione all’interesse degli studenti. Tra noi tre
c’è una collaborazione che definirei da manuale, assolutamente di squadra.
Abbiamo culture simili, obiettivi comuni, rispetto dei differenti ruoli di
ognuno e lavoriamo davvero “a squadra”. Sono ruoli distinti: il mio è quello
di rappresentare i soci dell’Ente Promotore e garantire il perseguimento al
meglio della missione, quello del Rettore è di rappresentare l’accademia e
di promuovere la migliore didattica e ricerca e quello del Direttore
generale è di organizzare nel miglior rapporto costi/qualità tutta la
macchina organizzativa che è essenziale per dare un buon servizio sia agli
studenti che ai docenti.
Quali progetti per l’anno nuovo?
La nuova sistemazione logistica all’Assunzione è stata una scelta strategica
di un’importanza capitale, ci abbiamo lavorato un anno, abbiamo valutato a
fondo varie alternative, ma ce l’abbiamo fatta. Inoltre un progetto
innovativo molto importante è l’accordo Luiss-Capitalia, per creare una
scuola di formazione manageriale di caratura internazionale. Sarà un anno di
grande impegno per tutti noi per realizzare queste cose.
Questa squadra di vertice, di cui anche noi abbiamo verificato il concreto
impegno innovativo, è destinata a durare o a subire i troppo frequenti
cambiamenti conseguenti ai cambi di vertice confindustriali?
Confindustria ha i suoi cambiamenti statutari, il Presidente è rinnovato ogni
biennio e non può essere rieletto oltre i 4 anni. Il mio mandato di
Vicepresidente esecutivo è quindi necessariamente legato ai ciclici
cambiamenti di Confindustria. Per quanto riguarda il Rettore e il Direttore
generale, trattandosi di ruoli a tempo pieno e di recente nomina, per di più
di persone molto motivate e di specifica professionalità, non posso
immaginare cambiamenti di alcun tipo.
Come considera le attività extradidattiche?
Le considero estremamente arricchenti per gli studenti, il giusto sale che
rende vivace e gradevole il tempo passato alla Luiss, ricco di stimolazioni
intellettuali. Per crescere non basta studiare sui libri, si devono avere
anche occasioni d’incontro, di dialogo, di continuo confronto con esperienze
diversifi cate. Mi pare che tra le iniziative da voi studenti meritoriamente
avviate e gestite e quelle che noi abbiamo favorito (gli incontri con grandi
manager e intellettuali di vario genere, la radio ecc..) si sia dato luogo
ad una università come luogo in cui, oltre al primario impegno allo studio,
ci sono anche ricche occasioni di socializzazione intelligente. Una buona
università, a mio avviso, dovrebbe infatti favorire non solo una crescita
professionalizzante dei suoi studenti ma anche promuovere una cittadinanza
attiva ed impegnata.
LEGGI LE OPINIONI
DEL RETTORE EGIDI E DEL DIRETTORE GENERALE CELLI SULLA REUNION
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